Calo della produttività: pochi investimenti in ICT

La produttività del lavoro italiano arranca: negli ultimi 30 anni è cresciuta a una media annua dell’1,2% e già nell’ultimo decennio il suo valore è risultato negativo dello 0,5%. Ma nel periodo 2007-2009, pur in presenza di una sensibile caduta del monte ore lavorato, la produttività ha fatto registrare un vero e proprio crollo: -2,7 per cento in media d’anno. Lo rileva l’Istat che oggi ha reso note le serie storiche riferite a diverse misure di produttività per gli anni 1980-2009.

Questo è quanto si legge dal sito de “Il Sole 24 ore” e in molti altri titoli.

E’ interessante un articolo, pubblicato sul quotidiano cartaceo, in cui si fanno domande a Gian Maria Gros Pietro su questo argomento. L’intervista termina affermando che, considerando il trend c’è almeno un fattore che ha contribuito alla bassa crescita del valore aggiunto: il contributo fornito alla crescita dall’Information and Communication Technology è stato praticamente nullo, pur trattandosi di una tecnologia molto pervasiva.

In sostanza è quello che abbiamo ribadito più volte su questo blog: le aziende italiane non utilizzano gli strumenti messi a disposizione dall’Information Technology. E’ vero, siamo la popolazione con più telefonini e molto avanzati, il computer è spesso nelle nostre aziende e nelle nostre case, ma siamo ancora degli analfabeti. Molto spesso ci sentiamo dire: questo lavoro me l’ho fa tizio a metà del prezzo che mi fate voi. Oppure: No guardi la nostra azienda non ha bisogno di quel servizio, abbiamo gia’ il nostro gestionale che fa tutto. E tante risposte simili.

Il problema vero, a monte di tutto secondo noi è un altro: nella maggioranza degli imprenditori mancano competenze manageriali vere, nel senso che spesso non riescono a delegare a persone valide funzioni di ICT management in quanto loro stessi non capiscono bene cos’è, viene visto come un costo e non un investimento.

La soluzione dovrebbe partire (qualcosa si è già fatto per la verità) da un processo di informazione a cura delle associazioni di categoria per spiegare cosa è l’ICT e come puo’ servire anche in una azienda piccola. E soprattutto, continuiamo a ripetere, ci sono problemi di budget? Perchè non ricorrere a soluzioni Open Source per qualche progetto?

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Cultura generale: un po' di informazioni sul fantastico mondo dell'informatica

Questo articolo è l’anticipazione di quelloc he scriveremo durante questo agosto.

Niente di pesante, ma una serie di articoli per spiegare le nostre passioni, dare corpo ad alcuni tutorial, speriamo coerenti ma dateci il beneficio del dubbio, siamo ad agosto.

Questi articoli riflettono alcune ricerche collateriali relative a dei nostri progetti attuali.

Parleremo di sicurezza delle informazioni, crittografia, algoritmi per gli stessi, firma digitale, marca temporale, ingegneria del softare, gestione documentale, programmazione, metodologie di gestione.

Ci aspettiamo molti commenti, anche pesanti.

Buona lettura!!!!

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Internet, nuovo virus on line: occhio alle email con la mappa degli autovelox

Roma – (Adnkronos) – Email, aventi come falso mittente la polizia, forniscono un link per consultare l’elenco aggiornato delle postazioni fisse autovelox. In realtà cliccando si installa un virus che ‘cattura’ informazioni sensibili contenute nel computer

Roma, 30 lug. (Adnkronos) – La polizia postale mette in guardia da una nuova truffa che da ieri sera circola online: email, aventi come falso mittente la polizia, nelle quali si dà la possibilità di consultare l’elenco aggiornato delle postazioni fisse autovelox e a tale scopo viene fornito un link. In realtà cliccando si installa un virus molto insidioso che ‘cattura’ informazioni sensibili contenute nel computer.

Scopo di queste mail ‘truffaldine’, dietro le quali spesso si nasconde la mano della criminalità organizzata, è accedere ad esempio ai conti correnti bancari. ”Abbiamo già allertato le forze di polizia locali colombiane e ucraine, dove si trovano i server a cui rimanda il link – spiega all’ADNKRONOS Nunzia Ciardi, una dirigente della Polizia Postale e delle Comunicazioni – Sappiamo che stanno circolando centinaia di migliaia di queste mail, che possono trarre in inganno perché prendono spunto da un testo pubblicato sul sito della polizia ma poi rimandano a un link che se viene cliccato scarica un virus capace di catturare le informazioni sensibili”.
”Le truffe più comuni sono quelle che, servendosi di pagine clonate dai siti degli istituti bancari comunicano al cliente la modifica delle modalità di accesso – prosegue Ciardi – chiedendogli di fornire username e password: a quel punto possono avere accesso al conto e il gioco è fatto”. Nel caso degli autovelox, invece, ”è la prima volta che scopriamo una truffa del genere.
Forse hanno pensato di approfittare dell’esodo estivo, in modo da rendere più credibile la truffa”.

La polizia consiglia di cestinare l’e-mail evitando di cliccare sul link e di tenere sempre aggiornato il proprio antivirus.

fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/?id=3.1.756431152

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Linee guida per i siti web della pubblica amministrazione

Direttamente dal sito innovazionepa.gov.it:

Online le Linee guida per i siti web delle pubbliche amministrazioni. Il loro obiettivo è quello di suggerire criteri e strumenti utili alla razionalizzazione dei contenuti online, riducendo al tempo stesso il numero dei siti web pubblici ormai obsoleti. Tra gli obiettivi di una PA di qualità vi è infatti anche l’esigenza di fornire tramite web informazioni corrette, puntuali e sempre aggiornate nonché di erogare servizi sempre più fruibili a cittadini e imprese.

Il documento da un lato illustra i principi criteri generali per accompagnare le pubbliche amministrazioni nell’attuazione degli indirizzi contenuti nella Direttiva Brunetta n. 8 del 2009 (descrivendo gli interventi da realizzare ai fini del miglioramento della qualità del web), dall’altro definisce le modalità e i passi necessari per l’iscrizione al dominio “.gov.it” (che garantisce la natura pubblica dell’informazione e l’appartenenza di un sito a una pubblica amministrazione). Vengono altresì affrontati possibili percorsi operativi e le relative azioni che una pubblica amministrazione può intraprendere nel caso in cui gli interventi da porre in essere riguardino, ad esempio, la riduzione dei siti web e la razionalizzazione dei contenuti online. Una particolare attenzione è stata prestata nella definizione di una mappa di contenuti minimi che per legge i siti web istituzionali devono includere, di fatto semplificando il rispetto dei diversi adempimenti vigenti. Oltre a un inquadramento generale sui criteri e sugli strumenti per il trattamento dei dati e della documentazione pubblica, le Linee guida forniscono i principi generali per le pubbliche amministrazioni che vorranno confrontarsi su temi innovativi quali la customer satisfaction, le rilevazioni di qualità attraverso il benchmark tra amministrazioni, il confronto e l’interazione dei cittadini. Completano il documento una serie di approfondite appendici tecniche.

Le Linee guida per i siti web delle PA si collocano a pieno titolo nell’ambito delle iniziative di innovazione delle amministrazioni pubbliche promosse dal Ministro Renato Brunetta per realizzare un rapporto aperto e trasparente con i propri clienti e avviano, per la prima volta in Italia, un processo di “miglioramento continuo” della qualità dei siti web pubblici. Coerentemente con il dettato stessa della Direttiva Brunetta n. 8/2009, saranno aggiornate con cadenza almeno annuale e corredate da vademecum di approfondimento. In questo modo forniranno con continuità alle pubbliche amministrazioni i criteri guida sulle modalità di razionalizzazione, dismissione, gestione, sviluppo e diffusione dei loro siti web, tenendo anche conto degli avanzamenti e dei progressi tecnico-normativi in materia.

Il documento, elaborato in via preliminare da un gruppo di lavoro interno (composto da esperti del Dipartimento della Funzione Pubblica, del Dipartimento Digitalizzazione e Innovazione tecnologica, di DigitPA e di FormezPA) è stato successivamente pubblicato online nell’aprile di quest’anno per una consultazione telematica durata due mesi e che ha registrato circa 17.000 accessi alle diverse sezioni del forum di discussione. I cittadini, le pubbliche amministrazioni, le associazioni di categoria e i fornitori ICT hanno così potuto esprimere liberamente la loro opinione sui principali contenuti e temi trattati. I riscontri e le indicazioni pervenuti durante questa fase di condivisione e confronto sono stati poi utilizzati in sede di revisione del documento iniziale.

Qui le linee guida.

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Evento ISH

Un evento interessante che merita la giusta pubblicità.

Da forumhealthcare.it.

Nel comparto sanitario le piattaforme tecnologiche, le reti e le infrastrutture, i processi e i servizi sono in continua evoluzione grazie all’innovazione in grado di permeare sempre più rapidamente i modelli organizzativi. La diffusione delle tecnologie informatiche costituisce una naturale leva di trasformazione e miglioramento per la realizzazione di un modello di sanità omogeneo, di forte qualità e sostenibile sotto il profilo economico e organizzativo. All’impiego diffuso delle nuove tecnologie corrisponde però un incremento di rischi e minacce connessi alla stessa gestione telematica dei flussi di dati in un ambito complesso quale quello sanitario: l’immaterialità delle informazioni, la facilità con cui possono essere consultate, duplicate, modificate o addirittura distrutte crea situazioni in cui, nonostante le misure di protezione, si apre una serie di nuovi interrogativi etici e giuridici.

In questo contesto nasce il convegno ISH che, grazie alla costituzione di un Comitato Consultivo che vede riuniti i principali opinion leader del settore di riferimento, si propone di favorire l’incontro fra le diverse realtà che ne compongono il tessuto, instaurando quel collegamento indispensabile tra i più importanti player del mercato e gli operatori sanitari. Il focus specifico verso le tecnologie, l’informatica e l’innovazione nel mondo sanitario italiano, fa del convegno ISH un appuntamento imperdibile per chi, operando in un settore che attraversa un periodo di fortissima evoluzione e trasformazione, deve essere continuamente informato e documentato sulle nuove opportunità offerte dal mercato.

I destinatari del progetto sono: Operatori sanitari dei Sistemi Informativi, Direzione del Personale, Organizzazione, Ufficio Legale, Security Manager, Direzione Sanitaria, Aziende produttrici di hardware e software, Consulenti.

La mostra convegno si terrà in data 30 novembre 2010 all’AtaHotel di Villa Pamphili

Il comitato scientifico sarà composto da:

Piero Giovanni Caporale – Sicurezza Organizzativa e Gestionale Settore ICT – CNIPA, Isabella Corradini – Centro Themis Crime, Mauro Cosmi – Value Team S.p.A, Fabio Di Resta – Consulente legale privacy e ISO 27001 ICT Security Auditor, ricopre l’incarico di consulente legale presso multinazionali del settore ICT e bancario, Elena Ferrari – Docente del Dipartimento di Informatica e Comunicazione dell’Università dell’Insubria, Luisa Franchina – Direttore Generale del Nucleo Operativo NBCR, Dipartimento Protezione Civile, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Pierfrancesco Ghedini – Direttore Dipartimento Tecnologie dell’Informazione e Biomediche – Azienda USL di Modena – in qualità di  AISIS (Associazione Italiana Sistemi Informativi in Sanità),Andrea Lisi – Professore a contratto di Informatica Giuridica – Scuola Professioni Legali, Facoltà Giurisprudenza – Università del Salento, Presidente di ANORC (Associazione NazionaleOperatori e Responsabili della Conservazione Sostitutiva), Coordinatore del Digital&Law Department Studio Legale Lisi, Studio Associato D&L – Business&Legal Consultancy, ICT &International Trade, Executive Management SCiNT – Study&Research Centre, Giovanni Manca – Responsabile Sicurezza DigitPA (ex CNIPA), Baldo Meo – Responsabile Comunicazione  Garante per la protezione dei dati personali, Elio Molteni – Presidente AIPSI, ISSA Italian Chapter, Alessandro Musumeci – Direttore Centrale Sistemi Informativi (DCSI), Ferrovie dello Stato, Massimo F. Penco – Presidente Associazione Cittadini di Internet, Membro del Antiphishing Working Group, Vice presidente Gruppo Comodo, Andrea Rigoni – Senior Advisor presso Booz & Company, Giuseppe Russo – Chief Technology Officer, Sun Microsystems Italia, Roberto Setola – Docente e Direttore del Laboratorio Sistemi Complessi e Sicurezza – Università CAMPUS Bio-Medico di Roma, Domenico Vulpiani – Dirigente Generale Polizia di Stato – Consigliere Ministeriale.

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Cosa si intende per banda larga secondo gli USA nel 2010

Mentre noi speriamo di avere conenssioni internet che viaggino a qualche megabit (quando va bene) almeno nelle zone cittadine oppure più industrializzate (che comunque rimane un sogno…).. la Federal Communication Commission decide di alzare il limite minimo di quella che può essere definita una connessione a “banda larga”, preparandosi nei prossimi anni ad estendere tale limite a chi ne è attualmente sprovvisto.

Basandosi sugli studi sul comportamento e le aspettative dei netizen, la FCC dice di ritenere necessaria la definizione di uno standard broadband minimo di 4 Megabit in downstream e 1 Megabit in upstream. Il nuovo metro della banda larga statunitense va a sostituire quello precedente risalente al 1999, quando la commissione considerava 200 Kilobit al secondo una velocità sufficiente per applicazioni avanzate come le comunicazioni su VoIP.

Il rapporto lo trovate qui: Rapporto FCC banda larga 2010.

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Corsi Online: Openculture

Un bel sito in cui trovare utili informazioni e corsi online, anche di livello universitario, su svariati argomenti. Ovviamente in lingua inglese.

Openculture.

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Nicholas Negroponte: pubblicata su wired una recente intervista.

Per chi come me ha qualche anno di informatica alle spalle (non parliamo di di informatica come assemblare pc, debelalre virus o cose simili) Nicholas Negroponte è sempre stato un visionario a cui fare riferimento.

Oggi mi è capitata sotto mano una intervista leggendo  un magazine cartaceo dal nome storico, Wired.

In rete ho trovato questo.

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Gravity: sarà nuova web-mania?

E’ uscita la beta di un nuovo social network (per adesso chiamiamolo cosi’ visto che è ai primi vagiti): Gravity

Ideato e sviluppato da un team eterogeneo di futuristi tecnologici, guru di prodotto e ingegneri ninja provenienti da MySpace, Yahoo, Google e perfino dalla NASA, Gravity si propone come il posto giusto per condividere i propri interessi, grazie alla suddivisione in mondi verticali: un mondo, uno e un solo argomento.

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Wikipedia: è l'ora dei video

Prossima innovazione su Wikipedia: Arrivano i video.

Tecnicamente era possibile gia’ farlo anche prima di questo annuncio, pero’ era complesso e poco documentato. Ora la Open Video Alliance sta creando una serie di linee guida per l’inserimento di video (che molto spesso valgono più di mille parole) nelle pagine di wikipedia.

Insomma, l’obiettivo è fare di Wikipedia un’enciclopedia video. Un progetto non da poco, ma considerando quello che il sito nato dall’intuizione di Jimbo Wales è riuscito a diventare in pochi anni, le probabilità che venga centrato sono certamente elevate.

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