Certificati medici via web

Articolo tratto da Fidest.

Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Vidoni, ha aggiornato l’andamento del nuovo servizio di spedizione digitale dei certificati di malattia (Decreto legislativo numero 150/2009 in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni).
Il sistema consente al medico di inviare il certificato di malattia compilando una semplice pagina web oppure utilizzando i software gestionali più diffusi. Sul totale di 67.727 medici di famiglia presenti sull’intero territorio nazionale, il 35% è già abilitato al servizio, a cui va aggiunto il 25% degli altri medici del SSN (circa 125mila). Al servizio invece non è ancora abilitato alcun medico privato. Il totale dei certificati spediti per via telematica nei primi 4 mesi di attivazione è di 148.272.
Il decreto legislativo 150 del 27 ottobre 2009 prevede che il certificato di malattia sia inviato per via telematica dal medico all’INPS, secondo le medesime modalità previste per il settore privato. La mancata trasmissione telematica del certificato di malattia costituisce illecito disciplinare e, in caso di reiterazione, comporta il licenziamento o, per i medici convenzionati, la decadenza dalla convenzione. Il decreto del Ministro della salute del 26 febbraio 2010, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha definito le modalità tecniche di invio telematico del certificato medico. La Circolare del 11 marzo 2010 del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione ha inoltre contribuito a definire i tempi di attuazione:

  • periodo transitorio: per i primi 3 mesi, a partire dalla pubblicazione del Decreto del 26 febbraio 2010 (quindi dal 19 marzo al 18 giugno) è stato possibile procedere al rilascio dei certificati anche in modalità cartacea;
  • obbligo di invio telematico: dal 19 giugno 2010 (cioè dal termine del periodo transitorio) i certificati possono essere rilasciati solo in modalità telematica. Le sanzioni previste dal decreto legislativo n. 150/09 potranno tuttavia essere applicate solo a conclusione positiva di un collaudo generale del sistema, al quale partecipano rappresentanti di tutte le amministrazioni interessate e degli ordini dei medici. Il 18 luglio il gruppo tecnico incaricato del collaudo ha ritenuto opportuno continuare le attività di verifica, anche per pervenire in tempi brevi a una completa e definitiva risoluzione delle problematiche emerse.

I lavoratori dipendenti a cui viene rilasciato il certificato di malattia sono circa 17 milioni (3,5 milioni del settore pubblico). Ogni anno le assenze per malattia di questi lavoratori hanno dato luogo a circa 50 milioni di certificati e altrettanti attestati che devono essere spediti tramite raccomandata A/R o fax e conservati negli archivi; l’INPS destina 500 persone alle operazioni di data entry per il solo settore privato. Tenendo conto che il costo per la collettività dovuto alla gestione dell’intero ciclo (dalla comunicazione all’archiviazione) ammonta mediamente a circa 10 euro per certificato, è facilmente intuibile come l’operazione “certificati digitali” consente un risparmio per la collettività per oltre 500 milioni di euro.

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