Trasparenza nei siti della pubblica amministrazione

Riferendomi ad un articolo apparso sul sole 24 ore del 27 settembre, riguardante la difficoltà di reperimento di informazioni nella maggioranza dei siti della pubblica amministrazione, vorrei fare un po’ di considerazioni.

Prima considerazione: non mi meraviglio!

Seconda considerazione: Ma è naturale.

Mi spiego.

La competenza informatica di molti amministratori della struttura informatica della pubblica amministrazione molto spesso è bassa, non perchè non siano brave persone ma spesso perchè non sono di estrazione informatica. Il loro curriculum molto spesso non è adeguato, molto spesso ricoprono l’incarico magari accorpato ad altre funzioni in cui sono maggiormente competenti. Questo perchè, come nelle aziende del resto, l’informatica spesso è vista come come un costo e per tale motivo vengono dedicate poche risorse. Molto spesso non hanno proprio tempo da dedicarci.

L’altro grave motivo, sempre a mio avviso, è la moltitudine di offerte a cui sono bersagliati: Non c’e’ nessuna Web Agency che non abbia il miglior CMS al mondo. E, come spesso accade, il sistema viene acquistato prima di provarne effettivamente le prestazioni. Poi cominciano i problemi. Tanto per dirne una: su qualsiasi manuale di informatica un po’ evoluto insegnano come primo esempio la costruzione di un CMS. Lo miglioriamo con un po’ di grafica accattivante ed ecco il prodotto.

Ma, provoco io: non si fanno i collaudi per le strade una volta eseguite? Non viene commissionato prima un progetto ad un professionista? Ma allora cari amministratori, perchè non fare la stessa cosa anche con l’Informatica? Non ci sono soldi? E il mondo open Source che ci sta a fare? Cari amministratori, guardate il sito della Casa Bianca e … è fatto con Drupal, CMS Open Source estremamente performante.

Se si operasse come si fa per le altre cose non ci sarebbero questi strafalcioni che vengono pubblicati. Non fidatevi di quello che vi propone la web agency, fate una prova vera del loro sistema, mettetevi dalla parte dell’utente ed esprimete un giudizio. State spendendo soldi dei contribuenti, fatelo bene. Non siete competenti? affidatevi ad esperti veri. In Italia ci sono corsi di laurea in Ingegneria Informatica e in Informatica. Rivolgetevi a qualcuno di loro. Vedrete che i punti deboli ve li trovano in pochi minuti di visione del prodotto spacciato come il migliore del mondo.

Soprattutto: il sistema informativo ha un costo (non è solo un costo) e quindi va trattato con le dovute cautele: rivolgetevi agli esperti.

Metto una mia piccola nota di folklore che mi ha fatto sorridere e allo stesso tempo piangere: abbiamo fatto qualche tempo fa una presentazione aziendale a circa 300 Comuni di 3 Provincie proponendoci per essere inseriti tra i loro eventuali fornitori.

Il risultato: 3 contatti. Il primo per partecipare ad una gara di manutenzione del sistema informatico. Ok. Il secondo ci hanno inviato un elenco di categorie pregandoci di scegliere dove proporci: nessuna categoria era confacente al nostro lavoro, se non consideriamo la riparazione hardware di macchine per ufficio che tra l’altro non facciamo. La terza era per l’iscrizione online all’elenco: ma non c’era nessuna categoria per la nostra attività….

Che dobbiamo pensare? Forse l’informatica non esiste oppure il processo di acquisto segue altre vie (si è vero, ci sono i gruppi di acquisto, ma non nella progettazione dei sistemi).

Non lamentiamoci pero’!

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