Banda Larga?

Tratto dal sito www.speedtest.net dove ogni tanto testiamo la banda dei nostri clienti.

Questo dato è in tempo reale ad oggi.

Sono le classifiche di upload e download ordinate per velocità e per nazione. Da notare la posizione e la velocità dell’Italia. Ogni commento è superfluo.

Top Countries by Download Speed

* 1. 23.57 Mb/s Korea, Republic of
* 2. 17.15 Mb/s Japan
* 3. 17.15 Mb/s Aland Islands
* 4. 16.52 Mb/s Latvia
* 5. 15.06 Mb/s Romania
* 6. 14.66 Mb/s Lithuania
* 7. 14.56 Mb/s Sweden
* 8. 13.97 Mb/s Netherlands
* 9. 13.67 Mb/s Andorra
* 10. 13.64 Mb/s Bulgaria
* 11. 12.12 Mb/s Moldova, Republic of
* 12. 10.60 Mb/s Hong Kong
* 13. 10.51 Mb/s Portugal
* 14. 10.17 Mb/s Slovakia
* 46. 5.01 Mb/s Italy

Top Countries by Upload Speed

* 1. 9.42 Mb/s Lithuania
* 2. 8.37 Mb/s Japan
* 3. 6.86 Mb/s Aland Islands
* 4. 6.58 Mb/s Latvia
* 5. 6.26 Mb/s Bulgaria
* 6. 5.73 Mb/s Hong Kong
* 7. 5.65 Mb/s Andorra
* 8. 5.57 Mb/s Romania
* 9. 5.39 Mb/s Sweden
* 10. 5.22 Mb/s Slovenia
* 11. 4.82 Mb/s Russian Federation
* 12. 3.59 Mb/s Moldova, Republic of
* 13. 3.44 Mb/s Netherlands
* 14. 3.42 Mb/s Ukraine
* 77. 0.60 Mb/s Italy

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Siae ed equo compenso.

E’ la notizia che sta infervorando i siti internet ed i blog oggi.

Oggi se ne sono lette di tutti i tipi sia pro che contro. Io vorreri riportare l’articolo scritto su pmi.it da Noemi Ricci che spiega molto bene quali saranno i costi per gli utilizzatori di apparati informatici in ambito professionale (e quindi che al 99% non comprano sistemi per fare copie illegali). Per tutti i link visitate l’articolo originale.

Ecco l’articolo che vi riporto per comodità.

“Il Decreto Bondi ha introdotto una sorta di tassa su dispositivi di archiviazione di massa che memorizzano opere protette da diritti d’autore: sconcerto tra imprese e consumatori. Rincari sui prodotti e disincentivo all’innovazione?

Sconcerto e allarme nel mondo Hi-Tech dopo la firma del Decreto di rideterminazione del compenso per “Copia privata” del Ministro Sandro Bondi: da ora in poi dovrà essere stabilita una quota anticipata per il diritto d’autore, da pagare all’acquisto di memorie di massa (cellulari, pc, dvd, cd, penne USB, smartphone, lettori mp3 e tutti i dispositivi che consentano la riproduzione di opere audiovisive protette dalla legge 633/41 sul diritto d’autore).

Una sorta di tassa, che di fatto porterà all’aumento del prezzo dei prodotti hi-tech, come stabilito in un apposito allegato tecnico.

L’equo compenso per copia privata, regolamentato nell’art. 71 septies della legge sul copyright viene dunque esteso a tutti i dispositivi tecnologici dotati di memoria, proprio in un momento di crisi che richiederebbe incentivi piuttosto che balzelli.

Quantificando, i prezzi aumenteranno proporzionalmente alla capacità di memoria: ad esempio 36 centesimi per una chiavetta Usb da 4 Giga, 50 centesimi per un Dvd riscrivibile, quasi 10 euro in più per i dischi rigidi da 15 Giga montati sui lettori Mp3 e 30 euro per un hard disk da 250 gigabyte.

Ad autori ed editori verrà preventivamente corrisposto l’ammontare dei diritti stabilito, anche qualora gli utenti utilizzino questi dispositivi per registrare opere originali.

È però necessario sottolineare che l’allegato tecnico al decreto prevede un sistema automatico di adeguamento degli aumenti coatti dei costi su base annuale, e nell’arco di un triennio anche mediante un tavolo di lavoro, al quale parteciperanno tutti i soggetti interessati. La SIAE potrà stabilire, per talune categorie di utilizzi o settori, delle esenzioni dai pagamenti.

Scontente le associazioni dei consumatori come Altroconsumo, che giudica il decreto un «favore alla Siae ingiusto soprattutto perché applicato sulle tasche dei consumatori in un momento di crisi».

Il presidente di Confidustria Anie l’ha definito «l’unico esempio di penalizzazione dell’innovazione» e ha descritto come profondamente iniqua la sua estensione a tecnologie come cellulari, pc, decoder e console di gioco che non hanno come funzionalità principale la duplicazione di contenuti digitali.

La Società Italiana degli Autori ed Editori risponde alle accuse sottolineando che l’equo compenso non è una tassa e descrivendo questa azione come «un capitolo di rilevante importanza per la tutela dei contenuti culturali in Italia».

Per la SIAE, «si è colmato un vuoto normativo che sacrificava il ruolo dei titolari dei diritti sulle opere dell’ingegno da più di 6 anni» e che permette all’Italia di allinearsi ai principi e alle regole che l’Unione Europea. “

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Amministratori di sistema: scadenza vicina. Una piccola guida.

Il 15 dicembre si sta avvicinando e con esso la scadenza per applicare in azienda il provvedimento del Garante della Privacy del 27 novembre 2008 come modificato dal provvedimento del 25 giugno 2009.

A seguito di un convegno a cui abbiamo assistito oggi, riporto quali sono gli adempimenti da fare in azienda. Tengo a precisare che tali discussioni sono ovviamente frutto di interpretazioni e che quindi vanno applicate coscientemente presso la propria azienda magari sentendo il proprio consulente o le proprie associazioni di categoria. Non ci rendiamo responsabili per applicazioni reali in azienda.

Il provvedimentro del Garante della Privacy del 25 giugno 2009 ha portato con se sostanzialmente due notizie degne di nota: Semplificazioni e proroga dell’individuazione del o degli amministratori di sistema e le attività connesse da mettere in essere.

Questi due provvedimenti hanno individuato, oltre ai ruoli di titolare, responsabile ed incaricato, anche il ruolo di Amministratore di sistema.

Cosa si intende per amministratore di sistema? Non solo il classico personaggio “smanettone” che gestisce i server ma in senso più lato anche:

  • Amministratore di server
  • Amministratore di Database
  • Amministratore di rete
  • Amministratore di sistema
  • Amministratore di software complessi
  • …..

L’individuazione del o degli amministratori di sistema deve essere fisica, cioè una persona, non una persona giuridica. Ne devono essere valutate le caratteristiche e le capacità e tali valutazioni devono essere documentate.

La designazione deve essere scritta e su base individuale.

Entro il 15 dicembre 2009 deve essere redatto un registro degli Amministratori di sistema (AS nel seguito) in cui sono contenuti gli estremi identificativi, le funzioni attribuite a ciascun AS. Nel caso di Outsourcing, tale elenco deve essere tenuto dall’Outsourcer (ma lo vedremo meglio più avanti). Questo registro deve esserci. Il posto migliore dove inserirlo è ovviamente il DPS ma l’azienda puo’ fare quello che vuole.

Nel caso in cui alcuni AS trattino dati dei lavoratori (o possano venirne a conoscenza), i lavoratori stessi devono essere informati (in vario modo, lettera scritta, pubblicazione su intranet, su lavagna, etc) dei nominativi. Quali sono i dati dei lavoratori? sicuramente quelli amministrativi ma anche dati di navigazione in internet, log delle mail, degli accessi. Praticamente questo sottoinsieme degli AS è praticamente identico all’insieme degli AS nella sua interezza.

Una volta all’anno l’azienda deve verificare l’attività degli AS e mantenere traccia di questa valutazione (documenti). Gli AS valutati devono essere sia quelli interni che quelli esterni.

Veniamo ad un altro obbligo che ha gettato molto scompiglio: la registrazione degli accessi (solo log in e log out) degli amministratori di sistema ai vari sistemi. E’ obbligatorio. Tali log vanno tenuti almeno sei mesi su un supporto non riscrivibile (CD o DVD non riscrivibile ad esempio). Non è proibito tenere i log di tutte le attività. E’ a discrezione dell’azienda .

Vediamo quindi in pratica cosa bisogna fare in due situazioni:

  1. AS interni;
  2. AS esterni.

Caso n.1, AS interni.

Nomina dell’AS, con raccolta della documentazione comprovante la competenza, ad es. curriculum e/o corsi di formazione; la nomina deve avere anche il profilo di autorizzazione e quali sono i trattamenti consentiti. Deve essere anche definita la Job descriprion, come meglio descritto nelle faq del garante, numero 7 e 8 che riportiamo in dettaglio:

  • Cosa si intende per descrizione analitica degli ambiti di operatività consentiti all’ADS? [Rif. comma 2, lettera  d]. Il provvedimento prevede che all’atto della designazione di un amministratore di sistema, venga fatta “elencazione analitica” degli ambiti di operatività consentiti in base al profilo di autorizzazione assegnato, ovvero la descrizione puntuale degli stessi, evitando l’attribuzione di ambiti insufficientemente definiti, analogamente a quanto previsto al comma 4 dell’art. 29 del Codice riguardante i responsabili del trattamento.
  • Oltre alla job description si deve andare più in dettaglio? Si devono indicare i singoli sistemi e le singole operazioni affidate?
    No, è sufficiente specificare l’ambito di operatività in termini più generali, per settori o per aree applicative, senza obbligo di specificarlo rispetto a singoli sistemi, a meno che non sia ritenuto necessario in casi specifici.

La  nomina deve essere individuale, fisica, deve essere conservata la ricevuta di nomina.

Deve essere comunicato ai dipendenti quale AS tratta i loro dati.

Bisogna registrare gli accessi degli AS (Log in e log out) ai vari sistemi (questi sono gli standard minimi). Attenzione ai riferimenti orari (c’e’ quindi la necessità di avere dei time server affidabili). Tali dati poi vanno periodicamente scritti su un supporto non riscrivibile e mantenuti per almeno 6 mesi.

Qui ci vengono in aiuto le faq 9, 10, 11, 12, 13, 14:

  • Cosa si intende per access log (log-in, log-out, tentativi falliti di accesso, altro?…) [Rif. comma 2, lettera f] Per access log si intende la registrazione degli eventi generati dal sistema di autenticazione informatica all’atto dell’accesso o tentativo di accesso da parte di un amministratore di sistema o all’atto della sua disconnessione nell’ambito di collegamenti interattivi a sistemi di elaborazione o a sistemi software. Gli event records generati dai sistemi di autenticazione contengono usualmente i riferimenti allo “username” utilizzato, alla data e all’ora dell’evento (timestamp), una descrizione dell’evento (sistema di elaborazione o software utilizzato, se si tratti di un evento di log-in, di log-out, o di una condizione di errore, quale linea di comunicazione o dispositivo terminale sia stato utilizzato…).
  • Laddove il file di log contenga informazioni più ampie, va preso tutto il log o solo la riga relativa all’access log? [Rif. comma 2, lettera f]
    Qualora il sistema di log adottato generi una raccolta dati più ampia, comunque non in contrasto con le disposizioni del Codice  e con i principi della protezione dei dati personali, il requisito del provvedimento è certamente soddisfatto. Comunque è sempre possibile effettuare un’estrazione o un filtraggio dei logfiles al fine di selezionare i soli dati pertinenti agli AdS.
  • Come va interpretata la caratteristica di completezza del log? Si intende che ci devono essere tutte le righe? L’adeguatezza rispetto allo scopo della verifica deve prevedere un’analisi dei rischi?
    La caratteristica di completezza è riferita all’insieme degli eventi censiti nel sistema di log, che deve comprendere tutti gli eventi di accesso interattivo che interessino gli amministratori di sistema su tutti i sistemi di elaborazione con cui vengono trattati, anche indirettamente, dati personali. L’analisi dei rischi aiuta a valutare l’adeguatezza delle misure di sicurezza in genere, e anche delle misure tecniche per garantire attendibilità ai log qui richiesti.
  • Come va interpretata la caratteristica di inalterabilità dei log? Caratteristiche di mantenimento dell’integrità dei dati raccolti dai sistemi di log sono in genere disponibili nei più diffusi sistemi operativi, o possono esservi agevolmente integrate con apposito software. Il requisito può essere ragionevolmente soddisfatto con la strumentazione software in dotazione, nei casi più semplici, e con l’eventuale esportazione periodica dei dati di log su supporti di memorizzazione non riscrivibili. In casi più complessi i titolari potranno ritenere di adottare sistemi più sofisticati, quali i log server centralizzati e “certificati”. E’ ben noto che il problema dell’attendibilità dei dati di audit, in genere, riguarda in primo luogo la effettiva generazione degli auditable events e, successivamente, la loro corretta registrazione e manutenzione. Tuttavia il provvedimento del Garante non affronta questi aspetti, prevedendo soltanto, come forma minima di documentazione dell’uso di un sistema informativo, la generazione del log degli “accessi” (login) e la loro archiviazione per almeno sei mesi in condizioni di ragionevole sicurezza e con strumenti adatti, in base al contesto in cui avviene il trattamento, senza alcuna pretesa di instaurare in modo generalizzato, e solo con le prescrizioni del provvedimento, un regime rigoroso di registrazione degli usage data dei sistemi informativi.
  • Si individuano livelli di robustezza specifici per la garanzia della integrità?
    No. La valutazione è lasciata al titolare, in base al contesto operativo (cfr. faq n. 14).
  • Quali potrebbero essere gli scopi di verifica rispetto ai quali valutare l’adeguatezza?
    Quelli descritti al paragrafo 4.4 del provvedimento e ribaditi al punto 2, lettera e), del dispositivo. L’adeguatezza è da valutare in rapporto alle condizioni organizzative e operative dell’organizzazione.

Ogni organizzazione è poi libera di decidere il suo livello di sicurezza, quindi si possono anche conservare i log di tutti, ma bisogna essere in grado di filtrare quelli degli AS.

Si devono quindi mettere in pratica delle verifiche periodiche sull’attività dell’AS e conservarne gli atti (vanno bene anche delle check list di controllo). Le verifiche devono essere almeno annuali.

Caso 2. AS Esterni.

In questo caso i compiti delegabili sono:

  • Nomina e conservazione del registro  degli AS
  • Verifica periodica delle attività degli AS

Non è delegabile invece la divulgazione degli AS che trattano dati del personale. La lista verrà data dagli Outsourcers.

Le modalità di delega:

  • Compiti delegati assegnati tramite lettera di incarico
  • Le lettere d’incarico devono essere sottoscritte per accettazione.

Ovviamente la funzione delegata deve gia’ essere stata incaricata al trattamento.

Ed ovviamente i casi possono essere diversi e vanno studiati volta per volta (Outsourcing completo, parziale, occasionale).

Quindi: prima del 15 dicembre è d’obbligo scrivere alle società che fanno trattamenti in Outsourcing o gestiscono in Outsourcing i sistemi.

E fino a qui gia’ i mal di testa sono notevoli. Ma si puo’ andare oltre, soprattutto in due casi ulteriori:

  1. Contratto di Outsourcing di società estera a cliente italiano;
  2. Contratto di Outsourcing di società italiana a cliente estero.

Nel primo caso: intra o extra UE? Che clausole di privacy utilizzare? Una cosa è certa: la società italiana è la titolare dei dati e quindi obbligo di nomina.

Nel secondo caso, la società italiana non è titolare ma deve comunque nominare il responsabile dei dati e comunque non si applica il provvedimento.

Penso sia tutto. Per il momento

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Banda larga per le zone rurali. 154 milioni di euro a disposizione.

Articolo tratto da una comunicazione del ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

“Sono molto soddisfatto – ha dichiarato il Ministro Zaia – di poter contribuire all’abbattimento del divario digitale nelle aree più marginali del nostro Paese, dove le condizioni geo-morfologiche particolarmente difficili, l’eccessiva dispersione della popolazione ed i costi di infrastrutturazione troppo elevati, costituiscono un oggettivo ostacolo alla diffusione, in maniera uniforme, della banda larga e delle più moderne tecnologie di telecomunicazione”.

Anche le aree rurali italiane potranno presto contare su servizi internet ad alta velocità, grazie al progetto «Banda larga nelle aree rurali», predisposto dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e notificato nei giorni scorsi alla Direzione Concorrenza della Commissione Europea.

Il progetto, cui sono destinati oltre 154 milioni di euro, sarà cofinanziato dall’Unione europea e realizzato nell’ambito dei Programmi regionali di Sviluppo Rurale (PSR) 2007-2013.
In risposta all’obiettivo comunitario che prevede l’estensione della rete internet ad alta velocità a tutti i cittadini entro il 2010 e, quindi, il superamento del divario digitale infrastrutturale presente nei territori rurali, il Mipaaf ha promosso l’inserimento nel Piano Strategico Nazionale per lo sviluppo rurale e nei PSR regionali, di una misura di intervento «ad hoc», destinata alle aree rurali più marginali, definite anche a fallimento di mercato (con una densità di popolazione inferiore ai 150 abitanti per chilometro quadrato), vale a dire quelle dove nessun operatore troverebbe conveniente investire, data la scarsa possibilità di recuperare gli investimenti realizzati a seguito del limitato numero di clienti.
A questo proposito, sono state utilizzate le risorse finanziarie straordinarie messe a disposizione dall’Unione Europea attraverso il cosiddetto Piano di ripresa economica (European Economic Recovery Plan), corrispondenti a circa 93 milioni di euro, cui si sono aggiunti circa 61 milioni di euro di cofinanziamento nazionale, per un ammontare complessivo di oltre 154 milioni di euro.

“Internet veloce – ha aggiunto il Ministro – è ormai diventato uno strumento imprescindibile per la crescita, la diversificazione e lo sviluppo delle economie delle aree rurali, e per la riduzione dell’isolamento fisico e geografico delle popolazioni residenti in queste zone”.
Il progetto, condiviso con tutte le Regioni, è stato pensato in sinergia e complementarietà rispetto al più vasto Piano Nazionale di abbattimento del digital divide, noto anche come Piano Romani, predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico.
“Il mio auspicio – ha concluso Zaia – è che tali interventi costituiscano soltanto l’avvio del più ampio ed ambizioso programma, senza la cui realizzazione, gli stessi interventi rurali che abbiamo fortemente voluto, perderebbero di efficacia”.

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LETTERA APERTA AL GOVERNO PER LO SBLOCCO DEI FONDI DESTINATI ALLO SVILUPPO DELLA BANDA LARGA

Da svariati blog troviamo questo che volentieri riportiamo anche noi.

Illustre Presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi,
Illustre Ministro dello sviluppo economico, On. Claudio Scajola
Illustre Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, dott. Luca Zaia
Illustre Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, On. Renato Brunetta
Illustre Ministro della Gioventù, On. Giorgia Meloni
Illustre Vice Ministro dello Sviluppo Economico, On. Paolo Romani
Illustre Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, dott. Gianni Letta

A nome delle Associazioni che riuniscono le principali aziende attive nell’Information and Communication Technology, pubblicità e comunicazione, editoria operanti sul mercato italiano e di alcune tra le più importanti Associazioni consumatori si rappresenta l’esigenza di considerare l’importanza di una rapida approvazione da parte del Comitato interministeriale per la programmazione economica delle risorse previste dalla Legge 18 giugno 2009, n. 69, pari a 800 milioni di euro per gli investimenti finalizzati allo sviluppo della banda larga nel nostro Paese.

Da notizie pubblicate sulla stampa, infatti, sembrerebbe che, in relazione alla contingenza economica, il Governo non abbia ancora definito la tempistica per portare all’approvazione del CIPE i predetti fondi fino a che, anche a seguito degli interventi “straordinari” previsti per la superare la crisi, non si possa procedere con maggiore tranquillità attraverso politiche di sviluppo.

Si è concluso proprio l’altro giorno lo IAB Forum, la più importante manifestazione italiana relativa alla comunicazione interattiva, nel quale – di fronte a circa 8.000 persone – il mondo dell’industria e dell’economia, insieme alla comunità scientifica ed alla rappresentanza dei consumatori, hanno ribadito con forza come anche il nostro Paese debba puntare sull’innovazione tecnologica delle imprese, delle pubbliche amministrazioni e delle famiglie per uscire dalla situazione attuale ed avviare un rapido rilancio della nostra economia e dell’occupazione, accelerando l’uscita dalla crisi.

Il Governo ha sempre ribadito l’importanza del superamento del digital divide – tramite investimenti in nuove tecnologie e sviluppo della banda larga – come volano per il rilancio della competitività per le PMI italiane, l’avvicinamento della Pubblica Amministrazione ai cittadini e la creazione di posti e opportunità di lavoro. La banda larga oggi non è un’opzione facoltativa ma un’infrastruttura necessaria per lo sviluppo economico, sociale e culturale del Paese.

E’ indispensabile che l’Italia non perda altro tempo e prenda decisioni, come stanno facendo altri Paesi europei, con prospettive di medio-lungo termine affinché possa restare uno dei player principali delle economie avanzate.

Milano, 9 novembre 2009

Presidente Layla Pavone – IAB Italia
Presidente Stefano Pileri – Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici
Presidente Carlo Poss – Fcp-Assointernet
Presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi – Upa
Presidente Diego Masi – Assocomunicazione
Presidente Furio Garbagnati – Assorel
Presidente Elserino Piol – Fedoweb
Segretario Generale Thalita Malagò – AESVI
Presidente Paolo Martinello – Altroconsumo
Segretario Generale Paolo Landi – Adiconsum
Segretario Generale Teresa Petrangolini – Cittadinanzattiva
Presidente Nazionale Giovanni Ferrari – La Casa del Consumatore

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Stop alla banda larga. C'e' la crisi.

Leggo da molti giornali: Il progetto banda larga (20 mbit contro i 50-100 tedeschi e francesi) si finanzierà (forse) solo alla fine della crisi economica.

Gli 800 milioni previsti su 1.14 miliardi non arriveranno. L’investimento sul futuro dell’Italia è rimandato. Rimaniamo con le nostre aziende che resteranno sempre più indietro rispetto alle colleghe europee.

Direi che i commenti a questa notizia sono superflui.

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Microsoft windows 7

Sta per uscire il nuovo microsoft windows 7…

Bene, prossimamente faremo qualche prova per verificare l’effettivo utilizzo aziendale, visto che il precedente, Vista, non ha avuto successo in ambito aziendale. In tutte le aziende stiamo ancora utilizzando Windows XP Professional con server windows 2003…

Speriamo bene, siamo fiduciosi.

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Mysql Versus MS SQL Server

Da utilizzatore di Database (anche programmatore molto spesso) mi sono imbattuto su questo articolo, di parte certo, che pero’ nell’esperienza nei diversi database che ho mi sembra ben fatto.

E’ molto tecnico, è in inglese ma, a fronte dei costi di soluzioni open source (attenzione che non vuol dire aggratis!!!!) in tempi in cui le aziende hanno bisogno di soluzioni valide ma comunque “economiche”, una lettura va fatta.

E poi non dimentichiamo che il database server Mysql è usato in moltissime applicazioni proprio per le sue caratteristiche di semplicità e di performance. Da alcuen versioni fa all’attuale poi ha introdotto anche le transazioni, i cluster e molto altro che lo stanno portando un po’ fuori da quell’ambiente di smanettoni a cui era relegato fino a poco tempo. Resta comunque un’ombra, che spero si dipani presto, sulla possibile futura licenza di Mysql dopo l’acquisizione avvenuta da Sun e poi quest’ultima acquisita da Oracle.

Comunque buona lettura.

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