A volte rimango un po' basito

Fine anno 2010, wikileaks imperversa nei telegiornali, nei siti di informazione, nei blog privati, la pubblicità di diavolerie elettroniche riempie gli spot pubblicitari in attesa del Natale.

E la pubblica amministrazione in questo periodo emette bandi per gli appalti del prossimo anno.

Dov’e’ il nesso comune direte voi? Vediamolo.

Noi siamo una società di informatica e giustamente partecipiamo ai bandi per la gestione dei sistemi informatici (in realtà a pochi, siamo più rivolti al privato che al pubblico) e in questo periodo ne stanno arrivando un po’ e li stiamo esaminando per parteciparvi.

Quello che lascia basiti sono parecchi punti:

  1. siamo ancora ai bandi al massimo ribasso (che secondo me, e lo penso ormai da una quindicina d’anni, non sono assolutamente un vantaggio per la PA);
  2. siamo ancora alla partecipazione con buste sigillate con ceralacca ( e la PEC ministro Brunetta?????) come trenta anni fa;
  3. siamo solo e sempre all’assistenza informatica, mai che si faccia un bando per la progettazione dei sistemi informativi

Un po’ di innovazione che diamine!!!!

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Google finanzierà la PA trasparente

Da saperi.forumpa.it.

Dopo quasi due anni di lavoro Google ha annunciato i vincitori del concorso 10^100 che, lanciato nel 2008, ha raccolto oltre 154.000 idee provenienti da 170 paesi e scritte in 25 lingue. Sono 5 progetti, anzi 5 idee, che hanno l’ambizione di migliorare il mondo utilizzando le nuove tecnologie e le potenzialità della rete. In particolare l’idea “Rendere le amministrazioni pubbliche più trasparenti” è una delle 5 vincitrici e l’associazione Public.Resource.Org riceverà 2 milioni di dollari per portarla avanti.

Public.Resource.Org è una organizzazione non profit che si occupa principalmente di fornire l’accesso online a documenti delle amministrazioni pubbliche negli Stati Uniti. I 2 milioni di dollari vinti serviranno a pubblicare online i documenti legali degli Stati Uniti in modo da renderli accessibili a tutti. Le altre quattro idee, premiate con la stessa cifra sono: “Rendere disponibili sul Web risorse educative gratuitamente”; “Migliorare l’istruzione scientifica e tecnica”; “Promuovere l’innovazione nei trasporti pubblici”; “Offrire istruzione di qualità agli studenti africani”.

Come si è svolto il concorso

Il 2008 è stato l’anno del lancio dell’iniziativa e della raccolta delle idee. Tra settembre e ottobre 2008 sono arrivate attraverso il form presente sul sito di Google 150.000 idee che spaziavano da suggerimenti per grandi aree di investimento a proposte tecnologiche e di implementazione molto specifiche.
L’intenzione degli organizzatori era di proporre le migliori 100 idee alla votazione della rete, ma l’enorme successo ottenuto e l’affinità di molte proposte ha spinto a cambiare programma.
In sostanza gli oltre 3000 dipendenti di Google hanno vagliato tutte le idee e hanno combinato insieme gli aspetti più innovativi di diverse proposte, in modo da creare nuovi approcci ad alcuni grandi problemi.
Ogni idea è stata esaminata in base a cinque criteri: portata, impatto, realizzabilità, efficienza e longevità.
Ne sono uscite fuori 16 idee, ognuna delle quali traeva ispirazione da numerose idee inviate dagli utenti.

Il 2009 è stato l’anno della votazione on line. Tutti gli utenti della rete hanno avuto la possibilità di esprime la propria preferenza per una delle sedici idee. Dopo l’8 ottobre 2009 (termine ultimo fissato per la votazione) tutte le preferenze di voto sono state consegnate ad un apposito comitato consultivo formato da esperti di riconosciuta competenza nei settori individuati dalle categorie di presentazione delle idee. Basandosi proprio sulle preferenze della rete il comitato consultivo ha selezionato cinque idee finaliste da finanziare.

Dato che ogni idea non era più il frutto di una singola proposta ma era un concentrato di elementi positivi provenienti da più proposte a questo punto rimaneva il problema di chi finanziare per la realizzazione dell’idea. Il team di Google ha aperto, allora, un nuovo concorso, nel quale si chiedeva ad organizzazioni no profit di “candidarsi”. Tramite una procedura RFP (richiesta di offerta) finalmente qualche giorno fa sono stati comunicati ufficialmente i nomi dei soggetti che si vedranno riconoscere i 2 milioni di dollari.

I vincitori

  • Idea: Rendere disponibili sul Web risorse educative, gratuitamente Progetto finanziato: Khan Academy una organizzazione non profit che fornisce un’istruzione gratuita e di alta qualità a tutti e ovunque tramite una raccolta online di oltre 1.600 video didattici. Il finanziamento servirà a supportare la realizzazione di altri corsi e a consentire alla Khan Academy di tradurre la sua raccolta di base nelle lingue più parlate del mondo.
  • Idea: Migliorare l’istruzione scientifica e tecnica Progetto finanziato: FIRST una organizzazione non profit che promuove l’istruzione scientifica e matematica in tutto il mondo tramite la competizione di squadra. La sua missione è stimolare i giovani a diventare leader in campo scientifico e tecnologico consentendo loro di fare esperienze reali lavorando con tecnici e scienziati professionisti. Il finanziamento consentirà lo sviluppo e l’avvio di nuovi programmi di raccolta fondi per team di robotica formati da studenti che consentiranno a più team di studenti di partecipare a FIRST.
  • Idea: Rendere le amministrazioni pubbliche più trasparenti Progetto finanziato: Public.Resource.Org
  • Idea: Promuovere l’innovazione nei trasporti pubblici Progetto finanziato: Shweeb un’idea di trasporto cittadino delle persone su breve-media distanza utilizzando veicoli azionati dall’uomo su monorotaia. Il finanziamento sarà utilizzato per finanziare la ricerca e lo sviluppo allo scopo di testare la tecnologia di Shweeb per un contesto urbano.
  • Idea: Offrire istruzione di qualità agli studenti africani Progetto finanziato: L’African Institute for Mathematical Sciences (AIMS) un centro che si occupa di istruzione e di ricerca in campo scientifico e matematico a Cape Town, in Sudafrica. L’attività principale dell’AIMS è costituita da un programma ponte della durata di un anno per neolaureati. Tale programma consente loro di acquisire competenze e conoscenze prima di affrontare eventuali master e dottorati PhD. Il finanziamento permetterà l’apertura di altri centri AIMS per promuovere gli studi matematici e scientifici postlaurea in Africa.

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Banda larga? forse si…

Bernabé non cede e rilancia: Telecom Italia non intende scendere a patti e anzi continua a promettere un percorso proprio per portare la banda larga nel paese a modo proprio ed in modo indipendente. Lo fa direttamente davanti all’AGCOM, quello che dovrebbe essere l’”arbitro” che mette le parti sui binari del corretto sviluppo negli interessi della nazione. Lo fa promettendo banda larga in 6 grandi città con offerta commerciale già pronta ad essere lanciata.

Entro Natale 520.000 abitazioni di Roma, Milano, Catania, Bari, Venezia e Torino potranno accedere ad una offerta per connettività fino a 100 Mbps. la rete poi verrà successivamente ampliata di anno in anno per arrivare nel 2018 a circa il 50% della popolazione.

E’ un modo per recuperare un gap che sta diventando pesantissimo verso gli altri paesi industrializzati: In Francia e Germania la rete esiste gia’ a 100 Mbps e in altri paesi come Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, Hong Kong hanno già in certe aree 1 Gbps (10 volte tanto).

Ci sono aree gia’ be attrezzate anche in Italia grazie anche allo sforzo di alcuen regioni (Trentino Alto Adige e Lombardia in primis) che hanno gia’ realizzato proprie reti cittadine ad alta velocità grazie ad investimenti con propri fondi. Ma sono progetti che vanno a rilento. Siamo ancora molto lontani dall’euforia dei primi anni del 2000 quando non si trovava letteralmente fibra ottica dati i grandi volumi di posa dell’epoca.

Il mio parere è che molta colpa è anche delle amministrazioni pubbliche locali, miopi sui vantaggi di tali sistemi. Il costo di una infrastruttura per le reti di prossima generazione si sarebbe potuto annegare in svariate opere di urbanizzazione fatte negli anni (ad esempio rifacimento di fognature, acquedotti, manti stradali, illuminazione pubblica).

Aspettiamo, per ora ci viene spacciata l’offerta ad alta banda quella delle chiavette internet o delle nostre vecchie linee adsl….

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Certificazioni di malattia: direttamente nella pec del datore di lavoro.

Un ulteriore tassello per le certificazioni di malattia pe rvia telematica.

Con la recente circolare numero 119/2010 l’Inps ha fornito indicazioni in merito al flusso di invio dei certificati di malattia per via telematica dal medico di famiglia verso l’Inps stessa e verso il dator edi lavoro. E’ un tassello previsto nel Codice dell’amministrazione digitale.

Quando il dipendente si ammala, il medici del servizio sanitario nazionale e quelli in regime di convenzione, trasmettono il certificato, per via telematica (dove è gia’ attivo), al sistema di accoglienza centrale (Sac) fornito dal ministero dell’Economia. A sua volta provvede ad inoltrare il certificato all’Inps. Il medico stampa il certificato e l’attestato e lo fa pervenire al datore di lavoro. La novità è che, laddove i datori di lavoro  si avvalgano del nuovo  servizio dell’Inps, è l’Inps stessa che invia alla pec del datore di lavoro precedentemente indicata.

Per fruire del nuovo servizio, i datori di lavoro  devono inoltrare richiesta  a uno degli indirizzi di posta certificata reperibili sul sito www.inps.it, utilizzando lo stesso indirizzo di posta certificata dove in seguito si riceveranno le comunicazioni.

E’ una comodità non da poco per il dipendente stesso.

Ora aspettiamo le connessioni a band alarga su tutto il territorio italiano, altrimenti avremo aziende di serie A e di serie B.

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Firma digitale: dal 3 settembre 2010 in vigore nuove regole tecniche

Il 3 settembre p.v. entrano in vigore le modifiche alla firma digitale approvate con deliberazione n. 45/2009 dal Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA) (pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 3 dicembre).

Le nuove regole tecniche, che han modificato i formati delle firme digitali, sono supportate da tutte le Smart Card e dalle Business Key distribuite, tranne che dalle smart card con numero di serie che inizia con 1202… (il numero di serie è riportato sulla carta).

I possessori di tali carte possono richiedere il rilascio di un nuovo dispositivo (Business Key) allo sportello Servizi Telematici della Camera di Commercio di Venezia (sede di Mestre, Via Forte Marghera, 151 – tel. 041.2576612 – email: infosmartcard@ve.camcom.it – orario di sportello: dal lunedì al venerdì, dalle 8,45 alle 12,30).

È in corso da parte di Infocert S.p.A.l’invio di un’apposita comunicazione sull’argomento a tutti i titolari delle tessere in questione.

Da tale data devono essere sostituiti i programmi di firma dei documenti per poter apporre le nuove firme e verificare tutti i documenti firmati. Nel dettaglio la deliberazione prevede l’utilizzo di nuovi algoritmi matematici e nuovi formati dei dati per innalzare ulteriormente il livello di sicurezza, mantenendo inalterato il valore legale delle firme. Il nuovo software sarà disponibile dal 3 settembre 2010. Comunque in fase di aggiornamento dei vecchi programmi verrà richiesto di effettuare l’adeguamento alla nuova versione.
Per ulteriori approfondimenti su come richiedere la Business Key e sui costi relativi consulta la sezione del sito camerale http://www.ve.camcom.it/registro_imp/pagina.phtml?pagina=business_key&explode=40.3.1.

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Linee guida per i siti web della pubblica amministrazione

Direttamente dal sito innovazionepa.gov.it:

Online le Linee guida per i siti web delle pubbliche amministrazioni. Il loro obiettivo è quello di suggerire criteri e strumenti utili alla razionalizzazione dei contenuti online, riducendo al tempo stesso il numero dei siti web pubblici ormai obsoleti. Tra gli obiettivi di una PA di qualità vi è infatti anche l’esigenza di fornire tramite web informazioni corrette, puntuali e sempre aggiornate nonché di erogare servizi sempre più fruibili a cittadini e imprese.

Il documento da un lato illustra i principi criteri generali per accompagnare le pubbliche amministrazioni nell’attuazione degli indirizzi contenuti nella Direttiva Brunetta n. 8 del 2009 (descrivendo gli interventi da realizzare ai fini del miglioramento della qualità del web), dall’altro definisce le modalità e i passi necessari per l’iscrizione al dominio “.gov.it” (che garantisce la natura pubblica dell’informazione e l’appartenenza di un sito a una pubblica amministrazione). Vengono altresì affrontati possibili percorsi operativi e le relative azioni che una pubblica amministrazione può intraprendere nel caso in cui gli interventi da porre in essere riguardino, ad esempio, la riduzione dei siti web e la razionalizzazione dei contenuti online. Una particolare attenzione è stata prestata nella definizione di una mappa di contenuti minimi che per legge i siti web istituzionali devono includere, di fatto semplificando il rispetto dei diversi adempimenti vigenti. Oltre a un inquadramento generale sui criteri e sugli strumenti per il trattamento dei dati e della documentazione pubblica, le Linee guida forniscono i principi generali per le pubbliche amministrazioni che vorranno confrontarsi su temi innovativi quali la customer satisfaction, le rilevazioni di qualità attraverso il benchmark tra amministrazioni, il confronto e l’interazione dei cittadini. Completano il documento una serie di approfondite appendici tecniche.

Le Linee guida per i siti web delle PA si collocano a pieno titolo nell’ambito delle iniziative di innovazione delle amministrazioni pubbliche promosse dal Ministro Renato Brunetta per realizzare un rapporto aperto e trasparente con i propri clienti e avviano, per la prima volta in Italia, un processo di “miglioramento continuo” della qualità dei siti web pubblici. Coerentemente con il dettato stessa della Direttiva Brunetta n. 8/2009, saranno aggiornate con cadenza almeno annuale e corredate da vademecum di approfondimento. In questo modo forniranno con continuità alle pubbliche amministrazioni i criteri guida sulle modalità di razionalizzazione, dismissione, gestione, sviluppo e diffusione dei loro siti web, tenendo anche conto degli avanzamenti e dei progressi tecnico-normativi in materia.

Il documento, elaborato in via preliminare da un gruppo di lavoro interno (composto da esperti del Dipartimento della Funzione Pubblica, del Dipartimento Digitalizzazione e Innovazione tecnologica, di DigitPA e di FormezPA) è stato successivamente pubblicato online nell’aprile di quest’anno per una consultazione telematica durata due mesi e che ha registrato circa 17.000 accessi alle diverse sezioni del forum di discussione. I cittadini, le pubbliche amministrazioni, le associazioni di categoria e i fornitori ICT hanno così potuto esprimere liberamente la loro opinione sui principali contenuti e temi trattati. I riscontri e le indicazioni pervenuti durante questa fase di condivisione e confronto sono stati poi utilizzati in sede di revisione del documento iniziale.

Qui le linee guida.

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