Sanità Elettronica su Novà del Sole 24 Ore

L'importante è che se ne parli. Dopo l'allarme lanciato dal presidente dell'Autorità Garante sulla Privacy di cui abbiamo parlato su un precedente post, oggi Novà del Sole24Ore dedica ampio spazio alla discussione sulla Sanità Digitale con questo articolo che riportiamo.
La speranza è che questi siano i primi passi verso l'inizio di una discussione mediatica che traini quella normativa.
 

La spesa complessiva in informatica e tecnologie (Ict) per la sanità è di 1,3 miliardi di euro, pari a circa l'1,1% del costo totale. Fanno 22 euro per abitante. Poco, sostiene l'Osservatorio Ict in Sanità nel 2012 della School of Management del Politecnico di Milano in un rapporto che verrà diffuso martedì. Poco, se si considerano altri paesi con sistemi sanitari confrontabili. Molto se si considera che dal 2005 al 2011 quella sanitaria è l'unica voce di spesa in Ict che cresce rispetto a tutta la pa. Eppure, anche questi investimenti potrebbero essere a rischio. «Effettuare tagli al sistema sanitario italiano non è facile», si legge nel rapporto. «Esiste una sola leva che potrà consentire di conciliare in futuro la qualità del servizio e il controllo della spesa: l'innovazione, che nelle nuove tecnologie, e in particolare nel virtual health, trova un suo driver fondamentale».

Dentro virtual health o e-health ci sono tecnologie e servizi, soluzioni per la medicina sul territorio, monitoraggio, prevenzione e cura a distanza per ridurre i costi della gestione dell'ospedalizzazione, in particolare della popolazione anziana e dei cronici. L'esigenza è spostare l'assistenza dall'ospedale verso il territorio, diminuendo in modo rilevante la degenza e i costi di assistenza. L'area del Long Term Care è infatti tra quelle che maggiormente preoccupa chi deve far quadrare i conti della sanità. «L'opportunità di introduzione di innovazione in queste aree è oggi enorme – commenta Mario Salerno di Fondazione Filarete -. Senza dimenticare le possibilità fornite dalla disponibilità di enormi quantità di dati il cui utilizzo può avere impatti significativi su analisi epidemiologiche e sulla gestione della salute pubblica»,. Il solo effetto della deospedalizzazione, ad esempio, può valere oltre tre miliardi di euro l'anno. Confindustria l'anno scorso ha calcolato che la telemedicina, da sola, farebbe risparmiare 7,3 miliardi, ricetta digitale e fascicolo sanitario congelerebbero a loro volta altri quattro miliardi.

«Potremmo assistere alla tempesta perfetta, a una singularity tecnologica che vede l'healthcare da un lato e digitale e internet delle cose dall'altro convergere e alimentarsi a vicenda», spiega Leandro Agrò, global director user experience di Publicis Healthware International, azienda che offre servizi di consulenza strategica e comunicazione digitale in ambito healthcare. Paradossalmente la sanità che ha conosciuto per ultima il web lo cavalcherà meglio di editori, banche e telco. Negli Stati Uniti otto medici su dieci posseggono un tablet e lo usano per il loro lavoro. Esistono tra i sei e sette braccialetti che monitorano pressione, battito cardiaco, temperatura, di poche decine di dollari. Diverse centinaia di applicazioni per smartphone che ci monitorano ogni singolo istante della nostra vita. Il processo a cui stiamo assistendo parte dall'accesso all'informazione medica, oggi democratizzato dalla vastità di opportunità disponibili in rete. Ma prosegue cavalcando devices di monitoraggio nati per il wellness che si stanno sempre più integrando con profili medici, e da lì risale verso un futuro di autodiagnosi e autocura. Leandro Agrò sintetizza questo fenomeno con 'consumerizzazione dell'healthcare'. E si spinge oltre. I prossimi tre step sono informazione (epatients), monitoraggio (self tracking), autodiagnosi (Ai), autocura. Oggi, si legge in un Whitepaper di prossima pubblicazione, saremmo solo alla prima fase, quella degli epatients.

In Italia sull'onda del britannico Patience Opinion e dello statunitense Patientslikeme già da qualche anno è attivo Patienti.it, fondato da una giovane medico, Linnea Passaler. «I pazienti che mi arrivavano ‐ ricorda – spesso erano all'oscuro di informazioni fondamentali per la loro salute. Se avessero scelto con più cura dove affidarsi avrebbero avuto esiti diversi. Da qui è nata la voglia di dare un servizio che permettesse a chiunque, anche a chi non avesse conoscenze di medici, di informarsi e di scegliere consapevolmente». Pazienti.it oggi raccoglie migliaia di informazioni, recensioni, dati su tutte le strutture sanitarie italiane. Informazioni che continuano ad aumentare, eppure, il dialogo tra tecnologi, medici e istituzioni è tutt'altro che sereno, almeno in Italia. I pazienti, spiega la Passaler, diventano sempre più consumatori di salute, «pretendono più servizi, più qualità a costi più bassi. La medicina è invece ancora arroccata su posizioni molto paternalistiche, si mette poco in discussione; il sistema sanitario è basato su diritti acquisiti che riteniamo sacrosanti ma che diventano sempre più difficili da garantire con il prolungarsi dell'età». Queste due istanze apparentemente opposte producono attriti fortissimi.

L'altro terreno scivolosissimo è quello della privacy e del trattamento dei dati sensibili soprattutto se riferiti alla salute. Questi servizi innovativi in rete, lamentano i tecnologi, sono ostacolati da normative che rendono impossibile sbloccare le potenzialità di questo strumento. All'estero ci sono certamente meno limitazioni e forse anche per questo si sta sviluppando rapidamente la geomedicina, ovvero il posizionamento dei dati medicali sulla mappe per analizzarli alla luce del contesto. Così come le ricerca collaborativa attraverso gli open data delle università. Quest'anno scadranno importanti brevetti per Big Pharma. Le grandi del farmaco hanno iniziato a guardare in basso, al digitale, a vendere prodotto (farmaco) e servizio. Come? Tenendo d'occhio quel mondo di startup della salute che sta partendo. Nell'ultimo anno Rock Health, un acceleratore di seed capital ha finanziato ben 15 startup attive su mobile e web applicazioni. Anche qui da noi il biomedicale produce idee. Ogni mese Fondazione Filarete presenta e lancia startup attive nel settore biomedicale. All'ultima Filarete Healthy Startups di marzo, Roberto Lattuada di MyHealthbox ha raccontato la sua idea: progettare e distribuire bugiardini elettronici per medicinali e prodotti per la salute. Il 2 maggio Samuele Burastero, ricercatore al San Raffaele, proporrà Dya, un chip per scoprire in temi rapidi le allegrie. Non sarà solo. Con lui innovatori che racconteranno un'altra sanità possibile.

Fonte:http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-04-13/cura-digitale-sanita-165602.shtml

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Allarme del Garante Privacy sull’ FSE

 

Pochi giorni fa avevamo pubblicato un articolo con il quale facevamo il punto sulla situazione dell'e-healt in Italia analizzando quali sono le tecnologie ed i servizi che secondo noi dovrebbero essere applicati per uno sviluppo digitale del settore sanità.
Nel nostro report avevamo precisato “… si fatica ancora a trovare progetti e casi di studio obbiettivi dove l'integrazione informatica-sanità sia arrivata ad essere il punto base di alcune strutture.”.
Ed infatti giovedì 12 aprile il Presidente dell'Autorità Garante sulla Privacy Francesco Pizzetti ha lanciato l'allarme sostenendo che l' Italia si trova in “…preoccupante ritardo per quanto riguarda la sanità elettronica.”.
Le dichiarazioni del Presidente dell'Autorità Garante avvengo al di fuori dell'ambito ufficiale del suo ruolo inerente alla materia di protezione dei dati personali, tuttavia vista l'autorevolezza dell'opinione questo è un monito che non può non essere ascoltato.
Pizzetti nella sua esposizione ha spiegato: "
Il problema è che l'adozione dell'e-health è lasciata alla sperimentazione delle Regioni e alcune, come la Lombardia e l'Emilia Romagna, hanno adottato sistemi avanzati, ma diversi fra loro e dunque difficilmente integrabili, mentre il "Ministero della Salute” non ha ancora dato delle linee guida e il Parlamento si sta occupando ora del Fascicolo Sanitario Elettronico. Tutto questo mi preoccupa perchè in Europa si discute molto sull'agenda digitale e la sanità elettronica è al primo posto: è vista come un enorme servizio per il cittadino. Il Fascicolo Sanitario Elettronico – ha detto Pizzetti – non rappresenta solo innovazione e la possibilità di cure migliori anche nelle zone di campagna e nelle zone più lontane, ma anche una forte possibilità di contenimento della spesa per il welfare. Come sappiamo molti ricoveri sono inutili e troppo lunghi ma ora è necessario fare una salto ulteriore perchè la sanità elettronica non è solo un miglioramento dei servizi ma è un diverso modo di organizzarlo. Stiamo accumulando dei gravi ritardi, solo il Garante ha dato delle indicazioni sul fascicolo elettronico, e quello che preoccupa di più e che anche nell'agenda digitale italiana manchi uno specifico tavolo per la sanità elettronica. Nel nostro Paese, anche a causa del fatto che il 40% della popolazione non ha ancora accesso a internet, stiamo accumulando un ritardo elevatissimo, ancora più grave se si considera che abbiamo il maggior numero di anziani e la più elevata aspettativa di vita".

Parole che fanno riflettere.

Fonti:
http://www.key4biz.it/Mappamondo/Europa/2012/04/Sanita_Elettronica_eHealth_Francesco_Pizzetti_Garante_Privacy_209784.html
http://www.entilocali.ilsole24ore.com/art/welfare-e-anagrafe/2012-04-12/fascicolo-elettronico-ancora-miraggio-190006.php?uuid=AbIkC4MF

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Il punto sull’ e-Healt

 

Il 19 marzo si è tenuto a Gerusalemme il convegno internazionale "Cloud computing for e-Health” promosso da DigitPA e che ha visto tra gli altri la partecipazione dell'Università Ca' Foscari di Venezia e dell'USL 8 di Asolo. Come ricavabile dagli atti si sono approfonditi i vantaggi pratici dello spostamento dei dati sanitari verso il cloud, l'integrazione sulla nuvola dei servizi di e-healt oggi in crescita come il PACS o l'EHR e con i servizi di automatismo aziendale non strettamente legati alla sanità, ma nei prossimi fondamentali per qualsiasi campo di utilizzo che richieda l'immagazzinamento di grosse quantità di dati, come la Gestione Documentale coadiuvata da conservazione sostitutiva e marchio temporale.

Le risorse scientifiche e tecnologiche per l'utilizzo dell'informatica con la medicina non mancano, e le crescenti necessità di ottimizzare risorse e allo stesso tempo mantenere una corretta tracciabilità delle informazioni rendendo sempre più accessibili i dati ai pazienti indurrebbero a pensare che investire con celerità verso l'implementazione dei servizi di e-healt in ospedali e cliniche sia ormai di decisiva importanza. Tuttavia, nonostante alcune ottime iniziative sperimentali si fatica ancora a trovare progetti e casi di studio obbiettivi dove l'integrazione informatica-sanità sia arrivata ad essere il punto base di alcune strutture.

Ma in concreto, quali sono i passi che un ospedale od una clinica potrebbe affrontare per sviluppare questo nuovo concetto sanità digitale? Senza scendere nei dettagli potremmo suggerire l'implementazione di questi sistemi:
Fascicolo Sanitario Elettronico: Il Ministero ha già emanato alcune linee guida sull'argomento e si segnala l'importante Progetto Sole avviato in Emilia Romagna. Lo scopo è quello di permettere la compilazione delle Cartelle Cliniche (o Ambulatoriali) dei pazienti in maniera automatizzata, in maniera da conservare in dati clinici in un database e renderli disponibili per altre elaborazioni (rifacendosi al concetto di EHR – Elettronic Healt Record), permettendone altresì l'accesso contemporaneo a personale medico, amministrativo e pazienti.
Strutturazione EHR in HL7: L' Healt Level Seven è un'organizzazione che si occupa di definire gli standard per la trasmissione e lo scambio di dati sanitari. Adattare i dati clinici dei pazienti secondo gli standard HL7 sarebbe utile per il futuro sviluppo dove strutture sanitarie possano scambiarsi FSE ed EHR senza problemi.
Elaborazioni di Business Intelligence su dati sanitari: Utilizzando una Suite di BI come Pentaho a partire dalle stesse informazioni inserite compilando le cartelle cliniche, oppure utilizzando dati relativi a prenotazioni, visite e ricoveri, sarebbe possibile elaborare interessanti statistiche sull'attività delle strutture sanitarie e sulla sua efficienza, oppure addirittura sulla stessa diffusione delle malattie e dei sintomi su un campione di pazienti.
Gestione Documentale: Per permettere una facile consultazione ed un'efficiente flusso di dati all'interno di tutte le strutture di un'organizzazione sanitaria, sarebbe utile utilizzare un sistema di Document Management come Alfresco oltre che per i dati amministrativi anche per quelli sanitari, conservando le stesse Cartelle Cliniche digitali, documenti sanitario-legali, e perfino immagini o elaborazioni video cliniche. Vista la previsione di nuove normative inerenti al tema, è interessante prevedere l'integrazione di un sistema di conservazione sostitutiva (ad esempio Sinekarta) integrato con il Document Management che permetterebbe anche di apporre firma digitale alle Cartelle Cliniche.
PACS: Con Picture Archiving and Communication System si intende la possibilità di registrare, archiviare, visualizzare e stampare digitalmente le immagini diagnostiche provenienti da un apparecchio clinico, ed eventualmente allegarle allo stesso Fascicolo Sanitario. Questo è possibile ed utile per apparecchiature di natura radiologica e la maggior parte dei prodotti commerciali consente il rispetto degli standard HL7.
Telemedicina: E' notizia di pochi giorni fa che la Sardegna partirà con un progetto di questo tipo per permettere diagnosi a distanza per casi potenzialmente gravi che necessitano di interventi specialistici immediati. Uno studio del dipartimento per la Salute britannico ha invece rilevato che l'utilizzo di questa tecnologia su un campione di 6000 pazienti affetti da malattie croniche ha fatto registrare addirittura una diminuzione del 45% dei casi di mortalità, con un calo del 14% dei ricoveri ed una conseguente riduzione dell' 8% sulla spesa sanitaria. In questo casi si propone di utilizzare sistemi simili a quelli per le videoconferenze per tenere in contatto medici e pazienti anche quando vi siano difficoltà logistiche o motorie del paziente, oppure quello di mettere in comunicazione più ospedali diversamente specializzati per permettere comunicazioni e consulti riguardo a casi di malattie specifiche.

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Rapporto Osservatorio Ict in Sanità

Da quanto emerso dai dati relativi all'ultimo studio effettuato dall'Osservatorio Ict in sanità del Politecnico di Milano, nel 2010 gli investimenti nell'informatica per il settore sanitario sono stati di circa 920 milioni di euro distribuiti sostanzialmente in maniera iniqua per il 79% nel Nord Italia, dove si registra una spesa ICT pro capite di 21 euro, contro i soli 9 euro per abitante nel Sud e nelle Isole. A differenza di quanto aspettato, ad investire maggiormente sono state le strutture pubbliche ( ASL e Aziende Ospedaliere) che generano anch'esse un impegno economico del 79% contro il 15% degli ospedali privati ed il 6% degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico.

Seguendo il trend sociale, anche in questo settore si allarga il divario tra chi spende poco e chi spende molto: sono infatti in aumento le strutture con budget riservati all' ICT di oltre 2,5 milioni, sia quelle con budget inferiori al milione.

Lo studio evidenzia comunque che il rapporto tra budget informatico e spesa complessiva aziendale si attesta su un valore medio di circa l'1%, decisamente modesto se confrontato con quello dei maggiori paesi europei. Tuttavia, secondo le stime presentate, gli investimenti si profilano in aumento almeno per i prossimi tre anni e dovrebbero dirigersi principalmente verso lo sviluppo inerente alla fatturazione elettronica (139%), il cloud computing (112%), la conservazione sostitutiva (112%) e, dato interessante e suggestivo, la medicina sul territorio unita con l'assistenza domiciliare (73%). Si fermano invece le spese rivolte alla gestione delle risorse umane e per i sistemi di business intelligence, per i quali si ritiene di aver già raggiunti sufficienti livelli di innovazione. Continueranno comunque ad avanzare anche ambiti ormai considerati strategici come la gestione amministrativa ma sopratutto la cartella clinica elettronica.

Ed è proprio questo ultimo elemento che dovrebbe essere eletto obbiettivo primario per la sanità italiana, considerando che in altri paesi come gli Stati Uniti è stato inserito tra i punti principali della radicale riforma sanitaria che è stata promessa al paese, dove l'anno scorso venivano considerato un dato negativo il fatto che solo l' 11% degli ospedali Statunitensi avesse implementato completamente un sistema di gestione clinica digitalizzato, prevedendo quindi un raggiungimento della distribuzione nella totalità del paese entro 5 anni.

Considerando i dati emersi a livello locale emerge un risultato interessante: Infatti è evidente che nelle regioni del nord, cioè dove la spesa per l' ICT è maggiore, in alcune regioni il servizio incontra il favore di pazienti (è il caso di Liguria, Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige) nonostante i costi comunque rilevanti, mentre nelle altre (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte) il rapporto qualità dei servizi/spesa pubblica sanitaria è accolto con ampio favore a dimostrazione di come l'innovazione informatica sia l'unica a consentire un' integrazione tra lo sviluppo aziendale e la riduzione della spesa economica oltre che di risorse umane e di tempo.

La ricerca del Politecnico ha coinvolto un campione di Chief Information Officer (CIO), direttori generali, amministrativi e sanitari di 176 strutture sanitarie pubbliche e private su tutto il territorio nazionale, tra Asl, aziende ospedaliere, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e ospedali privati. ( http://www.sanita.ilsole24ore.com/PrimoPiano/Detail/1366647, http://www.osservatori.net/ict_in_sanita )

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Certificazioni di malattia: direttamente nella pec del datore di lavoro.

Un ulteriore tassello per le certificazioni di malattia pe rvia telematica.

Con la recente circolare numero 119/2010 l’Inps ha fornito indicazioni in merito al flusso di invio dei certificati di malattia per via telematica dal medico di famiglia verso l’Inps stessa e verso il dator edi lavoro. E’ un tassello previsto nel Codice dell’amministrazione digitale.

Quando il dipendente si ammala, il medici del servizio sanitario nazionale e quelli in regime di convenzione, trasmettono il certificato, per via telematica (dove è gia’ attivo), al sistema di accoglienza centrale (Sac) fornito dal ministero dell’Economia. A sua volta provvede ad inoltrare il certificato all’Inps. Il medico stampa il certificato e l’attestato e lo fa pervenire al datore di lavoro. La novità è che, laddove i datori di lavoro  si avvalgano del nuovo  servizio dell’Inps, è l’Inps stessa che invia alla pec del datore di lavoro precedentemente indicata.

Per fruire del nuovo servizio, i datori di lavoro  devono inoltrare richiesta  a uno degli indirizzi di posta certificata reperibili sul sito www.inps.it, utilizzando lo stesso indirizzo di posta certificata dove in seguito si riceveranno le comunicazioni.

E’ una comodità non da poco per il dipendente stesso.

Ora aspettiamo le connessioni a band alarga su tutto il territorio italiano, altrimenti avremo aziende di serie A e di serie B.

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Certificati medici via web

Articolo tratto da Fidest.

Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Vidoni, ha aggiornato l’andamento del nuovo servizio di spedizione digitale dei certificati di malattia (Decreto legislativo numero 150/2009 in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni).
Il sistema consente al medico di inviare il certificato di malattia compilando una semplice pagina web oppure utilizzando i software gestionali più diffusi. Sul totale di 67.727 medici di famiglia presenti sull’intero territorio nazionale, il 35% è già abilitato al servizio, a cui va aggiunto il 25% degli altri medici del SSN (circa 125mila). Al servizio invece non è ancora abilitato alcun medico privato. Il totale dei certificati spediti per via telematica nei primi 4 mesi di attivazione è di 148.272.
Il decreto legislativo 150 del 27 ottobre 2009 prevede che il certificato di malattia sia inviato per via telematica dal medico all’INPS, secondo le medesime modalità previste per il settore privato. La mancata trasmissione telematica del certificato di malattia costituisce illecito disciplinare e, in caso di reiterazione, comporta il licenziamento o, per i medici convenzionati, la decadenza dalla convenzione. Il decreto del Ministro della salute del 26 febbraio 2010, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha definito le modalità tecniche di invio telematico del certificato medico. La Circolare del 11 marzo 2010 del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione ha inoltre contribuito a definire i tempi di attuazione:

  • periodo transitorio: per i primi 3 mesi, a partire dalla pubblicazione del Decreto del 26 febbraio 2010 (quindi dal 19 marzo al 18 giugno) è stato possibile procedere al rilascio dei certificati anche in modalità cartacea;
  • obbligo di invio telematico: dal 19 giugno 2010 (cioè dal termine del periodo transitorio) i certificati possono essere rilasciati solo in modalità telematica. Le sanzioni previste dal decreto legislativo n. 150/09 potranno tuttavia essere applicate solo a conclusione positiva di un collaudo generale del sistema, al quale partecipano rappresentanti di tutte le amministrazioni interessate e degli ordini dei medici. Il 18 luglio il gruppo tecnico incaricato del collaudo ha ritenuto opportuno continuare le attività di verifica, anche per pervenire in tempi brevi a una completa e definitiva risoluzione delle problematiche emerse.

I lavoratori dipendenti a cui viene rilasciato il certificato di malattia sono circa 17 milioni (3,5 milioni del settore pubblico). Ogni anno le assenze per malattia di questi lavoratori hanno dato luogo a circa 50 milioni di certificati e altrettanti attestati che devono essere spediti tramite raccomandata A/R o fax e conservati negli archivi; l’INPS destina 500 persone alle operazioni di data entry per il solo settore privato. Tenendo conto che il costo per la collettività dovuto alla gestione dell’intero ciclo (dalla comunicazione all’archiviazione) ammonta mediamente a circa 10 euro per certificato, è facilmente intuibile come l’operazione “certificati digitali” consente un risparmio per la collettività per oltre 500 milioni di euro.

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VPH 2010

Dal sito dell’Unione Europea, per gli interessati:

Evento VPH 2010
30 September 2010 – 1 October 2010 Brussels, Belgium

The European Commission launched the Virtual Physiological (VPH) initiative to research and develop patient-specific computer models for personalised and predictive healthcare and ICT-based tools for modelling and simulation of human physiology and disease-related processes. This is the first of a series of conferences to be held by the VPH Network of Excellence (VPH NoE). The VPH NoE is an umbrella project, representing the Virtual Physiological Human Initiative set up by the European Commission under the 7th Framework Programme. The VPH NoE is also responsible for producing a ‘VPH Vision and Strategy Document’ in preparation of the next calls under FP7, FP8 and for European large infrastructural actions.

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Evento ISH

Un evento interessante che merita la giusta pubblicità.

Da forumhealthcare.it.

Nel comparto sanitario le piattaforme tecnologiche, le reti e le infrastrutture, i processi e i servizi sono in continua evoluzione grazie all’innovazione in grado di permeare sempre più rapidamente i modelli organizzativi. La diffusione delle tecnologie informatiche costituisce una naturale leva di trasformazione e miglioramento per la realizzazione di un modello di sanità omogeneo, di forte qualità e sostenibile sotto il profilo economico e organizzativo. All’impiego diffuso delle nuove tecnologie corrisponde però un incremento di rischi e minacce connessi alla stessa gestione telematica dei flussi di dati in un ambito complesso quale quello sanitario: l’immaterialità delle informazioni, la facilità con cui possono essere consultate, duplicate, modificate o addirittura distrutte crea situazioni in cui, nonostante le misure di protezione, si apre una serie di nuovi interrogativi etici e giuridici.

In questo contesto nasce il convegno ISH che, grazie alla costituzione di un Comitato Consultivo che vede riuniti i principali opinion leader del settore di riferimento, si propone di favorire l’incontro fra le diverse realtà che ne compongono il tessuto, instaurando quel collegamento indispensabile tra i più importanti player del mercato e gli operatori sanitari. Il focus specifico verso le tecnologie, l’informatica e l’innovazione nel mondo sanitario italiano, fa del convegno ISH un appuntamento imperdibile per chi, operando in un settore che attraversa un periodo di fortissima evoluzione e trasformazione, deve essere continuamente informato e documentato sulle nuove opportunità offerte dal mercato.

I destinatari del progetto sono: Operatori sanitari dei Sistemi Informativi, Direzione del Personale, Organizzazione, Ufficio Legale, Security Manager, Direzione Sanitaria, Aziende produttrici di hardware e software, Consulenti.

La mostra convegno si terrà in data 30 novembre 2010 all’AtaHotel di Villa Pamphili

Il comitato scientifico sarà composto da:

Piero Giovanni Caporale – Sicurezza Organizzativa e Gestionale Settore ICT – CNIPA, Isabella Corradini – Centro Themis Crime, Mauro Cosmi – Value Team S.p.A, Fabio Di Resta – Consulente legale privacy e ISO 27001 ICT Security Auditor, ricopre l’incarico di consulente legale presso multinazionali del settore ICT e bancario, Elena Ferrari – Docente del Dipartimento di Informatica e Comunicazione dell’Università dell’Insubria, Luisa Franchina – Direttore Generale del Nucleo Operativo NBCR, Dipartimento Protezione Civile, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Pierfrancesco Ghedini – Direttore Dipartimento Tecnologie dell’Informazione e Biomediche – Azienda USL di Modena – in qualità di  AISIS (Associazione Italiana Sistemi Informativi in Sanità),Andrea Lisi – Professore a contratto di Informatica Giuridica – Scuola Professioni Legali, Facoltà Giurisprudenza – Università del Salento, Presidente di ANORC (Associazione NazionaleOperatori e Responsabili della Conservazione Sostitutiva), Coordinatore del Digital&Law Department Studio Legale Lisi, Studio Associato D&L – Business&Legal Consultancy, ICT &International Trade, Executive Management SCiNT – Study&Research Centre, Giovanni Manca – Responsabile Sicurezza DigitPA (ex CNIPA), Baldo Meo – Responsabile Comunicazione  Garante per la protezione dei dati personali, Elio Molteni – Presidente AIPSI, ISSA Italian Chapter, Alessandro Musumeci – Direttore Centrale Sistemi Informativi (DCSI), Ferrovie dello Stato, Massimo F. Penco – Presidente Associazione Cittadini di Internet, Membro del Antiphishing Working Group, Vice presidente Gruppo Comodo, Andrea Rigoni – Senior Advisor presso Booz & Company, Giuseppe Russo – Chief Technology Officer, Sun Microsystems Italia, Roberto Setola – Docente e Direttore del Laboratorio Sistemi Complessi e Sicurezza – Università CAMPUS Bio-Medico di Roma, Domenico Vulpiani – Dirigente Generale Polizia di Stato – Consigliere Ministeriale.

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Progetto R@DHOME: Sperimentazione in Piemonte

Il progetto sperimentale di radiologia domiciliare della Regione Piemonte si estende nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, sul territorio delle Valli Orco e Soana, dove la Regione Piemonte ha realizzato una rete a banda larga senza cavi per ridurre il cosiddetto “divario digitale”

Obiettivo: garantire assistenza radiologica a domicilio a persone anziane, disabili o comunque in condizioni tali per cui il trasporto in Ospedale sarebbe difficoltoso sia per i pazienti che per gli operatori.

Dallo scorso marzo, ogni quindici giorni, all’interno della Casa di Riposo Vernetti di Locana è attivo un ambulatorio di radiologia, costituito da una stazione operativa mobile su vettura Fiat Doblò.

l termine della sperimentazione sarà possibile quantificare, da un lato, il risparmio ottenibile sui costi a carico del SSN e dall’altro di valutare i vantaggi sociali e umani che traggono i pazienti e le loro famiglie.

Per maggiori dettagli sul progetto e le tecnologie impiegate si consiglia di visitarne il sito.

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World of Health IT 2010

Da www.worldofhealthit.org.

WoHIT 2010 will for the first time be held in conjunction with the European Union’s annual High Level eHealth Conference on 15-18 March 2010 in Barcelona, Spain. The objective is to create the largest European high level platform for stakeholders sharing the common goal of advancing eHealth in Europe.

March 15 will feature an invitation only ministerial day, hosted by the Spanish EU Presidency, the European Commission, and the Regional Government of Catalonia.

March 16-18 will be open to all delegates.

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