Consultazione Pubblica sull’ Agenda Digitale

 

Uno dei punti cardine sul quale il governo sta lavorando nell'ottica di favorire la crescita economico-commerciale nel paese è quello dell'Agenda Digitale. Ormai da qualche anno si parlava di questo tema indicato da molto come fattore imprescindibile per riavviare gli investimenti e portare sviluppo tecnologico ed infrastrutturale nel paese, ma che tuttavia continuava ad essere ignorato o quasi da parte delle istituzioni, nonostante già a maggio 2010 fosse stata presentata in Commissione EU l'Agenda Digitale Europea che l'Italia come paese membro doveva recepire elaborando una propria strategia digitale.
A gennaio di quest'anno però con il Decreto Semplificazioni è stato fatto un importante passo avanti istituendo “…senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, una cabina di regia per l’attuazione dell’agenda digitale italiana, coordinando gli interventi pubblici volti alla medesime finalità da parte di regioni, province autonome ed enti locali.”.
Della notizia se ne è già ampiamente risonanza e a distanza di pochi mesi possiamo obbiettivamente notare che i lavori sull'Agenda Digitale Italiana hanno subito un cambio di marcia anche se è prematuro dire che sarà decisivo.
La notizia della settimana è però quella che proprio la Cabina di Regia attraverso il sito http://www.agenda-digitale.it ha lanciato una consultazione pubblica aperta a tutti i cittadini e soggetti giuridici italiani per raccogliere idee, proposte ed opinioni da valutare in vista della stesura del Decreto Digitalia iattorno a giugno.
Il progetto è stato suddiviso per aree tematiche, includendo "Infrastrutture e Sicurezza", "eCommerce", “Alfabetizzazione Digitale e Competenze Digitali", "eGovernment", "Ricerca & Innovazione" e "Smart Cities & Communities", articolando gli argomenti relativamente a “Obiettivi e relative priorità”, “Ostacoli”, “Azioni correttive proposte”, “Ulteriori approfondimenti”.

 

Navigando all'interno del sito possiamo però trovare alcuni interessanti punti descritti dalla stessa Cabina di Regia, In particolare segnaliamo:
– “Assicurare la copertura a banda larga di base per tutti entro il 2013, completando il Piano Nazionale Banda Larga.”
– “Stimolare l’uso di reti a banda larga, incrementando il numero di abbonamenti al servizio di connettività, rispettando così – entro il 2020 l’obiettivo europeo di avere il 50% degli utenti domestici europei abbonato a servizi con velocità superiore a 100 Mbps.”
-”Gestione in modalità cloud computing dei contenuti e servizi della PA, mediante la realizzazione dei data center federati, mediante l’attuazione del Progetto Strategico Data – Center.”
-”Assicurare la protezione dei dati di valore strategico e la relativa gestione del disaster recovery mediante i data center di prossima realizzazione.” .
Oltre alle fondamentali promesse riguardo alla banda larga, fino ad ora grave mancanza italiana che ha bloccato tutti gli investimenti nel settore Digitale, accogliamo con piacere anche gli ultimi due punti, in quanto noi di Atlante s.r.l. possiamo dirci già impegnata da tempo in progetti rivolti in questo senso.
 

Ora sarà tutto da vedere sul come si svilupperanno i temi e le discussioni (ci aspettiamo che si trovi spazio anche per parlare di Software Libero ed OpenSource), ma per ora le basi non mancano.

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Ecco come è fatto Volunia!

Ebbene si, sono stato tra i pochi fortunati estratti per diventare Power User (una maniera un po più carina di dire Beta Tester… ) del nuovo motore di ricerca Italiano Volunia. Già da ieri infatti ho avuto la possibilità di provare in anteprima il nuovo progetto studiato dal Professsore veneto Massimo Marchiori(già inventore dell'algoritmo di ricerca HyperSerach poi utilizzato da Google) e finanziato dall' Imprenditore sardo Mariano Pireddu.

Al di la della reale fruibilità dell'intero sistema Volunia, una cosa è certa: Marchiori aveva ragione quando diceva che non sarà un semplice motore di ricerca, ma bensì una nuova esperienza di web.
Paradossalmente infatti la prima cosa che si nota è l'attuale scarsa affidabilità proprio dell'algoritmo di ricerca, che ad ora fatica pesantemente a ricercare dei risultati affidabili. In realtà il vero giudizio non può che restare sospeso, è infatti comprensibile che i server di Volunia debbano ancora indicizzare moltissimi siti web in giro per tutto il mondo, perciò non resta che aspettare ancora qualche tempo per avere un'idea più completa.
Sia chiaro però che l'idea del motore di ricerca in Volunia sembra a di poco… marginale!  Per capire senza aver visto di persona dovete far finta di immaginare che Volunia non sia un sito ma bensì una sorta di browser dentro il browser, e che si navighi nel web attraverso Volunia. La visualizzazione dei siti web è assolutamente naturale, tuttavia di contorno alla pagina web infatti vi sono una serie di altre opzioni relative più strettamente al sito che si stà visitando, oppure più in generale alla 'Community' Volunia.
Inanzitutto è possibile modificare il proprio profilo di utente, aggiungendo informazioni personali, indirizzo, bio, foto, ecc… E' possibile poi stringere amicizia con altri utenti, ed ovviamente la gestione della Privacy consente di scegliere se mostrare alcune informazioni del profilo al pubblico, agli user registrati o soltanto agli amici. E' poi disponibile una chat personale per comunicare tra utenti. Non è prevista nessuna bacheca o diario in cui aggiornare i propri status (meglio così).
Fino a quà la cosa potrebbe sembrare abbastanza inutile e ripetitiva pensando a tutti gli altri social network, tuttavia è proprio ora che viene il bello, la così detta 'nuova esperienza di web', il 'Seek and Meet'.
Sempre immaginandovi che Volunia in realtà sia un browser, voi visitando una pagina web potete sapere che altri utenti stanno visitando quel sito e quella specifica pagina web e potete interagire con loro attraverso una chat. Cioè siete in comunicazione con tutti coloro che stanno facendo la stessa vostra cosa. Immaginate la potenzialità che ciò può avere ad esempio applicato ad un sito di notizie, con n persone che leggono un'articolo e si scambiano la loro opione in diretta.
E' anche posssibile visualizzare chi ha in precedenza visitato quella pagina, ma precisiamo che tutte queste opzioni possono esssere disabilitate o comunque vi è la possibilità di rendersi anonimo. In questa maniera un utente può nascondere qualsiasi traccia della propria attività sul sito.
Ma non è finita quì. Volunia infatti si propone di estendere le funzionalità di ogni sito web. Infatti è presente un tasto 'Informazioni del Sito' che un utente di Volunia può personalizzare per il suo sito web (dopo aver dimostrato di esserne il webmaster attraverso una specifica procedura di validazione) aggiungendo contatti od informazioni. E' poi presente un'altro tasto o scheda che permette di inceve di raccogliere tutti gli elementi multimediali del sito e di organizzarli per una più facile consultazione dell'utente.
Il capolavoro però a mia opinione è sicuramente la mappa. Infatti è possibile creare una vera e propria mappa geografica del proprio sito immaginandola come una città dove ogni palazzone è un'apposita sezione del sito (es. Home, Chi siamo, News, Aiuto, Contatti, ecc…). Tutto questo avviene sempre in maniera dissociata dal sito web in se, ma utilizzando bensì l'organizzazione di Volunia
Non manca poi l'ormai canonico tastino Share per condividere il link si Facebook, Twitter, per inviarlo via email, oppure creare un gadget per il proprio sito.

Ora veniamo alle note dolenti….
Ci sono dei problemi più banali, come ad esempio quello che l'interfaccia potrebbe creare confusione a degli utenti utenti poco esperti. Ho riscontrato poi una serie di bug e diverse volte il browser si è impallato, diversi utenti di Mac, Smartphone oppure user di Safari hanno lamentato problemi, anche se questo è comprensibile visto che è una versione beta ed è operativa da un giorno. Più importante è invece il fatto che la funzionalità di 'embedding' cioè quella di vedere il web dentro Volunia non è ancora garantita per tutti i siti (saltano all'occhio Wikipedia, Facebook e Twitter), e quindi non è possibile utilizzare questi con Volunia.
C'è poi il sempre gravoso problema della privacy. Qualcuno potrebbe sentirsi toccato dal fatto di far vedere a qualcun'altro cosa sta visitando in quel momento, che siti ha visitato in passato, ed eventualmente i messaggi che la lasciato. Come ho già detto prima vi è già una prima basilare gestione della privacy che consente di rendersi anonimi e quindi di non far rintracciare le nostre attività dagli altri utenti, tuttavia devo ancora verificare la completa fruibilità di questa e sopratutto è da capire cosa ci faccia in realtà Volunia con i nostri dati, se li conserva, per quanto li conserva e a che scopo. Ma questo è un problema già approfondito, e di sicuro non è un problema solo di Volunia.
Ci sarà poi da capire come si evolverà il progetto e come penseno gli ideatori di guadagnarci (per ora non vedo nessun banner).

Riguardo invece l'utilità del sito sarà interesssante aspettare future novità e miglioramenti. L'idea della mappa infatti sembra che racchiuda in se un grade potenziale ( riesuma l'idea di web come 'luogo' ), mentre per ora l'interazione tra utenti limitata ad una minima e comune chat sembra ancora troppo banale, ed il motore di ricerca poi andrà senz' altro migliorato. Ma siamo appena all'inizio…

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Agcom e le regole della fibra ottica per la banda larga

Argomento apparso su vari quotidiani on line, qui quello di punto-informatico.it

Roma – Il Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha approvato il regolamento con cui punta a semplificare le procedure e ridurre i costi di realizzazione delle opere civili per le reti di nuova generazione (NGN).

Adottato in virtù delle competenze che la legge 133/2008 ha conferito a Agcom, e in attuazione della Direttiva 140/2009 (il Telecoms Package), rappresenta la cornice di riferimento entro cui il settore dovrà sviluppare la realizzazione delle reti in fibra ottica: ad essa si aggiungeranno le regole, attualmente in discussione presso la stessa Authority, relative all'accesso delle reti di nuova generazione.

In pratica, il "Regolamento in materia di diritti di installazione di reti di comunicazione elettronica per collegamenti dorsali e cubicazione e condivisione di infrastrutture" dovrebbe fornire, secondo le intenzioni dell'Autorità, una serie di regole finalizzate all'incentivazione dello sviluppo di reti a banda larga e dà attuazione "ad alcune importanti disposizioni della nuova Direttiva quadro sulle comunicazioni elettroniche", regolamentando i diritti di passaggio ed accesso alle infrastrutture esistenti e ponendo obblighi di trasparenza a soggetti titolari di reti infrastrutturali (come strade e autostrade, linee ferroviarie, acquedotti).

Nello specifico esso prevede: la definizione di linee di indirizzo per l'accesso, da parte degli operatori, alle infrastrutture pubbliche utili alla realizzazione di reti di comunicazione elettronica sia per le reti dorsali dei collegamenti a lunga distanza, sia per le reti d'accesso in ambito cittadino.

Soprattutto, il nuovo regolamento prevede l'obbligo di condivisione delle infrastrutture esistenti in caso non sia possibile la loro replicabilità per motivi tecnici ed economici (collo di bottiglia).

Lo stesso obbligo di condivisione delle infrastrutture era già imposto dall'Agcom nei casi in cui non vi fossero state alternative praticabili per motivi di sicurezza e salute pubblica, tutela ambientale e pianificazione urbanistica.

Il nuovo regolamento prevede inoltre l'avvio del Catasto delle infrastrutture di rete e la messa a punto delle Linee guida per i Comuni che "mira a uniformare la predisposizione dei regolamenti per l'accesso alle infrastrutture da parte degli operatori di Tlc, che siano uniformi a livello nazionale".

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A volte rimango un po' basito

Fine anno 2010, wikileaks imperversa nei telegiornali, nei siti di informazione, nei blog privati, la pubblicità di diavolerie elettroniche riempie gli spot pubblicitari in attesa del Natale.

E la pubblica amministrazione in questo periodo emette bandi per gli appalti del prossimo anno.

Dov’e’ il nesso comune direte voi? Vediamolo.

Noi siamo una società di informatica e giustamente partecipiamo ai bandi per la gestione dei sistemi informatici (in realtà a pochi, siamo più rivolti al privato che al pubblico) e in questo periodo ne stanno arrivando un po’ e li stiamo esaminando per parteciparvi.

Quello che lascia basiti sono parecchi punti:

  1. siamo ancora ai bandi al massimo ribasso (che secondo me, e lo penso ormai da una quindicina d’anni, non sono assolutamente un vantaggio per la PA);
  2. siamo ancora alla partecipazione con buste sigillate con ceralacca ( e la PEC ministro Brunetta?????) come trenta anni fa;
  3. siamo solo e sempre all’assistenza informatica, mai che si faccia un bando per la progettazione dei sistemi informativi

Un po’ di innovazione che diamine!!!!

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Rilasciata la RC1 di Drupal 7

Drupal 7 in arrivo. E’ appena stata rilasciata la release candidate 1 come si legge sul sito drupal.org:

Following three beta releases, and with tons of bugs fixed and user interface improvements added, we are proud to present to you the first release candidate of Drupal 7.0. Although there are still a few known issues that we are working on fixing, we are confident that our code is stable enough for wider testing by the community. Since the last beta version was released two weeks ago, we have improved styling in the default “Bartik” theme, numerous bug fixes and improvements to the Update Manager and Search module, revisions to both user interface text and developer documentation to be more understandable and accurate, and we’ve made final clean-ups to some of the architecture improvements added during the release cycle. The deprecated Profile module is now hidden on new sites and we’ve substituted it with the ability to put user fields added through Field UI on the registration form.

The first alpha announcement provided a comprehensive list of high level improvements made since Drupal 6.x, so in this announcement we’ll concentrate on how you can help ensure that Drupal 7 is released as soon as possible and is as rock solid as the previous Drupal releases that you’ve grown to love!

There are a number of modules already ported to Drupal 7 for your testing pleasure. You can keep tabs on whether or not your site is ready for Drupal 7 by using the Upgrade Status module. If you are a translator, now is the time to start working on your translations. If you are a module or theme maintainer, now is the time to start working on the update to Drupal 7! Read on for more details.

Ora tocca alla comunità dei traduttori, dei creatori di temi e degli sviluppatori di applicazioni di terze parti, il tutto in vista del rilascio della release definitiva per il quale non è stata ancora fissata una data ufficiale.

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Banda larga? forse si…

Bernabé non cede e rilancia: Telecom Italia non intende scendere a patti e anzi continua a promettere un percorso proprio per portare la banda larga nel paese a modo proprio ed in modo indipendente. Lo fa direttamente davanti all’AGCOM, quello che dovrebbe essere l’”arbitro” che mette le parti sui binari del corretto sviluppo negli interessi della nazione. Lo fa promettendo banda larga in 6 grandi città con offerta commerciale già pronta ad essere lanciata.

Entro Natale 520.000 abitazioni di Roma, Milano, Catania, Bari, Venezia e Torino potranno accedere ad una offerta per connettività fino a 100 Mbps. la rete poi verrà successivamente ampliata di anno in anno per arrivare nel 2018 a circa il 50% della popolazione.

E’ un modo per recuperare un gap che sta diventando pesantissimo verso gli altri paesi industrializzati: In Francia e Germania la rete esiste gia’ a 100 Mbps e in altri paesi come Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, Hong Kong hanno già in certe aree 1 Gbps (10 volte tanto).

Ci sono aree gia’ be attrezzate anche in Italia grazie anche allo sforzo di alcuen regioni (Trentino Alto Adige e Lombardia in primis) che hanno gia’ realizzato proprie reti cittadine ad alta velocità grazie ad investimenti con propri fondi. Ma sono progetti che vanno a rilento. Siamo ancora molto lontani dall’euforia dei primi anni del 2000 quando non si trovava letteralmente fibra ottica dati i grandi volumi di posa dell’epoca.

Il mio parere è che molta colpa è anche delle amministrazioni pubbliche locali, miopi sui vantaggi di tali sistemi. Il costo di una infrastruttura per le reti di prossima generazione si sarebbe potuto annegare in svariate opere di urbanizzazione fatte negli anni (ad esempio rifacimento di fognature, acquedotti, manti stradali, illuminazione pubblica).

Aspettiamo, per ora ci viene spacciata l’offerta ad alta banda quella delle chiavette internet o delle nostre vecchie linee adsl….

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Ma ci sarà mai la vera banda larga?

Da punto informatico che ha fatto un articolo veramente bello:

Roma – I principali operatori nazionali di telecomunicazioni, dopo aver di fatto rotto nel Comitato NGN, hanno raggiunto un accordo sul “modello strutturale di base per lo sviluppo di reti di nuova generazione”: lo ha comunicato il (vacante) Ministero dello Sviluppo Economico, attraverso il Dipartimento delle comunicazioni.

Davanti al sottosegretario Paolo Romani si era nuovamente riunito il tavolo tecnico che chiamava gli operatori del settore ”ad effettuare i necessari approfondimenti tecnici, tecnologici, economici e finanziari” necessari ad “una più ampia e veloce diffusione delle Reti di accesso in fibra ottica”. Dopo una serie di annunci e speranze più o meno condivise, un primo passo sembra effettivamente essere stato compiuto: un accordo sul modello su cui basare lo sviluppo della nuova rete (cavidotti, fibre ottiche spente, collegamenti verticali, permutatori ottici e collegamenti ottici per stazioni radio base i sistemi sul tavolo) e che dovrà rappresentare “il punto di riferimento dell’attività che Governo, Enti locali e operatori prevedono di sviluppare congiuntamente”.

Secondo le indiscrezioni si dovrebbe trattare di un modello ibrido in cui si potranno usare (a discrezione degli operatori) sia la tecnologia Gpon ( fortemente voluta da Telecom Italia) sia quella point-to-point (preferita dagli OLO, la concorrenza), grazie all’impiego di un cavidotto in cui far transitare le fibre.

L’accordo rappresenta, spiega il sottosegretario Romani, un passo fondamentale “proprio nell’attuale situazione economica che impone ogni sforzo per fare scelte mirate su progetti di natura infrastrutturale capaci di dare un impulso serio e strutturato alle prospettive di sviluppo e crescita del Paese”.

Questo modello, spiega Romani, è volto “ad assicurare la massima armonizzazione con le infrastrutture esistenti”. A questo scopo, continua, verrà avviato, tramite una consultazione pubblica, “un veloce e accurato censimento delle infrastrutture in fibra ottica presenti nel Paese e dei relativi piani di investimento per lo sviluppo delle stesse nei prossimi tre anni. Questo atto è propedeutico all’identificazione delle aree oggetto di intervento secondo il modello su cui oggi è stato trovato l’accordo e a un celere e omogeneo sviluppo delle reti di nuova generazione sul territorio nazionale”.

Tutto pronto per partire dunque? Non proprio: “Tra due settimane sarà convocata la seconda riunione del Tavolo Governo Operatori con l’obiettivo di sancire i principi e le tappe necessarie per l’avvio concreto della partnership pubblico – privata che possa operare sulle infrastrutture passive necessarie alle reti di nuova generazione”, e la prossima settimana il Ministero dello Sviluppo Economico convocherà gli operatori medi e piccoli ai quali sarà presentato il nuovo modello (ma che avrebbero, secondo il sottosegretario, “già manifestato un concreto interesse a partecipare al progetto Italia digitale“). Sarà inoltre dato il via sempre questa settimana alla consultazione pubblica per il censimento della fibra e dei relativi piani di investimento per lo sviluppo delle stesse nei prossimi tre anni, atto “propedeutico all’identificazione delle aree oggetto di intervento secondo il modello su cui oggi è stato trovato l’accordo e a un celere e omogeneo sviluppo delle reti di nuova generazione sul territorio nazionale”.

Intanto l’Europa sta a guardare (ma non sta con le mani in mano): dovrebbe essere divulgata (attese per i primi giorni della settimana) la Raccomandazione Nga approvata in via definitiva dalle Commissione europea mercoledì, e presto sarà avviato Broadband Communication, il primo framework europeo a cui gli Stati membri dovranno attenersi per centrare gli obiettivi dell’Agenda digitale (che vorrebbe garantite connessioni a 30 Mbps per tutti i cittadini della UE e disponibilità di 100 Mbps in almeno il 50 per cento delle abitazioni) e del Piano pluriennale per la gestione dello spettro radio. A Bruxelles sono convinti che la competitività del Vecchio Continente dipenda anche dalle nuove tecnologie e, in particolare, da Internet. Interessanti sviluppi che da Roma dovranno osservare attentamente: verrà delineata in questa sede la cornice entro cui i regolatori nazionali dovranno iscrivere le proprie norme per la realizzazione e l’accesso alle nuove infrastrutture di rete. Il tutto nell’ottica della contrapposizione tra incumbent e OLOe della definizione di rispettive responsabilità e delle tariffe sulle nuove reti.

Claudio Tamburrino

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Banda larga? non ancora

Vi ricordate il discorso degli 800 milioni di euro riservati per la banda larga in Italia e annunciati in pompa magna come primo step di una nuova rete next generation?

Beh ne sono rimasti molto pochi…..

Che tristezza.

I dettagli qui:

Punto Informatico.

WebNews.

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I Cms più usati

http://w3techs.com

Usage of content management systems for websites

This diagram shows the percentages of websites using various content management systems. See technologies overview for explanations on the methodologies used in the surveys.

How to read the diagram:
78.7% of the websites use none of the content management systems that we monitor.
Wordpress is used by 12.0% of all the websites, that is a content management system market share of 56.3%.

None
78.7%
WordPress
12.0%
56.3%
Joomla
2.3%
10.8%
Drupal
1.4%
6.3%
vBulletin
1.3%
6.3%
Typo3
0.6%
2.9%
Blogger
0.6%
2.8%
phpBB
0.5%
2.1%
Discuz!
0.3%
1.6%
ExpressionEngine
0.2%
1.1%
DataLife Engine
0.2%
1.1%
DotNetNuke
0.2%
1.0%
Simple Machines Forum
0.2%
1.0%
Movable Type
0.1%
0.6%
XOOPS
0.1%
0.5%
SPIP
0.1%
0.5%
PHP-Nuke
0.1%
0.4%
Bitrix
0.1%
0.4%
MediaWiki
0.1%
0.4%
IP.Board
0.1%
0.4%
Plone
0.1%
0.4%
eZ Publish
0.1%
0.3%
TypePad
0.1%
0.3%
CMS Made Simple
0.1%
0.3%
Ektron
0.1%
0.3%
Squarespace
less than 0.1%
0.2%
Open Text
less than 0.1%
0.2%
e107
less than 0.1%
0.2%
EPiServer CMS
less than 0.1%
0.2%
Contao
less than 0.1%
0.2%
Mambo
less than 0.1%
0.1%
PHP-Fusion
less than 0.1%
0.1%
SilverStripe
less than 0.1%
0.1%
Nucleus
less than 0.1%
0.1%
MODx
less than 0.1%
0.1%
Contenido
less than 0.1%
0.1%
OpenCms
less than 0.1%
0.1%
Concrete5
less than 0.1%
0.1%
DokuWiki
less than 0.1%
0.1%
CommonSpot
less than 0.1%
0.1%
W3Techs.com, 14 September 2010
absolute usage percentagemarket share
Percentages of websites using various content management systems

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