Alfresco Tips / Configurazione CIFS

In un precedente articolo, primo di una serie che fornirà alcuni piccoli e semplici consigli e configurazioni per la piattaforma di Gestione Documentale Alfresco, abbiamo analizzato la possibilità di navigare all'interno della struttura di Alfresco via IMAP.
Nelle prossime righe invece vedremo come utilizzare la condivisione CIFS di Alfresco ed accedere al repository come disco di rete.
Le seguenti configurazioni sono state testate su una versione di Alfresco Community 4.2.c installata in un server Ubuntu 12.04 .

Per abilitare questo protocollo bisogna editare il file [ALFRESCO_HOME]/tomcat/shared/classes/alfresco-global.properties aggiungendo le seguenti righe:

### CIFS ###
cifs.enabled=true
cifs.serverName=${localname}A
cifs.hostannounce=true
cifs.tcpipSMB.port=1445
cifs.netBIOSSMB.namePort=1137
cifs.netBIOSSMB.datagramPort=1138
cifs.netBIOSSMB.sessionPort=1139

La variabile ${localname} viene ricavata automaticamente dal server, il tag A è opzionale ma utilizzato per risolvere alcuni problemi di mappatura riscontrati in alcuni sistemi. L'hostannunce serve per fare in maniera che le directory di Alfresco siano visibili esplorando le risorse, in caso contrario, saranno disponibili, ma accessibili soltanto conoscendo il percorso. Le porte predefinite per il protocollo CIFS sono le 445, 137, 138 e 139, tuttavia in questo caso si consiglia di utilizzare porte non previlegiate per evitare conflitti, e quindi useremo le 1445, 1137, 1138, 1139. A questo punto riavviare il servizio di Alfresco e controllare sul file Alfresco.log se tutto è OK.
Come controprova si possono monitorare le porte del server con il comando NETSTAT:
netstat -anp | egrep -i "(445.*LISTEN)|(139.*LISTEN)"
che dovrebbe restituire qualcosa di simile:
tcp6 0 0 :::1139  :::* LISTEN 4901/java
tcp6 0 0 :::1445  :::* LISTEN 4901/java

Tuttavia il protocollo CIFS come già detto lavora nativamente su porte diverse da quelle impostate, perciò è necessario aggiornare alcune regole di IPTABLES nel vostro server Ubuntu:
iptables -t nat -A PREROUTING -p tcp -m tcp –dport 445 -j REDIRECT –to-ports 1445
iptables -t nat -A PREROUTING -p tcp -m tcp –dport 139 -j REDIRECT –to-ports 1139
iptables -t nat -A PREROUTING -p udp -m udp –dport 137 -j REDIRECT –to-ports 1137
iptables -t nat -A PREROUTING -p udp -m udp –dport 138 -j REDIRECT –to-ports 1138

A questo punto dal proprio client Windows si può provare la connessione TELNET verso le porte in questione per verificare:
TELNET [IP_SERVER] 139 e TELNET [IP_SERVER] 145

Prima di connettersi ai dischi di rete però su Vista e Windows 7 potrebbe essere necessario modificare il protocollo di autenticazione da NTMLv2 a NTMLv1, in quanto nel caso sia stata effettuata l'integrazione al login LDAP attraverso il passtrhu, questo protcollo non supporta l' NTMLv2. Per fare questo bisogna andare in Pannello di controllo -> Strumenti di Amministrazione -> Criteri di protezione locali -> Criteri locali -> opzioni di Protezione -> trovare la voce "Protezione di rete: livello di autenticazione di LAN Manager" ed impostarlo a "Invia risposte LM e NTLM". Oppure si può fare questo intervenendo sul registro di sistema impostando il valore "HKEY_LOCAL_MACHINE\System\CurrentControlSet\Control\Lsa\LMCompatibilityLevel" ad "1".
Ora si dovrebbe essere in grado di utilizzare il protocollo CIFS.

Vi consigliamo di consultare la seguente documentazione:
http://wiki.alfresco.com/wiki/File_Server_Subsystem_4.0
http://docs.alfresco.com/4.0/index.jsp?topic=%2Fcom.alfresco.enterprise.doc%2Fconcepts%2Ffileserv-subsystem-CIFS.html

 

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Installazione Alfresco from scratch (no bundle) – Ubuntu

In alcuni articoli precedenti abbiamo parlato del Gestore Documentale Alfresco introducendone brevemente le funzionalità ed i vantaggi che questo strumento può dare.
Oggi affronteremo una prima parte tecnica con un'articolo che tratta l'installazione di Alfresco Community Edition su una macchina Ubuntu senza utilizzare però il comodo installer inbundle più utile per funzionalità di test e valutazioni veloci, ma affrontando altresì il building di questa piattaforma "a manina" ed analizzando i vari componenti singolarmente per costruire un ambiente di lavoro più solido e monitorabile per installazioni in ambiti produttivi.
L'installazione è testata su un Server Ubuntu 12.04 x64 con un setup pulito senza particolari configurazioni. La versione di Alfresco è la Community 4.2.c .

PASSI PRELIMINARI
In questa fase ci limiteremo ad aggiornare il SO, ad eliminare OpenJDK prevedendo una successiva installazione di Java, a creare gli utenti alfresco e postgres che gestiranno i relativi servizi e a creare la cartella Alfresco con permessi personalizzati:

  • sudo apt-get update
  • sudo apt-get upgrade
  • sudo apt-get purge openjdk-\*
  • adduser alfresco
  • sudo adduser alfresco sudo
  • su – alfresco
  • sudo mkdir -p /opt/alfresco
  • exit
  • sudo chown alfresco:alfresco /opt/alfresco

JAVA JDK
In questo passo procederemo all'installazione di Java JDK su Ubuntu impostando percorsi e permessi personalizzati per Alfresco:

  • Andare su http://www.oracle.com/technetwork/java/javase/downloads/index.html e cercare l'ultima versione della Java JDK disponibile. E' consigliabile comunque effettuare prima una ricerca sulle note di rilascio di Alfresco e nei forum per verificare eventuali incompatibilità con le nuove release. La versione di Java JDK utilizzata per questa guida è la 1.7.0_17 ;
  • mkdir -p /opt/alfresco/java
  • Scaricare il pacchetto .tar.gz di Java JDK ( es. jdk-7u7-linux-x64.tar.gz ) dentro /opt/alfresco/java ed estrarlo nella stessa directory ;
  • chown -R alfresco:alfresco jdk1.7.0_17
  • rm -rf jdk-7u7-linux-x64.tar.gz
  • sudo nano /etc/profile.d/java.sh –> Editare il file /etc/profile.d/java.sh con le due righe sotto suggerite. Attenzione a sostituire la corretta versione di Java che sta utilizzando:
  • export JAVA_HOME=/opt/alfresco/java/jdk1.7.0_17
  • export PATH=$PATH:$HOME/bin:$JAVA_HOME/bin
  • su – alfresco
  • Verificare se l'installazione è andata a buon fine con i comandi: java -version e javac -version .

IMAGEMAGICK
Questo componente è opzionale ma necessario ad Alfresco per creare le preview dei documenti:

  • sudo apt-get install ghostscript
  • sudo apt-get install imagemagick
  • Verifichiamo la corretta installazione con: sudo whereis convert e convert –version

SWFTOOLS
Anche questo strumento sempre opzionale è utilizzato da Alfresco per gestire le anteprime:

  • sudo apt-add-repository ppa:guilhem-fr/swftools –> Aggiungiamo un repository necessario
  • sudo apt-get install swftools libjodconverter-java ttf-mscorefonts-installer
  • Verifichiamo l'installazione con: pdf2swf –-version e whereis pdf2swf

FFMPEG
Questo è un'altro componente opzionale utilizzato per gli stream audio e video. Purtroppo Alfresco ha riscontrato dei problemi utilizzando le nuove versioni di questo programma, perciò dobbiamo usare una release più vecchia ed è probabile che durante l'installazione vi comparirà un avviso per segnalarvi che la versione che state utilizzando andrà deprecata:

  • sudo apt-get install ffmpeg
  • Verifichiamo l'installazione con: whereis ffmpeg e ffmpeg

LIBRE OFFICE
Il programma sarà noto sicuramente a tutti. Alfresco utilizza anche questo per gestire le preview:

  • sudo apt-get install libreoffice
  • Verifichiamo la corretta installazione con: whereis soffice e soffice –version

POSTGRESQL
Alfresco dichiara compatibilità solo con la versione 9.0.4 , tuttavia la nostra guida è stata testata ed è funzionate anche con la più nuova 9.1, facilmente installabile via apt-get senza dover effettuare il bulding completo. Ora installeremo postgres, creeremo il DB e configureremo i giusti permessi:

  • sudo apt-get installa postgresql –> verrà richiesto di immettere la password per l'user postgres
  • su – postgres
  • psql
  • CREATE ROLE alfresco WITH PASSWORD ‘alfresco’ LOGIN;
  • CREATE DATABASE alfresco WITH OWNER alfresco;
  • ctrl+d
  • psql -U alfresco -d alfresco
  • ALTER USER alfresco WITH PASSWORD ‘alfresco’;
  • ctrl+d
  • exit

Si noti che ad oggi Postgres è il DB scelto da Alfresco per essere utilizzato di default nella versione Community, tuttavia questa sembra essere più che altro una scelta di licenza. Alfresco non ha particolari richieste a livello di DB, e le sue installazioni possono essere effettuate anche alternativamente con Microsoft SQL o MySQL.

TOMCAT
La nostra guida è testata utilizzando Tomcat 7.0.30 :

  • cd /opt/alfresco
  • wget http://archive.apache.org/dist/tomcat/tomcat-7/v7.0.30/bin/apache-tomcat-7.0.30.tar.gz
  • chmod a+x apache-tomcat-7.0.30.tar.gz
  • tar -xvf apache-tomcat-7.0.30.tar.gz
  • rm -rf apache-tomcat-7.0.30.tar.gz
  • mv apache-tomcat-7.0.30 /opt/alfresco/tomcat
  • /opt/alfresco/tomcat/bin/startup.sh –> Facciamo partire Tomcat una sola volta per verificarne la corretta installazione senza configurazioni. Verifichiamone il funzionamento all'indirizzo http://myserver.com:8080 e poi provvederemo a rispegnerlo ;
  • /opt/alfresco/tomcat/bin/shutdown.sh
  • cp /opt/alfresco/tomcat/conf/catalina.properties /opt/alfresco/tomcat/conf/catalina.properties.orig –> Copia di backup del file di configurazione di Catalina ;
  • nano /opt/alfresco/tomcat/conf/catalina.properties –> Editiamo il file catalina.properties modificando il valore shared.loader così:

shared.loader=${catalina.base}/shared/classes,${catalina.base}/shared/lib/*.jar

  • cp /opt/alfresco/tomcat/conf/server.xml /opt/alfresco/tomcat/conf/server.xml.orig –> Copia di backup del file di configurazione di Tomcat ;
  • nano /opt/alfresco/tomcat/conf/server.xml –> Editiamo questo file aggiungendo URIEncoding=”UTF-8 al Tag HTML <Connector port=”8080″ protocol=”HTTP/1.1″…
  • nano /opt/alfresco/tomcat/conf/context.xml –> Editiamo il file aggiungendo:

<Valve className="org.apache.catalina.authenticator.SSLAuthenticator" securePagesWithPragma="false" />

  • /opt/alfresco/tomcat/bin/startup.sh –> Facciamo nuovamente partire Tomcat per verificarne il funzionamento all'indirizzo http://myserver.com:8080 e poi rispegnamolo ;
  • /opt/alfresco/tomcat/bin/shutdown.sh

ALFRESCO 4.2.C

  • mkdir /opt/alfresco/tomcat/shared
  • mkdir /opt/alfresco/tomcat/shared/classes
  • mkdir /opt/alfresco/tomcat/shared/lib
  • mkdir /opt/alfresco/tomcat/endorsed
  • wget http://dl.alfresco.com/release/community/build-04576/alfresco-community-4.2.c.zip
  • chmod a+x alfresco-community-4.2.c.zip
  • sudo apt-get install unzip
  • unzip alfresco-community-4.2.c.zip
  • mv web-server/endorsed/* /opt/alfresco/tomcat/endorsed
  • mv web-server/shared/* /opt/alfresco/tomcat/shared
  • mv web-server/lib/* /opt/alfresco/tomcat/lib
  • mv web-server/webapps/* /opt/alfresco/tomcat/webapps/
  • rm -rf README.txt
  • rm -R web-server/
  • rm -rf alfresco-community-4.2.c.zip
  • nano /opt/alfresco/start_oo.sh:

#!/bin/sh -e
SOFFICE_ROOT=/usr/bin
"${SOFFICE_ROOT}/soffice" "–accept=socket,host=localhost,port=8100;urp;StarOffice.ServiceManager" –nologo –headless &

  • chmod uga+x /opt/alfresco/start_oo.sh
  • /opt/alfresco/start_oo.sh
  • killall soffice.bin
  • nano /opt/alfresco/alfresco.sh :

#!/bin/sh
# Start or stop Alfresco server
# Set the following to where Tomcat is installed
ALF_HOME=/opt/alfresco
cd "$ALF_HOME"
APPSERVER="${ALF_HOME}/tomcat"
export CATALINA_HOME="$APPSERVER"
# Set any default JVM values
export JAVA_OPTS='-Xms512m -Xmx768m -Xss768k -XX:MaxPermSize=256m -XX:NewSize=256m -server'
export JAVA_OPTS="${JAVA_OPTS} -Dalfresco.home=${ALF_HOME} -Dcom.sun.management.jmxremote"
if [ “$1” = “start” ]; then
"${APPSERVER}/bin/startup.sh"
if [ -r ./start_oo.sh ]; then
"${ALF_HOME}/start_oo.sh"
fi
elif [ “$1” = “stop” ]; then
"${APPSERVER}/bin/shutdown.sh"
killall -u alfresco java
killall -u alfresco soffice.bin
fi

  • chmod uga+x /opt/alfresco/alfresco.sh
  • mkdir /opt/alfresco/alf_data
  • cp /opt/alfresco/tomcat/shared/classes/alfresco-global.properties.sample /opt/alfresco/tomcat/shared/classes/alfresco-global.properties –> Creo il file alfresco-global.properties che contine e le maggiori configurazioni di Alfresco ;
  • nano /opt/alfresco/tomcat/shared/classes/alfresco-global.properties:

dir.root=/opt/alfresco/alf_data
#IMPORTANT: comment dir.keystore
db.username=alfresco
db.password=alfresco
db.schema.update=true
db.driver=org.postgresql.Driver
db.url=jdbc:postgresql://localhost:5432/alfresco
index.recovery.mode=AUTO
authentication.chain=alfrescoNtlm1:alfrescoNtlm
alfresco.rmi.services.host=0.0.0.0

  • /opt/alfresco/alfresco.sh start –> A questo punto Alfresco dovrebbe essere già configurato e partire correttamente. Nei prossimi giorni comunque proporremo una serie di configurazioni aggiuntive consigliabili per un maggior controllo del sistema ;
  • tail -f /opt/alfresco/tomcat/logs/catalina.out -c 10000 –> Con questo comando potete controllare lo stato di avvio di Tomcat ;
  • Le credenziali di dafault sono: Username: admin ; Password: admin ;

Si ringraziano gli autori delle seguenti fonti sulle quali ci siamo basati e vi invitiamo a consultare i link per un raffronto:
http://www.cosenonjaviste.it/installazione-passo-per-passo-di-alfresco-community-4-2-c-su-ubuntu-12-04-lts-minimal-64bit-niente-bundle-per-favore/
https://francescocorti.wordpress.com/2013/01/09/installation-alfresco-4-2-c-on-ubuntu/
http://www.whiteboardcoder.com/2013/01/install-alfresco-community-42-on-ubuntu_31.html

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Configurazione Activiti su Ubuntu

Activiti è un moderno motore di workflow sviluppato in Java in grado di eseguire tutte le funzioni di BPMN 2.0 . Questo Framework è stato ideato per Alfresco da Tom Baeyens e Joram Barrez, già creatori di jBPM.
La suite mette a disposizione un plug-in per Eclipse ed una serie di servizi aggiuntivi. Vediamo come installarli su una macchina Ubuntu 12.10 :

  • Installare l'ultima versione di Java e JDK. Su Ubuntu non ci sono più i repository ufficiali Java, quindi recuperiamo i pacchetti da un repository aggiuntivo:
sudo add-apt-repository ppa:webupd8team/java
sudo apt-get update
sudo apt-get install oracle-jdk7-installer
  • Scaricare il pacchetto di Activiti dal sito http://activiti.org ed estrarlo in una cartella del tipo: /opt/Activiti;
  • Installare ant: sudo apt-get install ant ;
  • Entrare dentro la cartella setup di activiti ed avviare il processo ant per l'installazione:
cd /opt/activiti/setup
sudo ant

Al termine del processo di installazione si dovrebbe aprire il browser con l'explorer di Activiti. Si può accedere con: User = kermit , psw = kermit .

Per installare e configurare Eclipse con Activiti:

  • Scaricare l'ultima versione di Eclipse Classic dal sito: www.eclipse.org ;
  • Estrarre i file in una cartella del tipo: /opt/eclipse/ ;
  • Lanciare eclipse:
cd /opt/eclipse/
./eclipse
  • Alla richiesta di che percorso utilizzare come workspace, si consiglia: /usr/NOME_UTENTE/workspace/ ;
  • Dopo che Eclipse si è avviato selezionare: File -> Import -> General -> Existing Project Into Workspace -> Su Select root Directory scegliere la cartella Workspace all'interno della directory di Activiti, selezionare tutti i progetti e continuare.

Buon lavoro.

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Ecco come è fatto Volunia!

Ebbene si, sono stato tra i pochi fortunati estratti per diventare Power User (una maniera un po più carina di dire Beta Tester… ) del nuovo motore di ricerca Italiano Volunia. Già da ieri infatti ho avuto la possibilità di provare in anteprima il nuovo progetto studiato dal Professsore veneto Massimo Marchiori(già inventore dell'algoritmo di ricerca HyperSerach poi utilizzato da Google) e finanziato dall' Imprenditore sardo Mariano Pireddu.

Al di la della reale fruibilità dell'intero sistema Volunia, una cosa è certa: Marchiori aveva ragione quando diceva che non sarà un semplice motore di ricerca, ma bensì una nuova esperienza di web.
Paradossalmente infatti la prima cosa che si nota è l'attuale scarsa affidabilità proprio dell'algoritmo di ricerca, che ad ora fatica pesantemente a ricercare dei risultati affidabili. In realtà il vero giudizio non può che restare sospeso, è infatti comprensibile che i server di Volunia debbano ancora indicizzare moltissimi siti web in giro per tutto il mondo, perciò non resta che aspettare ancora qualche tempo per avere un'idea più completa.
Sia chiaro però che l'idea del motore di ricerca in Volunia sembra a di poco… marginale!  Per capire senza aver visto di persona dovete far finta di immaginare che Volunia non sia un sito ma bensì una sorta di browser dentro il browser, e che si navighi nel web attraverso Volunia. La visualizzazione dei siti web è assolutamente naturale, tuttavia di contorno alla pagina web infatti vi sono una serie di altre opzioni relative più strettamente al sito che si stà visitando, oppure più in generale alla 'Community' Volunia.
Inanzitutto è possibile modificare il proprio profilo di utente, aggiungendo informazioni personali, indirizzo, bio, foto, ecc… E' possibile poi stringere amicizia con altri utenti, ed ovviamente la gestione della Privacy consente di scegliere se mostrare alcune informazioni del profilo al pubblico, agli user registrati o soltanto agli amici. E' poi disponibile una chat personale per comunicare tra utenti. Non è prevista nessuna bacheca o diario in cui aggiornare i propri status (meglio così).
Fino a quà la cosa potrebbe sembrare abbastanza inutile e ripetitiva pensando a tutti gli altri social network, tuttavia è proprio ora che viene il bello, la così detta 'nuova esperienza di web', il 'Seek and Meet'.
Sempre immaginandovi che Volunia in realtà sia un browser, voi visitando una pagina web potete sapere che altri utenti stanno visitando quel sito e quella specifica pagina web e potete interagire con loro attraverso una chat. Cioè siete in comunicazione con tutti coloro che stanno facendo la stessa vostra cosa. Immaginate la potenzialità che ciò può avere ad esempio applicato ad un sito di notizie, con n persone che leggono un'articolo e si scambiano la loro opione in diretta.
E' anche posssibile visualizzare chi ha in precedenza visitato quella pagina, ma precisiamo che tutte queste opzioni possono esssere disabilitate o comunque vi è la possibilità di rendersi anonimo. In questa maniera un utente può nascondere qualsiasi traccia della propria attività sul sito.
Ma non è finita quì. Volunia infatti si propone di estendere le funzionalità di ogni sito web. Infatti è presente un tasto 'Informazioni del Sito' che un utente di Volunia può personalizzare per il suo sito web (dopo aver dimostrato di esserne il webmaster attraverso una specifica procedura di validazione) aggiungendo contatti od informazioni. E' poi presente un'altro tasto o scheda che permette di inceve di raccogliere tutti gli elementi multimediali del sito e di organizzarli per una più facile consultazione dell'utente.
Il capolavoro però a mia opinione è sicuramente la mappa. Infatti è possibile creare una vera e propria mappa geografica del proprio sito immaginandola come una città dove ogni palazzone è un'apposita sezione del sito (es. Home, Chi siamo, News, Aiuto, Contatti, ecc…). Tutto questo avviene sempre in maniera dissociata dal sito web in se, ma utilizzando bensì l'organizzazione di Volunia
Non manca poi l'ormai canonico tastino Share per condividere il link si Facebook, Twitter, per inviarlo via email, oppure creare un gadget per il proprio sito.

Ora veniamo alle note dolenti….
Ci sono dei problemi più banali, come ad esempio quello che l'interfaccia potrebbe creare confusione a degli utenti utenti poco esperti. Ho riscontrato poi una serie di bug e diverse volte il browser si è impallato, diversi utenti di Mac, Smartphone oppure user di Safari hanno lamentato problemi, anche se questo è comprensibile visto che è una versione beta ed è operativa da un giorno. Più importante è invece il fatto che la funzionalità di 'embedding' cioè quella di vedere il web dentro Volunia non è ancora garantita per tutti i siti (saltano all'occhio Wikipedia, Facebook e Twitter), e quindi non è possibile utilizzare questi con Volunia.
C'è poi il sempre gravoso problema della privacy. Qualcuno potrebbe sentirsi toccato dal fatto di far vedere a qualcun'altro cosa sta visitando in quel momento, che siti ha visitato in passato, ed eventualmente i messaggi che la lasciato. Come ho già detto prima vi è già una prima basilare gestione della privacy che consente di rendersi anonimi e quindi di non far rintracciare le nostre attività dagli altri utenti, tuttavia devo ancora verificare la completa fruibilità di questa e sopratutto è da capire cosa ci faccia in realtà Volunia con i nostri dati, se li conserva, per quanto li conserva e a che scopo. Ma questo è un problema già approfondito, e di sicuro non è un problema solo di Volunia.
Ci sarà poi da capire come si evolverà il progetto e come penseno gli ideatori di guadagnarci (per ora non vedo nessun banner).

Riguardo invece l'utilità del sito sarà interesssante aspettare future novità e miglioramenti. L'idea della mappa infatti sembra che racchiuda in se un grade potenziale ( riesuma l'idea di web come 'luogo' ), mentre per ora l'interazione tra utenti limitata ad una minima e comune chat sembra ancora troppo banale, ed il motore di ricerca poi andrà senz' altro migliorato. Ma siamo appena all'inizio…

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E-commerce: un italiano su tre compra su internet

Riportiamo un articolo apparso oggi su corrierecomunicazioni.it dove, dalla ricerca esposta, si vede che gli italiano stanno utilizzano sempre più spesso la rete per attività proattive.

 

Ora stiamo sempre aspettando la banda larga per dare maggiore spunto.

 

Secondo una ricerca Gfk Eurisko, negli ultimi tre mesi il 33% degli internauti ha fatto acquisti in Rete. Più del 60% del campione paga con PayPal o carta prepagata, ancora indietro l'm-commerce

 

Risparmio economico, comodità e possibilità di trovare prodotti non siaponibili in Italia. Questi i vantaggi maggiori per gli internauti italiani che praticano l'e-commerce, pari al 33% del totale negli ultimi tre mesi. Carta prepagata e PayPal sono considerati glistrumenti di pagamento più sicuri, mentre l'm-commerce non è ancora decollato per i timori legati alla sicurezza. Questo in sintesi il risultato della ricerca commissionata da PayPal Italia a GfK-Eurisko. Un terzo del campione di utenti internet ha effettuato acquisti in rete negli ultimi tre mesi, ma il timore di pagare con strumenti poco sicuri e la paura delle truffe rimangono un deterrente. Per Natale si prevede una crescita dello shopping online ma con attenzione.

 

Il cellulare/smartphone è ancora un mezzo adottato da pochissimi per acquistare, anche se l’attrazione per l’m-commerce sembra essere elevata: il 44% degli intervistati si dichiara idealmente aperto a tale uso, anche se, quando è posto di fronte alla scelta di una gamma di strumenti di pagamento on line, il cellulare è scelto solo dal 19%.

 

Carta di credito prepagata, pagamento alla consegna e PayPal sono gli strumenti di pagamento online più diffusi. PayPal detiene il primato (64%) seguito dalla carta di credito prepagata (62%). Sempre PayPal risulta lo strumento di pagamento vincente in termini di convenienza: il 56% è concorde nel definirlo economico seguito dalla carta di credito prepagata (53%). Per quanto riguarda gli aspetti più pratici nella percezione del campione è la carta di credito prepagata (70%) lo strumento più comodo e facile da utilizzare, seguito da PayPal (61%). Infine, il cellulare (con il 61%) e PayPal (con il 58%) sono giudicati gli strumenti di pagamento online più innovativi.

 

Il risparmio economico è in vetta alle motivazioni che spingono gli italiani ad acquistare sul web, come conferma il 70% delle persone coinvolte nel sondaggio che hanno acquistato online negli ultimi tre mesi. La comodità segue a stretto giro registrando un 69% (percentuale che comprende chi afferma che è comodo acquistare online e ricevere i prodotti a casa e chi invece apprezza la possibilità di evitare le file nei negozi).

 

Significativo è il dato del 50% degli acquirenti online che indicano, come vantaggio, la possibilità di reperire anche prodotti non disponibili in Italia.

 

Sempre legata al risparmio è la motivazione espressa dal 40% degli intervistati, che indica i siti di couponing come ragione preminente per acquistare online.

 

Sono circa due terzi del campione gli utenti di internet che non hanno effettuato acquisti in rete negli ultimi 3 mesi e, tra questi, la maggioranza (58%) motiva la propria scelta con l’idea di non voler perdere il piacere dell’esperienza di acquisto fisica, mentre per il 54% è la scarsa sicurezza associata alla mancanza di garanzie la principale ragione per non comprare online. Il 25% infine, dichiara che i costi di spedizione sono ancora troppo alti.

 

Le previsioni per il prossimo Natale fanno pensare che saranno in crescita gli italiani utenti di internet che approfitteranno della rete per acquistare i doni natalizi: se infatti per lo scorso Natale il 22% si era appoggiato al web, quest’anno il 33% dichiara di essere propenso ad utilizzare questo canale per scegliere e comprare i propri regali.

 

Questa propensione viene motivata principalmente dalla più ampia possibilità di scelta rispetto ai canali e negozi tradizionali (64%), seguita dalla comodità della consegna dei regali direttamente a casa, quindi evitando le classiche code natalizie (56%). Inoltre si registra ancora una volta l’attenzione al risparmio economico, giudicato un motivo importante da oltre la metà di coloro che pensano di usufruire di internet per lo shopping natalizio (52%).

 

La tradizionale propensione a fare regali solo alle persone più care è confermata dal 79% degli intervistati e nello stesso tempo si sta diffondendo sempre più la tendenza ad effettuare regali utili (70%) che non necessariamente abbiano un grande valore economico intrinseco (61% degli intervistati). Questo conferma che anche per il 2011 vi sarà una grande attenzione e accuratezza nel processo di acquisto, anche in occasione delle festività natalizie.

 

Solo il 45% degli italiani (utenti internet) è a conoscenza della possibilità di effettuare pagamenti online tramite cellulare e appena il 6% lo ha fatto negli ultimi tempi. Ma alla domanda se farebbe acquisti sul web con il telefonino il campione si è espresso in senso molto favorevole: infatti il 44% risponde in senso affermativo soprattutto perché lo può fare comodamente e ovunque (anche se il valore si abbassa di fronte alla scelta fra un’ampia gamma di strumenti di pagamento). Sono però ancora in molti a dirsi restii all’utilizzo del cellulare come mezzo per abilitare pagamenti e tale reticenza nel 46% degli sfavorevoli è legata al fatto che il cellulare sia ancora considerato uno strumento solo per telefonare.

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Pedaggi, banda larga e sviluppo in Italia.

E’ di ieri la notizia che il commissario dell’ UE per l’Agenda Digitale Neelie Kroes ha sostanzialmente accettato le richieste dei provider europei inerenti allo sviluppo delle infrastrutture in fibra ottica.
La novità riguarda il fatto che sarà possibile stipulare accordi commerciali tra i provider e i fornitori di servizi via web per con lo scopo di gestire la disponibilità di banda e sicurezza fruibili dall’utenza.
In pratica lo scopo dei provider sarà quello di richiedere soldi alle principali aziende legate al web ( Google, Facebook, … ) per poter sviluppare le reti di nuova generazione a 100 Mb che prevedono l’utilizzo della fibra direttamente nelle case, e che andrebbero effettivamente a migliorare la qualità della navigazione nel web creando indubbi vantaggi ai maggiori portali internet.
Ciò tuttavia rischia di suscitare innumerevoli polemiche. Infatti ci potrebbe essere il serio rischio che a garantirsi un effettivo sviluppo dei servizi possano essere soltanto le aziende più ricche creando una sorta di oligopolio tra i principali siti internet, oppure ancor peggio, che le maggiori società si rifiutino di accettare questa via di mercato vedendola come una sorta di ricatto da parte dei provider, impedendo così lo sviluppo della banda larga in Europa ed il rispetto dei piani dell’Agenda digitale che prevede che entro il 2020 il 50% della popolazione Europea sia raggiunta dalla fibra ottica in casa.
Ciò potrebbe avere conseguenze disastrose soprattutto per un paese ancora in ritardo nello sviluppo delle infrastrutture digitali come l’Italia. Secondo i dati dell’ultimo rapporto Censis/UCSI per la prima volta nella storia la percentuale di utenti che utilizzano Internet supera di circa 3 punti percentuali il 50% della popolazione con un notevole divario tra gli utenti più giovani identificati tra i 14 ed i 29 anni al 87,4% e gli anziani tra 65 e 80 anni al 15,1%. Tuttavia gli utenti che si collegano alla Rete in maniera regolare si aggirano intorno ai 14 milioni, mentre coloro che utilizzano il web per servizi come e-commerce ed e-banking non superano i 6 milioni.
I dati mostrano una sostanziale e continua crescita, tuttavia tenendo conto che ancor oggi in Italia molti comuni non sono raggiunti neppure dalla comune ADSL ( l’altro giorno a casa di un amico sono rimasto quasi spaesato al suono di un vecchio modem a 56K che si connetteva ), l’arresto improvviso delle infrastrutture rischierebbe seriamente di porre un freno a questo trend positivo.

Referenze:
http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-07-12/reti-digitali-operatori-europei-pedaggio-aziende-top-192913.shtml?uuid=AaY5fanD
http://punto-informatico.it/3215717/PI/News/censis-italiani-uniti-nel-digitale.aspx

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Luci ed ombre dell’online italiano

Audiweb, Joint Industry Committee realizzatore e distributore dei dati sulla audience online, ha pubblicato il suo report trimestrale della Ricerca di Base sulla diffusione dell’online in Italia basata su 10.000 interviste effettuate su un campione rappresentativo della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni.

I dati più significativi che emergono dalla ricerca sono:

– Il 60,5% delle famiglie italiane, 12,8 milioni, dichiara di avere un collegamento a internet da casa;

– Il 71,5% della popolazione, 34,4 milioni, dichiara di avere accesso ad un collegamento internet, da da casa, dal lavoro, o da luoghi pubblici, con un incremento del 7% su base annua;

– La disponibilità di un collegamento a internet da cellulare cresce del 50,5% in un anno, raggiungendo 7,3 milioni di persone, il 15,2% della popolazione di riferimento.

Dal report emerge una costante e generale crescita dell’utilizzo di internet in Italia. Tuttavia lascia perplessi il fatto che solo il 60% delle famiglie italiane disponga di un collegamento Internet da casa, ma questo dato deve comunque confrontarsi con l’elevata media di età presente nel paese.

La posizione di internet nel nostro paese, risulta comunque rinforzata. Infatti analizzando il profilo professionale di chi dichiara di avere un accesso a internet da qualsiasi luogo considerato, i più alti livelli di concentrazione si registrano tra gli imprenditori e liberi professionisti (97,8%), i dirigenti e docenti universitari (97,4%) e gli impiegati e insegnanti (93,8%). La diffusione dell’online, infine, raggiunge una copertura quasi totale tra gli studenti universitari (99% dei casi) e tra i laureati (97,3%), suggerendo come probabilmente il web venga utilizzato a larga misura per scopi commerciali, di studio o di ricerca, e non come semplice passatempo. Analizzando più in dettaglio il profilo sociodemografico degli utenti attivi nel giorno medio, emerge che il 51,6% possiede un diploma superiore o tecnico e il 18,7% è laureato.

Una sorpresa arriva invece dai dati sulla divisione geografica degli utenti. Infatti, se è scontata la posizione di predominanza del Nord Ovest con una percentuale del 30,6%, al Nord Est il dato cala drasticamente fino al 16,8%, superato dall’inaspettato 30% del Sud e Isole e dal comunque scarso risultato del Centro con il 17,1%.

Nonostante i numeri non negativi, per lo sviluppo del web in Italia non è comunque un bel periodo. Infatti il nostro paese insieme alla Libia e alla Somalia, è l’unico al mondo ad non aver ancora sviluppato una propria agenda digitale, mentre i dati già pubblicati su questo blog a riguardo della velocità di internet in Italia non lasciano di certo rassicurazioni. A lasciare ancora sconcertati è poi il fatto che non sono previste accelerazioni su questi punti chiave almeno nel prossimo periodo, come si è già capito durante l’ultimo Forum PA ancora in corso, quando il presidente di Fimi Enzo Mazza ha detto spiegato senza mezzi termini che l’Italia prima di poter proporre un’ agenda digitale deve garantire la legalità dei contenuti diffusi nel web. In pratica prima bisognerebbe eliminare la pirateria, e poi eventualmente favorire lo sviluppo di Internet, per non rischiare di andare contro gli interessi dei grandi produttori. E’ palese che se l’Italia dovesse mettere in atto questa strategia, rischierebbe o di non veder mai varata la propria agenda.

http://www.audiweb.it/cms/view.php?id=6&cms_pk=221

http://www.assodigitale.it/2011/05/13/fimi-al-forum-pa-italia-non-puo-sviluppare-agenda-digitale-senza-considerare-i-contenuti/

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