Computer portatili: come lavorare in sicurezza

Fonte: http://www.puntosicuro.it/

Informazioni e buone pratiche per lavorare in sicurezza con i computer di ultima generazione: computer portatili e netbook. La normativa, le misure di prevenzione e i rischi degli schermi lucidi.

Nei giorni scorsi PuntoSicuro ha presentato l’aggiornamento di un documento Inail dedicato alla prevenzione e alle buone pratiche nell’uso professionale dei videoterminali (VDT).
Abbiamo tuttavia pensato di dedicare uno spazio di approfondimento ad una particolare attrezzatura di lavoro che si viene via via più diffondendo anche nei luoghi di lavoro a discapito del classico videoterminale: il computer portatile o notebook.

Questo computer portatile, chiamato anche laptop, è dotato insieme di display, tastiera, alimentazione a batteria, ha chiaramente il vantaggio di avere dimensioni e peso ridotti e dunque una facile trasportabilità.
Questa attrezzatura è dotato di una grande gamma di accessori incorporati – ad esempio la webcam e l’antenna Wi-fi – e viene venduta con una periferica di puntamento, un touchpad, ed uno schermo a cristalli liquidi. Riguardo allo schermo si possono trovare modelli retroilluminati e transriflettivi. Se nel primo caso un pannello luminoso dietro lo schermo genera energia luminosa che viene modulata poi dai cristalli liquidi, nel secondo caso la luce ambientale viene riflessa da uno specchio posto dietro allo schermo.
Questi notebook hanno permesso in questi anni un processo di “scollegamento” sempre più evidente tra lavoratore e luogo di lavoro, adattandosi perfettamente alle figure professionali caratterizzate da attività in continuo movimento (ad esempio agenti e rappresentanti).
Tuttavia a queste attrezzature si è affiancata recentemente una nuova tipologia di prodotto: il netbook.
I netbook sono ancora più piccoli, economici, leggeri. Hanno modelli di buona potenza di calcolo e rischiano di confinare per il futuro i notebook alla funzione che un tempo era dei computer da tavolo.

Quali sono i rischi dei computer portatili? Sono gli stessi dei classici computer fissi?

Cerchiamo di capirlo attraverso il documento Inail “Il lavoro al videoterminale”, prodotto da un gruppo di lavoro Inail nel 2002 – rielaborando una pubblicazione di Suva, Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro – e aggiornato nel mese di giugno 2010.

Il documento ricorda che “in generale, l’uso dei computer portatili o notebook comporta maggiori difficoltà nel mantenere una posizione ergonomica”. Pertanto – continua – “non dovrebbero essere utilizzati nel luogo di lavoro se non per brevi periodi”.
Inoltre l’Inail indica espressamente che “con il Decreto legislativo 81/2008 anche le attività connesse all’uso del computer portatile rientrano in quelle tutelate dal titolo VII relativo ai videoterminali”.

In relazione al Decreto legislativo 81/2008 riportiamo alcune delle indicazioni per la sicurezza contenute nell’allegato XXXIV:
1. Attrezzature
(…)
f) Computer portatili
L’impiego prolungato dei computer portatili necessita della fornitura di una tastiera e di un mouse o altro dispositivo di puntamento esterni nonché di un idoneo supporto che consenta il corretto posizionamento dello schermo.

Dopo una breve digressione relativa alla normativa, veniamo ad alcune buone pratiche nell’uso di computer portatili:
– “regolare l’inclinazione, la luminosità e il contrasto sullo schermo in modo ottimale;
– quando si prevede di dover effettuare un lavoro prolungato è bene munirsi e fare uso di una tastiera esterna, di una base per il notebook (in modo da sollevare lo schermo) e di un mouse separati rispetto al computer portatile. È bene invece usare uno schermo esterno se i caratteri sullo schermo del computer portatile sono troppo piccoli”. Ricordiamo che l’adozione di un mouse ottico (al posto del touchpad) e di una tastiera ergonomica favoriscono l’appoggio di entrambi gli avambracci. In questo modo è possibile attenuare il sovraccarico degli arti superiori, ridurre l’angolazione dei polsi e l’affaticamento dei tendini della mano;
– “cambiare spesso posizione facendo pause molto frequenti;
– evitare di piegare la schiena in avanti;
– mantenere gli avambracci, i polsi e le mani allineati durante l’uso di mouse e tastiera, evitando di piegare o angolare i polsi”.

È evidente che le misure di prevenzione possibili e consigliabili dipendono sia dal tipo di uso del portatile, che dall’ambiente in cui si lavora.
Se del portatile si fa un uso saltuario i rischi sono minori, ma comunque non vanno sottovalutati. In ogni caso come per un computer fisso anche per un portatile è importante sistemare la postazione di lavoro regolando la sedia, posizionando e regolando lo schermo, con particolare attenzione alla posizione di finestre o fonti di luce che potrebbero abbagliare o creare fastidiosi riflessi sullo schermo.

Se poi si utilizza il portatile durante il viaggio, il documento propone innanzitutto di “non posizionare il computer portatile direttamente sulle gambe, ma tenerlo un po’ più alto anche usando un piano di appoggio di fortuna”.
In aggiunta alle indicazioni della guida INAIL, è necessario sottolineare come non si debba mai utilizzare come sopralzo una superfice morbida o un indumento: potrebbero ostruire fessure e aperture di aerazione causando un surriscaldamento del PC portatile. Per tenerlo sollevato in sicurezza si può invece usare un piano rigido come una valigetta o un libro.

Il documento propone inoltre altri suggerimenti:
– “se il sedile è troppo basso rispetto al piano di lavoro, sopraelevarlo con un cuscino/una coperta/un asciugamano;
– se necessario, creare un poggiapiedi con un oggetto di dimensioni opportune;
– se lo schienale del sedile è scomodo, coprirlo con una coperta e mettere un asciugamano arrotolato nella zona lombare;
– creare adeguati sostegni per le braccia quando si lavora sul divano, usando ad es. i cuscini”.

Come accennato in apertura molti computer portatili moderni hanno uno “schermo con una superficie molto riflettente (schermi lucidi o glossy) per garantire una resa ottimale dei colori”: questi computer presentano “maggiori rischi di affaticamento della vista”.
Dunque è consigliabile utilizzare portatili con schermo a cristalli liquidi rivestito dalla tradizionale pellicola ‘opaca’. In ogni caso è necessario, “prima di iniziare a lavorare, verificare che la posizione rispetto alle fonti di luce naturale e artificiale sia tale da non creare problemi di riflessi sullo schermo o di abbagliamento per l’utilizzatore”.
Riguardo ai piccoli netbook e ad attrezzature similari, l’Inail ci ricorda che per evitare problemi di affaticamento per la vista è “opportuno evitare attività prolungate di lettura e scrittura su tutte le apparecchiature informatiche attuali con schermi di dimensioni ridotte quali netbook (schermi di solito da 7-10”), smartphone, palmari, ecc., soprattutto se non presentano la possibilità di aumentare la dimensione dei caratteri”.

Occorre infine ricordare che è importante, durante la lettura sul portatile, “distogliere spesso lo sguardo dallo schermo per fissare oggetti lontani” e che la normativa prevede per ogni operatore (che utilizzi portatili per almeno 20 ore settimanali) una pausa di 15 minuti ogni 2 ore di applicazione continuativa al computer.

Inail, “Il lavoro al videoterminale”, aggiornamento a cura di Barbara Manfredi (formato PDF, 1.98 MB).

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L'affascinante storia dei messaggi cifrati, la preistoria

Per migliaia di anni i potenti hanno avuto bisogno di comunicazioni efficienti e sicure per governare le loro terre e i loro eserciti.

La caduta dei loro messaggi in mano nemica poteva essere fatale: informazioni preziose sarebbero cadute in mano nemiche minacciando la loro esistenza. Fu proprio questo bisogna a promuovere lo sviluppo di codici cifrati, di tecniche di occultamento del messaggio, per garantire la comunicazione sicura solo con le persone autorizzate.

Dall’altra parte sono nate schiere di specialisti il cui compito era cercare metodi per decifrare i messaggi dei nemici.

Guerra che continua ancora oggi. Con rinnovata enfasi: noi viviamo nell’era dell’informazione. E’ ben nota la frase: “informazione è potere”.

Ma ritorniamo al nostro argomento. la preistoria dei messaggi cifrati.

Dagli scritti degli antichi, sembra che le prime tecniche crittografiche siano nate nell’antica Grecia, guarda caso per comunicazioni di guerra (anche se ci sono esmpi vecchi più di 4000 anni nell’antico egitto).

Bastone di Licurgo

Le più antiche notizie sicure ci portano alla scitala lacedemonica, in cui Plutarco ci riferisce in uso fina dai tempi del IX secolo avanti Cristo da Licurgo, ma proabilmente sicuramente più usata ai tempi di Licurgo (circa il 400 a.C.). In cosa consisteva? Semplice. Si prendeva un nastro di cuoio, lo si avvolgeva ad elica attorno ad un bastone e si scriveva per colonne parallele all’asse del bastone. Letter apr lettera appariva il segreto. Una volta  tolto il nasto dal bastone bastava (fosse semplice!!!) il teso risultava trasposto e veniva consegnato al destinatario, che lo avvolgeva in un bastone uguale eleggeva il messaggio.La segretezza rimaneva confinata al sapere il diametro del bastone. Oggi farebbe ridere, ma siamo agli albori della crittografia.

Tra il 360 e il 390 a. C. venne compilato il primo trattato di cifre, a cura di Enea il tattico, generale della lega arcadica. In questo trattatto viene descritto un disco sulla zona esterna del quale erano contenuti 24 fori,ciascuno corrispondente ad una lettera dell’alfabeto. Un filo, partendo da un foro centrale, si avvolgeva passando per i fori delle successive lettere del testo: all’arrivo, riportate le lettere sul disco, si svolgeva il filo segnando le lettere da esso indicate: il testo si doveva poi leggere a rovescio. Le vocali spesso erano sostituite da gruppi di puntini.

In questo stesso periodo vennero ideati codici cifrati indiani ed ebraici utilizzati in particolar modo per celare nomi propri, innominabili o sacrileghi.

Numerosi testi e documenti greci antichi contengono tratti cifrati, specialmente nomi propri, ma si trovano anche interi scritti cifrati con sostituzione semplice e con alfabeti generalmente a numero.

Bene, la prima puntata la finiamo qui. Nelle successive parleremo dei cifrari di Cesare e di Vigenere.

A domani!

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Cultura generale: un po' di informazioni sul fantastico mondo dell'informatica

Questo articolo è l’anticipazione di quelloc he scriveremo durante questo agosto.

Niente di pesante, ma una serie di articoli per spiegare le nostre passioni, dare corpo ad alcuni tutorial, speriamo coerenti ma dateci il beneficio del dubbio, siamo ad agosto.

Questi articoli riflettono alcune ricerche collateriali relative a dei nostri progetti attuali.

Parleremo di sicurezza delle informazioni, crittografia, algoritmi per gli stessi, firma digitale, marca temporale, ingegneria del softare, gestione documentale, programmazione, metodologie di gestione.

Ci aspettiamo molti commenti, anche pesanti.

Buona lettura!!!!

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