Google finanzierà la PA trasparente

Da saperi.forumpa.it.

Dopo quasi due anni di lavoro Google ha annunciato i vincitori del concorso 10^100 che, lanciato nel 2008, ha raccolto oltre 154.000 idee provenienti da 170 paesi e scritte in 25 lingue. Sono 5 progetti, anzi 5 idee, che hanno l’ambizione di migliorare il mondo utilizzando le nuove tecnologie e le potenzialità della rete. In particolare l’idea “Rendere le amministrazioni pubbliche più trasparenti” è una delle 5 vincitrici e l’associazione Public.Resource.Org riceverà 2 milioni di dollari per portarla avanti.

Public.Resource.Org è una organizzazione non profit che si occupa principalmente di fornire l’accesso online a documenti delle amministrazioni pubbliche negli Stati Uniti. I 2 milioni di dollari vinti serviranno a pubblicare online i documenti legali degli Stati Uniti in modo da renderli accessibili a tutti. Le altre quattro idee, premiate con la stessa cifra sono: “Rendere disponibili sul Web risorse educative gratuitamente”; “Migliorare l’istruzione scientifica e tecnica”; “Promuovere l’innovazione nei trasporti pubblici”; “Offrire istruzione di qualità agli studenti africani”.

Come si è svolto il concorso

Il 2008 è stato l’anno del lancio dell’iniziativa e della raccolta delle idee. Tra settembre e ottobre 2008 sono arrivate attraverso il form presente sul sito di Google 150.000 idee che spaziavano da suggerimenti per grandi aree di investimento a proposte tecnologiche e di implementazione molto specifiche.
L’intenzione degli organizzatori era di proporre le migliori 100 idee alla votazione della rete, ma l’enorme successo ottenuto e l’affinità di molte proposte ha spinto a cambiare programma.
In sostanza gli oltre 3000 dipendenti di Google hanno vagliato tutte le idee e hanno combinato insieme gli aspetti più innovativi di diverse proposte, in modo da creare nuovi approcci ad alcuni grandi problemi.
Ogni idea è stata esaminata in base a cinque criteri: portata, impatto, realizzabilità, efficienza e longevità.
Ne sono uscite fuori 16 idee, ognuna delle quali traeva ispirazione da numerose idee inviate dagli utenti.

Il 2009 è stato l’anno della votazione on line. Tutti gli utenti della rete hanno avuto la possibilità di esprime la propria preferenza per una delle sedici idee. Dopo l’8 ottobre 2009 (termine ultimo fissato per la votazione) tutte le preferenze di voto sono state consegnate ad un apposito comitato consultivo formato da esperti di riconosciuta competenza nei settori individuati dalle categorie di presentazione delle idee. Basandosi proprio sulle preferenze della rete il comitato consultivo ha selezionato cinque idee finaliste da finanziare.

Dato che ogni idea non era più il frutto di una singola proposta ma era un concentrato di elementi positivi provenienti da più proposte a questo punto rimaneva il problema di chi finanziare per la realizzazione dell’idea. Il team di Google ha aperto, allora, un nuovo concorso, nel quale si chiedeva ad organizzazioni no profit di “candidarsi”. Tramite una procedura RFP (richiesta di offerta) finalmente qualche giorno fa sono stati comunicati ufficialmente i nomi dei soggetti che si vedranno riconoscere i 2 milioni di dollari.

I vincitori

  • Idea: Rendere disponibili sul Web risorse educative, gratuitamente Progetto finanziato: Khan Academy una organizzazione non profit che fornisce un’istruzione gratuita e di alta qualità a tutti e ovunque tramite una raccolta online di oltre 1.600 video didattici. Il finanziamento servirà a supportare la realizzazione di altri corsi e a consentire alla Khan Academy di tradurre la sua raccolta di base nelle lingue più parlate del mondo.
  • Idea: Migliorare l’istruzione scientifica e tecnica Progetto finanziato: FIRST una organizzazione non profit che promuove l’istruzione scientifica e matematica in tutto il mondo tramite la competizione di squadra. La sua missione è stimolare i giovani a diventare leader in campo scientifico e tecnologico consentendo loro di fare esperienze reali lavorando con tecnici e scienziati professionisti. Il finanziamento consentirà lo sviluppo e l’avvio di nuovi programmi di raccolta fondi per team di robotica formati da studenti che consentiranno a più team di studenti di partecipare a FIRST.
  • Idea: Rendere le amministrazioni pubbliche più trasparenti Progetto finanziato: Public.Resource.Org
  • Idea: Promuovere l’innovazione nei trasporti pubblici Progetto finanziato: Shweeb un’idea di trasporto cittadino delle persone su breve-media distanza utilizzando veicoli azionati dall’uomo su monorotaia. Il finanziamento sarà utilizzato per finanziare la ricerca e lo sviluppo allo scopo di testare la tecnologia di Shweeb per un contesto urbano.
  • Idea: Offrire istruzione di qualità agli studenti africani Progetto finanziato: L’African Institute for Mathematical Sciences (AIMS) un centro che si occupa di istruzione e di ricerca in campo scientifico e matematico a Cape Town, in Sudafrica. L’attività principale dell’AIMS è costituita da un programma ponte della durata di un anno per neolaureati. Tale programma consente loro di acquisire competenze e conoscenze prima di affrontare eventuali master e dottorati PhD. Il finanziamento permetterà l’apertura di altri centri AIMS per promuovere gli studi matematici e scientifici postlaurea in Africa.

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The CAVE: il mito della caverna di Platone e del quaderno degli errori

Titolo un po’ strano vero?

Tutto nasce dalla lettura del supplemento Nova del Sole 24 ore di oggi.

Leggo spesso questo supplemento, in quanto  fanatico di tecnologia e di applicazioni all’avanguardia, e devo dire che mi piace. Ogni tanto pero’ bisognerebbe leggerlo con giudizio (come bisognerebbe leggere tutto con giudizio e senso critico).

Ma ritorniamo al fatto: sto sfogliando l’inserto e mi imbatto in un articolo , “la Caverna delle Idee” di Gianni Rusconi. Vedendo le immagini il mio primo pensiero: hanno fatto un articolo sul CAVE. E leggo l’articolo. Bello ma con molte insesatezze e soprattutto è un articolo per fare pubblicità, nessun accenno, nessun link di storia. Il sistema, leggendo l’articolo, sembra nato dalla società T-Systems che spiega sarà utilizzato per fare business e che difficilmente si troveranno installazioni in ambito pubblico o privato (al massimo, dicono i manager, solo con due o tre pareti, proprio per porre l’accento sulla complessità del loro sistema).

Bene ma che è il CAVE? Il CAVE è l’acronimo di Computer Advanced Visualisation Environment ed è nato qui e anche molti anni fa come vedete se visualizzate il link appena proposto. In sostanza una scatola cubica le cui pareti sono in realtà degli schermi gestiti da computer che proiettano lo spettator ein una vera realtà artificiale immersiva (almeno visiva), con o senza occhialini 3d. Realtà con la quale si puo’ interagire in svariati modi (comandi tipo joystick tridimennsionali, sensori, altro).

In sostanza ho trovato il classico articolo fatto per stupire pieno di inesatezze. Queste le ho scoperte in quanto mi sono interessato al sistema gia’ nel lontano 1996 per un mio progetto visionario, ma chissà quante altre inesatezze ci propinano ogni giorno su gionali (reali o elettronici) senza che ce ne accorgessimo.

Curiosità sul progetto visionario? Bene eccolo:

Riqualificazione del Centro Candiani di Mestre (in realtà all’epoca solo un oggetto incompiuto di due grandi architetti veneziani). L’idea (non completamente mia, ma portata all’estremo per l’epoca da me) era semplicemente questa: facciamo del Candiani un museo interattivo dell’arte digitale sulla falsariga di alcune realizzazioni simili che stavano nascendo a Tokio, Karlsruhe e Linz. In sostanza un grande videogioco il cui soggetto variava di volta in volta: Una mostra di quadri (veri) con un avatar artificiale che mi appare quando mi soffermo davanti ad un’opera, una rappresentazione artistica in cui anche il pubblico manipola gli artisti e cose del genere. Il CAVE faceva parte del gioco (e molte altre cose che all’epoca mi ispiravano). C’era anche il ritorno economico: la tecnologia costava tantissimo all’epoca e si dovevano utilizzare macchine estremamente potenti e allora perchè non le noleggiamo alle società private per fare ricerca quando queste sono inattive? (anche questa idea non originale, l’aveva inventata penso un certo Ross Perot se non sbaglio) . In quel periodo si era ispirati da rare riviste ormai sparite che precorrevano i tempi

Purtroppo progetto troppo avanti nel tempo che ovviamente non è stato portato avanti.

Comunque grazie Nova, pur nella tua superficialità (solo per questo articolo, intendiamoci) mi hai fatto ripercorrere alcuni dei miei progetti più cari.

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1° International workshop su Information Technology for Patient Safety

Interessante per chi si occupa di informatica sanitaria.

Errors in healthcare are recognized causes of adverse events threatening patient safety. Recent studies are alerting on the number, the magnitude and the consequences of such errors, and have raised patient safety to the top of the healthcare agenda worldwide. Information technology is increasingly becoming the number one weapon against avoidable adverse healthcare events by providing essential tools for the monitoring of healthcare processes, and for the automatic reporting, analysis and prevention of healthcare errors.

 The International Workshop on Information Technology for Patient Safety, held in conjunction with the 9th International Conference on Information Technology and Applications in Biomedicine ITAB 2009, is envisaged as a compilation of the latest trends and developments in the field of information technology for patient safety.

 

Maggiori informazioni qui

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Web semantico, è forse giunta l'ora?

Se ne parla da molto tempo, si parla di Web 3.0 (ma non si sta ancora dibattento cosa sia il web 2.0???), di intelligenza artificiale vera. Che sia giunta l’ora di qualcosa di innovativo?

Mi riferisco al nuovo motore di ricerca “Wolfram Alpha” creato da Stephan Wolfram (si, quello di Mathematica per intenderci) che proprio in questi giorni sta facendo i primi, incerti passi nel mondo di internet.

Ma cosa ha di nuovo? Beh, sembra capire le domande che gli si pongono. Provate a chiedere “Che età ha Obama?” e lui vi risponderà correttamente. Non come Google che cercherà nei sui database un documento nel quale ci siano quelle parole e vi riporterà il link. Non ha capito, ha solo riconosciuto dei pattern, che è ben diverso, più facile in sostanza.

«L’obiettivo di lungo termine di Wolfram Alpha è quello di rendere accessibile a chiunque ed in modo immediato qualsiasi conoscenza sistematica. Vogliamo collezionare e curare ogni dato oggettivo; implementare ogni modello, metodo ed algoritmo conosciuto; rendere possibile a chiunque di computare tutto il computabile».

Questo è quanto si prefigge in nuovo motore che puo’ già vantare dei buoni numeri:

«Ad oggi Wolfram Alpha contiene più di 10 trilioni di dati, più di 50 mila tipi di algoritmi e modelli e capacità linguistiche per più di 1000 domini. Costruito su Mathematica – di per sé il risultato di più di 20 anni di sviluppo dai ricercatori Wolfram – il codice di Wolfram Alpha è basato su più di 5 milioni di linee o codici simbolici di Mathematica. Girando su cluster di supercomputer, Wolfram Alpha fa uso intensivo dell’ultima generazione di tecnologie di computing parallelo, inclusi webMathematica e gridMathematica».

Ovviamente siamo ancora agli inizi e provandolo si vede ancora che è molto acerbo. Ma ha dalla sua grosse possibilità di crescita.

Vedremo in un prossimo futuro.

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