USN-943-1: Thunderbird vulnerabilities

Referenced CVEs: 
CVE-2010-1121, CVE-2010-1196, CVE-2010-1199, CVE-2010-1200, CVE-2010-1201, CVE-2010-1202, CVE-2010-1203

Description: 
===========================================================
Ubuntu Security Notice USN-943-1 July 06, 2010
thunderbird vulnerabilities
CVE-2010-1121, CVE-2010-1196, CVE-2010-1199, CVE-2010-1200,
CVE-2010-1201, CVE-2010-1202, CVE-2010-1203
===========================================================

A security issue affects the following Ubuntu releases:

Ubuntu 10.04 LTS

This advisory also applies to the corresponding versions of
Kubuntu, Edubuntu, and Xubuntu.

The problem can be corrected by upgrading your system to the
following package versions:

Ubuntu 10.04 LTS:
thunderbird 3.0.5+build2+nobinonly-0ubuntu0.10.04.1

After a standard system update you need to restart Thunderbird to make
all the necessary changes.

Details follow:

Martin Barbella discovered an integer overflow in an XSLT node sorting
routine. An attacker could exploit this to overflow a buffer and cause a
denial of service or possibly execute arbitrary code with the privileges of
the user invoking the program. (CVE-2010-1199)

An integer overflow was discovered in Thunderbird. If a user were tricked
into viewing malicious content, an attacker could overflow a buffer and
cause a denial of service or possibly execute arbitrary code with the
privileges of the user invoking the program. (CVE-2010-1196)

Several flaws were discovered in the browser engine of Thunderbird. If a
user were tricked into viewing a malicious site, a remote attacker could
cause a denial of service or possibly execute arbitrary code with the
privileges of the user invoking the program. (CVE-2010-1200, CVE-2010-1201,
CVE-2010-1202, CVE-2010-1203)

If was discovered that Thunderbird could be made to access freed memory. If
a user were tricked into viewing a malicious site, a remote attacker could
cause a denial of service or possibly execute arbitrary code with the
privileges of the user invoking the program. (CVE-2010-1121)

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USN-959-1: PAM vulnerability

Referenced CVEs: 
CVE-2010-0832

Description: 
===========================================================
Ubuntu Security Notice USN-959-1 July 07, 2010
pam vulnerability
CVE-2010-0832
===========================================================

A security issue affects the following Ubuntu releases:

Ubuntu 9.10
Ubuntu 10.04 LTS

This advisory also applies to the corresponding versions of
Kubuntu, Edubuntu, and Xubuntu.

The problem can be corrected by upgrading your system to the
following package versions:

Ubuntu 9.10:
libpam-modules 1.1.0-2ubuntu1.1

Ubuntu 10.04 LTS:
libpam-modules 1.1.1-2ubuntu5

In general, a standard system update will make all the necessary changes.

Details follow:

Denis Excoffier discovered that the PAM MOTD module in Ubuntu did
not correctly handle path permissions when creating user file stamps.
A local attacker could exploit this to gain root privilieges.

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USN-960-1: libpng vulnerabilities

Referenced CVEs: 
CVE-2010-1205, CVE-2010-2249

Description: 
===========================================================
Ubuntu Security Notice USN-960-1 July 08, 2010
libpng vulnerabilities
CVE-2010-1205, CVE-2010-2249
===========================================================

A security issue affects the following Ubuntu releases:

Ubuntu 6.06 LTS
Ubuntu 8.04 LTS
Ubuntu 9.04
Ubuntu 9.10
Ubuntu 10.04 LTS

This advisory also applies to the corresponding versions of
Kubuntu, Edubuntu, and Xubuntu.

The problem can be corrected by upgrading your system to the
following package versions:

Ubuntu 6.06 LTS:
libpng12-0 1.2.8rel-5ubuntu0.6

Ubuntu 8.04 LTS:
libpng12-0 1.2.15~beta5-3ubuntu0.3

Ubuntu 9.04:
libpng12-0 1.2.27-2ubuntu2.2

Ubuntu 9.10:
libpng12-0 1.2.37-1ubuntu0.2

Ubuntu 10.04 LTS:
libpng12-0 1.2.42-1ubuntu2.1

After a standard system update you need to reboot your computer to make
all the necessary changes.

Details follow:

It was discovered that libpng did not properly handle certain malformed PNG
images. If a user or automated system were tricked into opening a crafted
PNG file, an attacker could cause a denial of service or possibly execute
arbitrary code with the privileges of the user invoking the program.
(CVE-2010-1205)

It was discovered that libpng did not properly handle certain malformed PNG
images. If a user or automated system were tricked into processing a
crafted PNG image, an attacker could possibly use this flaw to consume all
available resources, resulting in a denial of service. (CVE-2010-2249)

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Le patch del mese di aprile

Anche questo mese un po’ di patch di sicurezza da Microsoft ed Oracle.

Microsoft in un colpo solo tappa 25 falle di sicurezza di cui tre sono ritenute molto importanti come si legge dal Microsoft security Response Center (MSRC):

MS10-019, che interessa tutte le versioni di Windows, corregge un bug che può consentire ad un cracker di alterare il contenuto di un file PE o CAB senza invalidarne la firma digitale;
MS10-026 risolve una vulnerabilità relativa al codec MP3 incluso in Windows che può essere innescata semplicemente visitando una pagina web contenente uno stream video AVI. Il problema affligge in modo serio Windows 2000, XP e Server 2003/2008 (tranne le edizioni per Itanium), mentre non interessa Windows 7 e Server 2008 R2;
l’MS10-027 illustra un problema di Windows Media Player 9 quando gira su Windows 2000 e XP, poblema che può essere sfruttato inducendo un utente a visitare una certa pagina web contenente del codice maligno.

Poi ce ne sono altre che correggono un problema del tasto F1 in VBScript, un aggiornamento del Kernel di Windows ed svariate altre che potete vedere nel link sopra esposto.

Per quanto riguarda Oracle si consiglia di fare riferimento al seguente link. Anche qui i prodotti affetti sono molti.

Comunque non dimentichiamoci delle varie distribuzioni linux che anche in questo periodo hanno proposto tutta una serie di aggiornamenti e per ultimo l’amato Mac, che dopo la grossa patch/update di due settimane fa che ha di fatto portato la release di Mac OSX alla versione 10.6.3, l’altra notte Apple ha rilasciato un aggiornamento che l’azienda di Cupertino ha chiamato 10.6.3 v1.1.

Buon aggiornamento quindi.

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ROSI: un approccio per valutare gli investimenti in sicurezza IT

E’ stato sviluppato un approccio metodologico decisionale per chi deve in aziend acompiere e quindi giustificare investimenti in sicureza aziendale.

Nasce da un’iniziativa italiana promossa da Oracle, Clusit (associazione italiana per la sicurezza informatica) e AIEA (Associazione Italiana Information Systems Auditors). Al gruppo di lavoro hanno partecipato anche Deloitte, Ernst & Young, KPMG e PricewaterhouseCoopers, vale a dire le quattro più importanti società di revisione e consulenza nel campo economico-finanziario.

Queste organizzaizoni, assieme, hanno creato un insieme di linee guida per la valutazione di questo particolare tipo di investimento.

I promotori di ROSI evidenziano come oggigiorno le spese per mettere in sicurezza i l’IT e i dati siano vissute dalle aziende come un mero costo da sostenere per conformarsi alle pratiche correnti e alle normative, e non come un investimento da cui ci si attendono precisi ritorni, magari non a livello economico ma comunque vantaggiosi per l’organizzazione.

“Le spese in sicurezza, in realtà, ripagano essenzialmente con la minore probabilità di subire dei danni. Pertanto, nel momento in cui la minaccia si manifesta, il valore delle contromisure volte a contrastarla diventa almeno pari, se non superiore, al valore del bene protetto, in considerazione dei mancati danni indiretti: riduzione del business, ricadute sulla reputazione aziendale, sanzioni pecuniarie e così via”, sottolineano le parti.

Il metodo ROSI quindi è stato concepito per stimare, tramite criteri oggettivi e best practice, il valore degli investimenti in soluzioni per la sicurezza IT e a giustificarli considerando che essi sono destinati principalmente a prevenire potenziali rischi non completamente quantificabili anziché a generare un beneficio diretto.

ROSI propone due approcci utilizzabili in alternativa o congiuntamente: uno più analitico (approccio top-down), che parte dalle ipotesi per giungere alle conclusioni, e uno più pragmatico (approccio verify), che si basa su una serie di soluzioni note a problemi comuni e cerca di capirne l’applicabilità alla situazione in esame.

In tutti i casi, il percorso si conclude con la redazione di un documento, che trae il sostegno per le proprie tesi dal lavoro precedente (con l’approccio top-down, l’approccio verify o una combinazione dei due)..

Il documento, con licenza creative commons è reperibile qui: Rosi V1 oppure direttamente dal sito del Clusit.

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Ubuntu: ricordarsi il classico apt-get update e apt-get upgrade

Alcuni bachi dell’ultima settimana richedono un po’ di attenzione:

  1. Vulnerabilità su Thunderbird
  2. Vulnerabilità sul kernel
  3. Vulnerabilità su apache
  4. Vulnerabilità su libpng

Sono applicazioni molto utilizzate (il kernel poi….).

Meglio ricordarsi di fare un bell’upgrade.

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Password: un po' di precauzioni

Girovagando per Internet si trovano sempre delle cose interessanti.

Un bell’articolo sulla gestione delle password, un po’ datatto ma attuale come non mai per gli amministratori di sistema si puo’ trovare qui.

Buona lettura

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Aziende di tutto il mondo sotto attacco hacker

Notizia di oggi che sta riempiendo i giornali e i siti.

Riporto quello tratto da pmi.it:

L’attacco hacker più massiccio, sofisticato ed esteso di tutti i tempi – così verrà ricordato quello scoperto dall’ingegnere Alex Cox, impiegato nell’azienda della Virginia Netwitness, che si occupa di sicurezza per Governo Usa ed FBI – sta terrorizzando le aziende di tutto il mondo. L’iniziativa criminale è partita a fine 2008.

Prese di mira informazioni critiche e dati sensibili di imprese ed enti governativi: 75.000 pc e server, oltre 2.500 aziende in 196 diversi paesi.

Cox ha individuato, il 26 gennaio scorso il sistema, il bot Kneper, utilizzato dagli hacker per carpire i dati. Il funzionamento è piuttosto semplice ma purtroppo efficace, perchè basato sull’ingenuità degli utenti.

Gli hacker hanno indotto i dipendenti a scaricare software maligno che, una volta installato, permette di accedere liberamente ai Pc e ai server aziendali, utilizzando anche un pericoloso spyware già noto come ZeuS.

La base della rete hacker sarebbe stata localizzata in Est-Europa, con un centro di controllo in Germania, ma per ora l’Europa non sembra essere la zona geografica più colpita, bensì Usa, Messico, Egitto, Arabia Saudita e Turchia.

È però necessario sottolineare che l’attacco è ancora in atto, tanto che ancora non è stato possibile quantificare i danni provocati. È pertanto importante continuare a prestare attenzione quando si istallano software scaricati dalla Rete e provenienti da fonti sconosciute.

L’invito arriva mediante email con allegati o link infetti, oppure tramite avvisi che invitano a cliccare su siti infettati, o ancora inviando warnings legati alla necessità di cancellare file dannosi per il computer, inducendo quindi a scaricare programmini creati dagli hacker stessi.

Le mie considerazioni sono:

  1. Troppe aziende sottovalutano la sicurezza;
  2. Pochissime hanno un piano integrato per la sicurezza informatica;
  3. Gli utenti sono troppo poco consapevoli dei rischi per svariati motivi (disinformazione, poca consapevolezza, tanto il sistema magari non è mio)
  4. Tanti non leggono quello che cliccano (magari non sanno le lingue)
  5. Spendere in sicurezza? e perchè? tanto non capiterà mai a me

E poi si chiude la stalla quando i buoi sono fuggiti. Questo dal punto di vista degli utenti.

I provider nazionali invece potrebbero fare qualcosa di più, visto che questo diventerà il terreno di scontro delle prossime guerre. Policy di sicurezza più strette, filtri intelligenti per la gestione del traffico e molto altro ancora.

Ovviamente secondo il nostro punto di vista

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Ubuntu: nuovi aggiornamenti di sicurezza

D acanonical alcuni aggiornamenti di sicurezza relativi alle distribuzioni ubuntu e derivate:

  • Vulnerabilità del kernel, i sistemi affetti sono:
  1. Ubuntu 6.06 LTS;
  2. Ubuntu 8.04 LTS;
  3. Ubuntu 8.10;
  4. Ubuntu 9.04;
  5. Ubuntu 9.10.
  • Vulnerabilità dello screen saver di gnome, i sistemi affetti sono:
    1. Ubuntu 9.10

classico metodo di update (se il sistema non ve lo propone direttamente):

  • sudo apt-get update
  • sudo apt-get upgrade

I primi sono abbastanza insidiosi e quindi si consiglia di farlo subito.

Maggiori informazioni si possono trovare qui.

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Password: gli utenti usano ancora password troppo semplici

I tempi passano ma alcune brutte abitudini rimangono.  Le password che l’utente medio utilizza sui sistemi informatici sono ancora troppo semplici.

Da recenti studi, sembra che le password più usate siano queste:

  1. 12345
  2. 123456
  3. qwerty
  4. 65432
  5. password
  6. il nome della persona
  7. il login
  8. 12345678
  9. 111111
  10. etc…

Beh che dire… sono troppo semplici ed espongono l’utente ad una molteplicità di problemi: furto di credenziali, accessi non desiderati, e molto altro.

Eppure metodi semplici ci sono: utilizzare maiuscole minuscole all’interno di una frase che conoscete, utilizzare i numeri, aggiungere qualche simbolo speciale.

Facciamo un esempio.

Utilizziamo una semplice password: password. Troppo semplice vero? Proviamo a complicarla:

  1. PaSSwoRd
  2. !PAssw0RD! (non è una o, è uno zero)
  3. !P455m0rD! (qui abbiamo giocato che la a rovesciata è simila al 4 e la s è simile al 5)

Semplice no? e non sono neanche molto semplici da trovare, neanche con un attacco brute force.

Ma vediamo le linee quida canoniche per creare password complesse e difficili da individuare:

  • lunghe almeno 8 caratteri
  • non deve essere un termine con un senso compiuto che puo’ essere messo in relazione con la persona o con il sistema sul quale viene utilizzato
  • non deve essere rintracciabile su un comune vocabolario (in qualsiasi lingua)
  • non deve essere costituita esclusivamente da una successione di cifre
  • deve contenere lettere maiuscole, minuscole, cifre, simboli e ogni altro carattere normalmente disponibile sulla tastiera
  • non devono essere troppo difficili da ricordare
  • non vanno scritte su foglietti o altri supporti
  • vanno cambiate spesso (almeno ogni tre mesi)
  • si devono utilizzare password diverse per sistemi diversi
  • non utilizzare a rotazione un ristretto numero di password.

Tutto qui. Non è semplicissimo ma neanche impossibile. A voi ora il divertimento di trovare password difficili!!

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