I costi della banda larga mancata

Artcolo tratto da saperi.forumpa.it.

Intervista a  Francesco Sacco manager director di EntER – Centre for research on Entrepreneurship and Entrepreneurs e professore dell’università Bocconi.

I benefici degli investimenti in infrastrutture a banda larga – come dimostrato dalle ricerche – non sono limitati al settore delle telecomunicazioni e determinano esternalità positive. Gli effetti non “lineari” e fortemente influenzati dal contesto tecnologico di sfondo degli investimenti in telecomunicazioni – sottolinea il professor Francesco Sacco – sono maggiori e sempre più positivi laddove la diffusione della tecnologia raggiunge la massa critica, a mò di servizio universale.
Tra le analisi sul tema quella di Ford & Koutsky studia l’impatto del broadband sullo sviluppo economico – derivante da ingenti investimenti in BroadBand (principalmente fibra) – di Lake County, una piccola comunità della Florida. Confrontando Lake County con comunità simili per molteplici caratteristiche e per la medesima situazione economica iniziale, gli autori hanno stimato una crescita pari al doppio del tasso delle contee appartenenti al gruppo di controllo.
Altre ricerche realizzate sempre negli Stati Uniti hanno dimostrato come l’impatto del broadband generi una rapida crescita in vero settori:

  • Occupazione (+1,5%)
  • Salari (impatto positivo ma non statisticamente misurabile)
  • Crescita del numero di attività economiche (+0,5%)
  • Crescita di attività economiche nel settore IT (+0,5%)
  • Aumento del valore degli immobili

Questi dati sono confermati anche da ricerche condotte in Europa e in altri Paesi, con una certa omogeneità dei riscontri:

  • Il broadband e l’ultrabroadband hanno un impatto positivo sull’economia
  • L’impatto è più forte dove l’ecosistema ICT è più forte
  • Se l’innovazione accelera, l’impatto aumenta
  • L’impatto cambia quando cambia la base degli utenti
  • Stimoli alla domanda
  • Transizione demografica

La situazione italiana
Alla luce di questo scenario, la situazione italiana appare ancora più drammatica anche se il dato comunque positivo è che, a proposito degli 800 milioni stanziati per l’abbattimento del digital divide e poi congelati,  c’è stato un forte movimento di protesta online e sulla stampa. Come a dire, bastonati ma vivi. “Sarei comunque ottimista: il dibattito scatenato intorno a quest’annuncio è tale da non poter ignorato e sono sicuro che qualcosa accadrà presto“, aggiunge il professore. E se l’uscita dal limbo dell’indeterminazione è un fatto confortante, non sono, però, chiare le mosse future né la strategia di sviluppo delle infrastrutture a banda larga. Sul tema si sono levate opinioni in controtendenza, come quelle che si chiedono come mai le aziende ICT non siano in grado di competere proponendo piani di sviluppo che non poggino sull’aiuto dello Stato. <<In realtà è una somma di problemi – afferma il professor Sacco – quando parliamo di network facciamo riferimento a investimenti di entità molto importanti, ma l’Italia è un paese di “straccioni”>>.
Il secondo tema cruciale è di carattere regolamentare: chi investe tanti soldi, vuole farlo in un clima di chiarezza per quanto riguarda le regole. Deve calcolare i suoi ritorni sugli investimenti e poterlo fare in un arco temporale molto ampio, parliamo di almeno 20 anni. In questo momento le regole non sono chiare né a livello europeo né a quello italiano. “Il punto è – riprende Sacco – che non si sa se e a quali condizioni dare accesso all’infrastruttura in fibra anche ai concorrenti dell’ex monopolista. Questi non sono aspetti marginali e anzi aprono molto il tema poiché prima di mettere sul tavolo 10 miliardi bisogna farlo all’interno di regole chiare”.
L’altro problema è che ci sono diversi modi per realizzare la rete, ma tutti prevedono il riutilizzo dell’infrastruttura Telecom Italia, soprattutto il famigerato ultimo miglio. Inoltre, circa il 60-70% dei costi di infrastrutturazione riguardano opere civili e in parte possono essere abbattuti riutilizzando i cavidotti di Telcom Italia e realizzando i lavori assieme alle opere civili. La collaborazione della pubblica amministrazione è fondamentale per abbattere i costi. La rete a banda larga di MetroWeb, ad esempio, è stata fatta parallelamente al rifacimento dell’illuminazione stradale di Milano, razionalizzando l’investimento e abbattendone i costi.

Ipotizzando l’immediata disponibilità dei fondi previsti nel piano per lo sviluppo della banda larga del viceministro dello Sviluppo, Paolo Romani, il cosiddetto Piano Romani, non sarebbe comunque chiaro come investirli e secondo quale strategia. Il rischio di ritrovarsi tempestati dalle ennesime macchie di leopardo è, quindi, consistente. Il professor Sacco ipotizza per l’Italia uno scenario simile a quello della Svezia: una sorta di patchwork con alcune aree maggiori cablate e altre raggiunte con tecnologie diverse. “In Italia saranno le amministrazioni locali a provvedere: regioni, province, comuni”. Il punto è che, spesso, in queste realtà locali atomizzate manca l’alfabetizzazione necessaria a poter comporre una pianificazione lungimirante e fondata sulla conoscenza della materia.

Riguardo all’annuncio di Brunetta di rendere disponibili per tutti 2 Mega di banda per la navigazione, il professore commenta pragmaticamente: “se parliamo di posti remoti meglio 2 Mb che niente, con questa banda è comunque possibile fare ip-television e video conferenze”

Ma se questa è la soglia-obiettivo minima, in un contesto mondiale dove ci sono popolazioni che hanno una disponibilità di banda di 100 Mb come il Giappone, come è possibile reperire i fondi per fare di più?
“La Cassa Depositi e Prestiti ha soldi da investire in questo campo, così come le fondazioni bancarie. E’ importante però che ci sia chiarezza sulla natura e le caratteristiche con cui si realizzerà la rete. E’ un tema estremante caldo anche perché l’impatto sull’economia italiana sarà notevole. I soldi sono pochi, ma se li investiamo in infrastrutture totalmente inutili (per chi? n.d.r.) come il Ponte sullo Stretto di Messina, stiamo facendo un errore drammatico perché al di là delle nostre scelte politiche c’è un elemento incontrovertibile: che ci piaccia o no dobbiamo confrontarci con realtà come la Corea  la Finlandia, la Svezia che stanno puntando e hanno quasi raggiunto il 100% della copertura della popolazione. In questi Paesi il tasso di utilizzo del broadband è enorme, quotidiano e per tutta la popolazione.
Noi dovremmo competere, o quantomeno essere in grado di comunicare con loro”.

Insomma è una deriva dei continenti postmoderna e digitale, due i mondi che si aprono e si allontanano: uno in cui le informazioni e le transazioni viaggeranno a velocità esponenziale, l’altro condannato a rincorre e ad ingoiare polvere binaria.
Noi, non contenti di chiudere il gruppo degli inseguitori dei grandi player economici, non sembriamo affannarci più di tanto, convinti che, alla peggio, per unire questi mondi basterà un ponte, non digitale ma sullo stretto di Messina.

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Alec 2010 "Artic Light e-He@lth Conference"

Per gli interessati:

3 February 2010 – 5 February 2010 Lulea, Sweden

Demand on healthcare systems is on the rise, in light of demographic change, increased citizen mobility in Europe and the rising expectations of patients. As resources remain limited, now is the opportunity to develop new distance spanning services and technologies that will enhance quality and render the management and provision of our services more efficient and more accessible. ALEC 2010 offers peer to peer learning – participants will hear from other European regions why they should work with e-health, how they can develop and implement e-health policies, what challenges they can expect to face and how e-health can contribute to improving the quality and efficiency of services.

Contact: mariamagdalena.holmgren@nll.se
See also: ICT for Health

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Salute@Venezia: conclusa con successo

Si è conclusa  con un successo ben oltre le aspettative Salute@Venezia, la maratona in tema di salute e innovazione, negli spazi del Padiglione Rama dell‘Ospedale dell‘Angelo di Mestre.

La manifestazione – organizzata da Expo Venice spa e Medmatic@ e che ha ricevuto il Patrocinio del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali e il Patrocinio della Regione del Veneto – ha registrato la presenza di oltre 2mila visitatori, i quali hanno partecipato ai numerosi convegni e workshop con i maggiori esperti del settore. Ma hanno anche avuto la possibilità di visitare un’importante area espositiva con oltre una cinquantina di aziende rappresentate.

La fiera, inaugurata dal viceministro della Salute Ferruccio Fazio e dal governatore del Veneto Giancarlo Galan, sarà un appuntamento annuale dedicato all’evoluzione dei modelli sanitari italiani nell’ambito dell’Innovazione in Sanità. Da oggi, quindi, il Veneto avrà la sua manifestazione fieristica di riferimento, resa possibile anche grazie al fatto che la Regione ha recepito in pieno lo spirito che anima l’azione di Expo Venice e Medmatic@.

Salute@Venezia, promossa dall’Azienda Ulss 12 Veneziana, con l’organizzazione di Expo Venice spa e Medmatic@, è dedicata all’innovazione in sanità e ad un confronto sui nuovi modelli organizzativi del SSN, nel quadro della continuità territoriale e dell’eccellenza ospedaliera. Politici, tecnici, medici, direttori sanitari provenienti da tutta Italia, esperti del settore si sono dati appuntamento a Mestre per discutere di salute e di innovazione in salute, per fare il punto sulle tecnologie, per avanzare proposte e approfondire le domande che arrivano da parte del territorio in un momento in cui la salute è al centro dell’attenzione pubblica dopo il nuovo allarme dell’influenza suina.

Questa mattina, nell’auditorium, si è svolto l’attuale dibattito su “Il ruolo della farmacia in un sistema sanitario innovativo”. Tra i relatori, Salvatore Barra, Direttore Sanitario ULSS 12 Veneziana, Mara Vezzani, Dirigente Servizio farmaceutico Regione Veneto, Nerina Burlon, Direttore Farmacia Ospedale dell’Angelo, Lino Battistello, Direttore Sanitario Ulss 14, Michele Orlando, Direttore Sanitario ASL 1 Imperiese.

Ad illustrare le prestazioni della farmacia che si trova all’interno dell’ospedale dell’Angelo è stata Nerina Burlon, la quale ha evidenziato che la farmacia prepara 12mila composti galenici all’anno ed eroga direttamente farmaci ai pazienti con particolari patologie. La farmacia dispone inoltre dell’automatizzazione del processo di approvvigionamento e la completa informatizzazione di tutte le fasi del processo, sia per i farmaci sia per i dispositivi medici, dalla fase di prescrizione ai controlli in allestimento fino alla spedizione alle singole UO mediante trasporto automatizzato.

L’obiettivo è quello di implementare l’informatizzazione della distribuzione diretta dei farmaci per singolo paziente in dimissione da ricovero, visita specialistica e per la continuità terapeutica ospedale-territorio.
“Prepariamo prodotti sterili da utilizzare nell’ambito onco-ematologico – ha detto Burlon – e forniamo preparazioni galeniche magistrali officinali e prodotti non presenti in commercio”.

Soddisfatti dell’esito della manifestazione i presidenti di Expo Venice spa, Piergiacomo Ferrari, e di Medmatic@, Giampaolo Stopazzolo.

“Questa è la nona manifestazione che Expo Venice, la società organizzatrice di eventi fieristici, ha organizzato quest’anno – afferma Ferrari – questo evento sull’innovazione in sanità si inserisce nel filone relativo alle nuove tecnologie in tutti i settori che Expo Venice sta perseguendo, oltre a portare avanti le manifestazioni legate alle tradizioni di Venezia. Ringraziamo l’Ulss 12 veneziana per il supporto alla manifestazione, nella persona del dottor Antonio Padoan e di tutto il suo staff, la Fondazione Abo Project, nella persona del presidente Edoardo Liccardi. La fiera sull’innovazione in sanità è stata inoltre resa possibile grazie al connubio tra Expo Venice e Medmatic@, che ha trovato a Venezia la sede ideale per la realizzazione di uno dei momenti più innovativi nell’ambito sanitario”.

“Bisogna muovere di più i dati e meno i pazienti – aggiunge Stopazzolo – in questo ambito, Medmatic@ dal 2005 si è sempre interessata di divulgare la cultura della sanità elettronica nei diversi contesti professionali e regionali legati alla salute. Fondamentale è la ricerca di soluzioni tecnologiche che permettano di favorire percorsi assistenziali nei pazienti ottimizzando i costi e rendendo disponibile l’accesso ai dati digitali da parte di tutti gli operatori coinvolti. Una tecnologia leggera ma evoluta può entrare nelle case dei pazienti ed aiutare a curarli meglio”.

Gli altri Patrocini
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche, Comune di Venezia, AIIC – Associazione Italiana Ingegneri Clinici, AISIS – Associazione Italiana Sistemi Informativi in Sanità, Assobiotec, Assogenerici, Farmindustria, Istituto Superiore della Sanità, OMCeO – Ordine Provinciale Medici Chirurghi e Odontoiatri Venezia, SIRM – Società Italiana Radiologia Medica

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1° International workshop su Information Technology for Patient Safety

Interessante per chi si occupa di informatica sanitaria.

Errors in healthcare are recognized causes of adverse events threatening patient safety. Recent studies are alerting on the number, the magnitude and the consequences of such errors, and have raised patient safety to the top of the healthcare agenda worldwide. Information technology is increasingly becoming the number one weapon against avoidable adverse healthcare events by providing essential tools for the monitoring of healthcare processes, and for the automatic reporting, analysis and prevention of healthcare errors.

 The International Workshop on Information Technology for Patient Safety, held in conjunction with the 9th International Conference on Information Technology and Applications in Biomedicine ITAB 2009, is envisaged as a compilation of the latest trends and developments in the field of information technology for patient safety.

 

Maggiori informazioni qui

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Studio comparativo sulla sanità elettronica

Uno studio, monitorando 27 Paesi, per identificare le buone pratiche nella raccolta dei dati sanitari in modalità elettronica e sviluppare una serie di indicatori nel settore della sanità elettronica.
Prelevato da ec.europa.eu.
Per comodità si puo’ scaricarlo anche qui per gli utenti registrati

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