Dopo due giornate di confronto e programmazione, a Venezia, i rappresentanti di 9 Regioni di altrettanti Paesi europei (Danimarca, Norvegia, Svezia, Grecia, Germania, Austria, Spagna, Finlandia e Italia – Veneto capofila), tra le più avanzate in materia di applicazioni in Information Communication Tecnology – ICT, hanno dato il via a Rewening Health, un imponente Progetto europeo di telemedicina finanziato dall’Ue con 14 milioni di euro che si concluderà nell’ottobre 2012 e coinvolgerà 7900 i pazienti, 4500 dei quali veneti. Si tratta di pazienti cronici affetti da patologie cardiovascolari, polmonari e dal diabete, che verranno assistiti a domicilio per tutto quanto possibile, con l’utilizzo della telemedicina. Rewening Health permetterà ai pazienti affetti da patologie tra le più diffuse in ambito europeo, di migliorare la qualità della propria vita, di favorire i percorsi assistenziali di cura, di limitare la mortalità e di diminuire le visite ospedaliere, mostrando il vantaggio dell’utilizzo dei servizi di telemedicina nelle regioni partner e nel resto d’Europa. “Il sistema – ha ricordato Sandro Sandri, Assessore alla Sanità della Regione Veneto, intervenuto al kick-off meeting, che si è svolto a Palazzo Franchetti di Venezia – prevede anche un importante coinvolgimento del paziente, che collaborerà attivamente nel monitorare e valutare il proprio stato di salute e nel segnalare, direttamente dal proprio domicilio, ogni aspetto rilevante dal punto di vista clinico, al personale sanitario. La Regione Veneto, capofila del progetto – ha detto Sandri – è orgogliosa di dare il via a questa iniziativa, che costituisce un vero e proprio salto nel futuro e che si aggiunge agli altri 48 progetti europei in campo sanitario, che la vedono coinvolta. Rewening Health – ha ribadito Sandri – è, poi, un ulteriore successo della strategia sanitaria regionale, che ha puntato, da diversi anni ormai, all’utilizzo dell’ICT in sanità. Una scelta, che si è rivelata decisamente produttiva e che in Veneto ha portato alla creazione di una realtà unica come quella del Consorzio Arsenal.IT, che riunisce tutte le aziende sanitarie e ospedaliere regionali, con il compito di individuare le soluzioni di interoperabilità dei sistemi di telemedicina, necessarie alla loro estensione su scala territoriale sempre più ampia e integrata. Le attese di Rewening Health – ha concluso Sandri – sono relative proprio alla validazione di un sistema di telemedicina su larga scala e alla verifica della sua efficacia nel miglioramento del percorso assistenziale di cura e della qualità della vita del paziente. Un progetto quindi, che, oltre all’imponenza tecnologica e finanziaria, riveste importanti aspetti di natura etica nel consentire la continuità della cura dall’ospedale al domicilio e la tutela della salute dei pazienti cronici e più deboli”.
Sanità elettronica
Ad Adria (Veneto) le prescrizioni e i referti viaggiano on-line
Da Consorzioarsenal.it
Nell’ULSS 19 si sta realizzando il primo nucleo, per il Veneto, della Rete dei Medici di Medicina Generale e del Fascicolo Sanitario Personale (FaSP).
La Regione Veneto ha assegnato all’Azienda ULSS 19 di Adria la sperimentazione di un progetto per l’attivazione di una rete che consenta ai Medici di Medicina Generale e ai Pediatri di Libera Scelta la trasmissione, via internet, della prescrizione di esami e visite specialistiche dei loro assistiti. Dopo l’esecuzione di queste prestazioni, sarà compito dell’Azienda ULSS 19 inviare a ciascun medico di famiglia i referti del proprio paziente in modo che egli possa, in maniera molto semplice, aggiornare progressivamente l’archivio clinico digitale di ogni suo assistito.
”I vantaggi di questo sistema – dice Fabio Perina, Direttore Amministrativo dell’Azienda ULSS 19 – derivano dalla maggiore rapidità nell’erogazione del servizio. La trasmissione digitale permetterà la refertazione tempestiva e immediata, annullerà il rischio di errore nella redazione dei documenti clinici e offrirà al medico un’informazione più completa sul quadro clinico – sanitario del proprio paziente. E’un progetto – continua Perina – che permette di garantire la continuità dell’assistenza e di creare un archivio che potrà essere continuamente aggiornato e contenere, così, l’intera storia clinica di ogni cittadino”.
La fase sperimentale del progetto della Rete dei MGG/PLS è iniziata nel maggio 2009 e si concluderà a fine 2010, con l’ingresso a regime nel 2011.
“Nella realizzazione del progetto – conclude Perina – siamo affiancati dal Consorzio Arsenàl.IT, Centro Veneto Ricerca e Innovazione per la Sanità Digitale, consorzio delle 23 aziende sanitarie ed ospedaliere pubbliche della Regione, che ha il compito di progettare l’architettura della rete e definirne le caratteristiche tecniche idonee a garantire l’estensione del sistema in tutta la regione”.
Articoli Correlati
E-Health Care conference
Dal sito www.forumhealthcare.it riportiamo questo comunicato stampa che è interessante per chi si occupa di sanità elettronica.
Si terrà il prossimo 14 aprile 2010 a Roma, la seconda edizione della conferenza e-HeatlhCare, la manifestazione organizzata da edisef, dedicata all’innovazione tecnologica nel settore sanitario, e già appuntamento imperdibile per professionisti, aziende, istituzioni e addetti ai lavori del settore sanitario.
Numerosi esperti del mondo istituzionale e del settore IT, nonché i principali professionisti e opinion leader del comparto sanitario, contribuiranno ad arricchire l’evento attraverso interventi volti ad analizzare la situazione attuale dell’informatizzazione sanitaria, i processi innovativi e i futuri scenari di sviluppo tecnologico e d’integrazione. Il tema dell’informatica nella sanità è di forte attualità e tocca numerosi ambiti. L’obiettivo è quello di creare, ancora una volta, un’occasione di collegamento tra i diversi player del mercato.
EDIZIONE PRECEDENTE
La prima edizione della Conferenza e-HealthCare si è conclusa lo scorso aprile con grande successo e riscontrando la soddisfazione degli oltre 400 visitatori, che hanno potuto partecipare ad una giornata dedicata alla tecnologia e alla sua evoluzione nel mondo della Sanità.
LOCATION
La sede del Convegno sarà il Crowne Plaza Rome-St. Peter’s Hotel & Spa, hotel quattro stelle superior, immerso nel verde di Villa Doria Pamphili, a pochi minuti dal Vaticano e dal centro storico di Roma, in:
Via Aurelia Antica, 415 – 00165 Roma
Tel +39 06 66420; Fax +39 06 6637190
e-mail: cpstpeters@hotel-invest.com
internet: www.hotel-invest.com
Segreteria organizzativa Conferenza:
edisef s.r.l.
Via Giovanni Battista Falda 3
00152 Roma
Tel: 06.5895104
Fax: 06.58179316
e-mail: info@edisef.it
Articoli Correlati
Patente informatica per medici e infermieri
Da e- Healthcare.
Una certificazione per i professionisti della sanità. Aica (Associazione italiana per l’Informatica ed il Calcolo Automatico) e Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano hanno stipulato un accordo per diffondere l’Ecdl Health, che rappresenta l’estensione della patente europea del computer (Ecdl), studiata specificamente per il settore sanitario. La certificazione è destinata a medici, infermieri, operatori delle professioni sanitarie e personale amministrativo.
L’accordo prevede che il Policlinico (già accreditato come fornitore di formazione Ecm- Educazione Continua in Medicina) erogherà su tutto il territorio nazionale corsi in e-learning di preparazione per la certificazione Ecdl Health. I test per la verifica dell’apprendimento, previsti a conclusione del corso, includeranno tutte le domande necessarie al conseguimento della certificazione, così che il partecipante possa acquisire insieme al diploma i crediti formativi Ecm.
Il Syllabus Ecdl Health, così viene chiamata la certificazione, è stato messo a punto da una commissione di esperti di vari Paesi ed in seguito adattato alle caratteristiche linguistiche, culturali, pratiche, legislative dei diversi sistemi sanitari nazionali.
La certificazione garantisce che il abbia piena consapevolezza della natura particolare del dato sanitario e delle implicazioni di carattere legale ed etico associate al suo trattamento; abbia pratica d’uso degli strumenti Ict e ne conosca i campi di applicazione in ambito medico.
Per maggiori informazioni visitare www.ecdl-health.it
Articoli Correlati
Contenuti d'eccellenza sul web: la ricerca degli IRCSS va in rete
Da e- Healthcare.
Tutta la ricerca biomedica italiana sarà in rete su GARR-G, rete telematica dell’Universita’ e della Ricerca operativa dal 2003 e in fase di continua evoluzione.
Gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) collegati a Garr aumenteranno di numero, dagli attuali 39 a tutti e 45 entro il 2011, in base a un programma che prevede un’evoluzione del progetto di fornitura di connettivita’ a banda larghissima (da 1 a 10 Gbit/s) e altri servizi.
La rete prevede la connettivita’ internazionale, la multivideoconferenza, l’accesso a infrastrutture di calcolo e archiviazione (Grid) oltre alla Federazione IDEM di infrastrutture di autenticazione e autorizzazione, utilizzate per l’ elaborazione di grandi quantita’ di dati.
Di questi nuovi servizi si avvantaggera’ tutta la comunita’ della ricerca biomedica nazionale, per una grande e duplice possibilita’: da una parte ‘mettere in rete’ qualunque tipo di dati medico-sanitari; dall’altra, la possibilita’ per tutti di accedervi, come pure quella di accedere in tempo reale ai risultati della ricerca internazionale.
Alla rete GARR sono attualmente collegate 400 sedi per un totale di oltre 2 milioni di utenti finali, fra cui, oltre agli IRCCS, CNR, ENEA, INGV, INFN e ASI.
Articoli Correlati
Sanità elettronica: sperimentazione della ricetta on-line in Campania e Piemonte
Articolo tratto da ICT4Health
In Piemonte e in Campania, con l’arrivo del 2010, parte in via sperimentale per sei mesi un progetto che prevede la possibilità per i farmacisti di prendere carico on line delle ricette dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta.
Sarà sufficiente che il medico compili la ricetta sul suo computer e la invii alla rete al ministero della salute: a questo punto sarà pronta per essere letta dal farmacista, che quando il paziente si presenterà con la propria tessera sanitaria si collegherà al sito del ministero e, previa verifica della prescrizione, consegnerà le medicine.
In questo modo i pazienti potranno evitare di recarsi negli studi dei medici e di fare estenuanti code; qualora fossero presenti per una visita, potranno comunque avere copia cartacea della prescrizione. Il progetto è stato realizzato da Sogei, la società di information technology del ministero dell’economia e delle finanze che ha sviluppato il software necessario ad avviare la nuova rivoluzione da consegnare ai professionisti. Oltre al servizio reso al paziente, l’obiettivo del ministero è ovviamente il controllo della spesa farmaceutica e il risparmio della carta.
Articoli Correlati
Sanità elettronica: sempre più presente nell'agenda della Comunità Europea
Articolo tratto da ICT4Health.
La sanità elettronica riceve sempre più impulso da parte degli Organismi dell’Unione Europea, mentre si moltiplicano i progetti che puntano ad accelerare la crescita del mercato, a promuovere l’interoperabilità e ad abbattere le barriere legali ed amministrative ancora presenti.
All’interno degli organismi UE, il nostro Paese sta contribuendo alla definizione dei meccanismi e delle logiche alla base dello sviluppo e dell’integrazione dei vari servizi sanitari nazionali. Secondo quanto dichiarato il 2 dicembre a Bruxelles – in occasione del Consiglio dei Ministri della salute dell’Unione Europea – dal viceministro per la salute, Ferruccio Fazio, «la Sanità elettronica è uno dei punti cruciali intesi a garantire il controllo delle prestazioni sul territorio, sia dei medici di medicina generale, sia delle strutture ospedaliere».
Proprio in riferimento a quanto fino adesso è stato fatto a livello europeo in tema di e-Health, all’inizio di ottobre è stata presentata dalla Commissione Europea una relazione aggiornata sulle iniziative comunitarie nel settore. In prima battuta, è emerso che la maggior parte delle iniziative programmate è stata avviata e che le scadenze e gli step sono stati rispettati. I progetti che rientrano negli interventi comunitari di e-Health hanno come obiettivo primario l’interoperabilità dei dati tra le 27 nazioni che compongono l’Unione Europea. La Commissione Europea continua a porre particolare enfasi sulla necessità di creare una maggiore disponibilità economica, nonostante la crisi, in misura tale da consentire un maggiore sviluppo dell’e-Health e, di conseguenza, anche un’apprezzabile crescita del mercato, che è stato incluso tra i settori chiave della crescita comunitaria (insieme a tessile protettivo, edilizia sostenibile, riciclaggio dei rifiuti, produzione biologica ed energie rinnovabili).
Tra le principali iniziative spiccano la definizione di linee guida sull’interoperabilità transnazionale, in vista dell’adozione del Fascicolo Sanitario Elettronico, a cui è legato a doppio giro il Progetto EPSOS (Smart Open Service for European Patients), che punta a sviluppare l’interoperabilità delle cartelle e delle prestazioni cliniche elettroniche; lo sviluppo della Rete Calliope (Call for Interoperable eHealth services in Europe), che consentirà di mettere a disposizione dell’intero settore sanitario europeo i risultati del progetto pilota SOS (Smart Open Service) che punta a garantire la compatibilità delle informazioni mediche in formato elettronico indipendentemente dalla lingua o dalla tecnologia utilizzata; il progetto “Good Health for All”, che ha l’obiettivo di rendere l’Europa più sana e più competitiva attraverso la condivisione delle responsabilità per la salute tra cittadini, Governi ed istituzioni UE.
Articoli Correlati
I documenti clinico sanitari verso la dematerializzazione: lo scenario italiano in uno studio dell’Osservatorio ICT in Sanità del Politecnico di Milano
Da ICT4Health.
Realisticamente parlando, nella Sanità è ancora troppo presto ipotizzare che i progetti di dematerializzazione possano abilitare scenari che prevedono la totale scomparsa dei documenti cartacei dalle strutture sanitarie, soprattutto in orizzonti temporali di breve periodo. Un’analisi corretta della diffusione di tali soluzione deve partire innanzitutto da una visione realistica del fenomeno.
Da questa considerazione prende le mosse la Ricerca dell’Osservatorio ICT in Sanità, “La Dematerializzazione in Sanità: dai documenti ai processi”, condotta sulle Direzioni ICT di 118 strutture sanitarie italiane, pubbliche e private. Emerge che il livello di diffusione delle soluzioni è ancora nelle prime fasi di sviluppo: circa un quarto del campione della ricerca non ha ancora deciso di investire, il 30% ha avviato dei progetti pilota, mentre più del 40% di aziende sanitarie (soprattutto aziende di grandi dimensioni, come confermato dalle interviste ai Chief Information Officer) sta già affrontando la tematica in ottica operativa, sull’intero ambito aziendale e con diversi livelli di estensione.
In particolare la dematerializzazione dei documenti è stata prevalentemente condotta in ambito clinico-sanitario piuttosto che in quello amministrativo per la presenza di sistemi, prevalentemente diagnostici, predisposti per la produzione di referti e immagini già originariamente in forma digitale. Dall’approfondimento condotto e dai dati rilevati sugli investimenti programmati si evince che la diffusione della dematerializzazione in questo ambito è destinata ad aumentare nell’immediato futuro.
Per avere una fotografia più precisa dello stato di diffusione e di maturità nelle aziende sanitarie nel rispetto delle indicazioni normative, le diverse realtà del campione di riferimento sono state mappate su una scala che comprende quattro stadi evolutivi, ricavati da un’analisi dei casi di maggior successo, che considerano:
– presenza di un workflow automatizzato;
– modalità di firma dei documenti;
– effettuazione dell’archiviazione sostitutiva a norma;
– modalità di esibizione a norma dei documenti informatici.
In seconda battuta sono state prese cinque macro aree funzionali ed è stato chiesto ai CIO di segnalare il livello di dematerializzazione in esse raggiunto: accoglienza e dimissione; diagnosi (radiologia e in generale tutte le diagnostiche per immagini, i servizi laboratoristici, ecc); cura; ciclo amministrativo e finanziario; ciclo logistico commerciale.
Emerge che nell’area funzionale della diagnosi la Dematerializzazione ha raggiunto livelli di completezza maggiori, e in particolare nei laboratori e dalla radiologia. In media infatti in quest’area il 71% del campione utilizza applicazioni che permettono di produrre l’output finale del processo (lastre, referto, diagrammi ecc.) in forma elettronica/digitale, il 52% prevede l’applicazione della firma digitale sui documenti informatici prodotti; il 32% circa effettua la conservazione sostitutiva dei documenti prodotti; il 20% dei casi dichiara di realizzare il processo di esibizione nel rispetto del quadro normativo attualmente in vigore.
Per quanto riguarda invece tutte le aree legate alla Dematerializzazione di documenti amministrativi, le aziende, pur essendo dotate (o in fase di dotazione) di sistemi gestionali che permetterebbero la gestione digitale delle pratiche in ottica di workflow non hanno ancora avviato un vero e proprio processo, se non per tipologie limitate di documenti amministrativi. Se è vero che dematerializzare in ambito sanitario abilita potenziali vantaggi molto più rilevanti rispetto alla sfera amministrativa, è altrettanto vero che quest’ultima area non deve essere dimenticata, soprattutto se si considerano gli obiettivi fissati dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione che puntano a una gestione dei pagamenti sempre più digitale.
Articoli Correlati
I costi della banda larga mancata
Artcolo tratto da saperi.forumpa.it.
Intervista a Francesco Sacco manager director di EntER – Centre for research on Entrepreneurship and Entrepreneurs e professore dell’università Bocconi.
I benefici degli investimenti in infrastrutture a banda larga – come dimostrato dalle ricerche – non sono limitati al settore delle telecomunicazioni e determinano esternalità positive. Gli effetti non “lineari” e fortemente influenzati dal contesto tecnologico di sfondo degli investimenti in telecomunicazioni – sottolinea il professor Francesco Sacco – sono maggiori e sempre più positivi laddove la diffusione della tecnologia raggiunge la massa critica, a mò di servizio universale.
Tra le analisi sul tema quella di Ford & Koutsky studia l’impatto del broadband sullo sviluppo economico – derivante da ingenti investimenti in BroadBand (principalmente fibra) – di Lake County, una piccola comunità della Florida. Confrontando Lake County con comunità simili per molteplici caratteristiche e per la medesima situazione economica iniziale, gli autori hanno stimato una crescita pari al doppio del tasso delle contee appartenenti al gruppo di controllo.
Altre ricerche realizzate sempre negli Stati Uniti hanno dimostrato come l’impatto del broadband generi una rapida crescita in vero settori:
- Occupazione (+1,5%)
- Salari (impatto positivo ma non statisticamente misurabile)
- Crescita del numero di attività economiche (+0,5%)
- Crescita di attività economiche nel settore IT (+0,5%)
- Aumento del valore degli immobili
Questi dati sono confermati anche da ricerche condotte in Europa e in altri Paesi, con una certa omogeneità dei riscontri:
- Il broadband e l’ultrabroadband hanno un impatto positivo sull’economia
- L’impatto è più forte dove l’ecosistema ICT è più forte
- Se l’innovazione accelera, l’impatto aumenta
- L’impatto cambia quando cambia la base degli utenti
- Stimoli alla domanda
- Transizione demografica
La situazione italiana
Alla luce di questo scenario, la situazione italiana appare ancora più drammatica anche se il dato comunque positivo è che, a proposito degli 800 milioni stanziati per l’abbattimento del digital divide e poi congelati, c’è stato un forte movimento di protesta online e sulla stampa. Come a dire, bastonati ma vivi. “Sarei comunque ottimista: il dibattito scatenato intorno a quest’annuncio è tale da non poter ignorato e sono sicuro che qualcosa accadrà presto“, aggiunge il professore. E se l’uscita dal limbo dell’indeterminazione è un fatto confortante, non sono, però, chiare le mosse future né la strategia di sviluppo delle infrastrutture a banda larga. Sul tema si sono levate opinioni in controtendenza, come quelle che si chiedono come mai le aziende ICT non siano in grado di competere proponendo piani di sviluppo che non poggino sull’aiuto dello Stato. <<In realtà è una somma di problemi – afferma il professor Sacco – quando parliamo di network facciamo riferimento a investimenti di entità molto importanti, ma l’Italia è un paese di “straccioni”>>.
Il secondo tema cruciale è di carattere regolamentare: chi investe tanti soldi, vuole farlo in un clima di chiarezza per quanto riguarda le regole. Deve calcolare i suoi ritorni sugli investimenti e poterlo fare in un arco temporale molto ampio, parliamo di almeno 20 anni. In questo momento le regole non sono chiare né a livello europeo né a quello italiano. “Il punto è – riprende Sacco – che non si sa se e a quali condizioni dare accesso all’infrastruttura in fibra anche ai concorrenti dell’ex monopolista. Questi non sono aspetti marginali e anzi aprono molto il tema poiché prima di mettere sul tavolo 10 miliardi bisogna farlo all’interno di regole chiare”.
L’altro problema è che ci sono diversi modi per realizzare la rete, ma tutti prevedono il riutilizzo dell’infrastruttura Telecom Italia, soprattutto il famigerato ultimo miglio. Inoltre, circa il 60-70% dei costi di infrastrutturazione riguardano opere civili e in parte possono essere abbattuti riutilizzando i cavidotti di Telcom Italia e realizzando i lavori assieme alle opere civili. La collaborazione della pubblica amministrazione è fondamentale per abbattere i costi. La rete a banda larga di MetroWeb, ad esempio, è stata fatta parallelamente al rifacimento dell’illuminazione stradale di Milano, razionalizzando l’investimento e abbattendone i costi.
Ipotizzando l’immediata disponibilità dei fondi previsti nel piano per lo sviluppo della banda larga del viceministro dello Sviluppo, Paolo Romani, il cosiddetto Piano Romani, non sarebbe comunque chiaro come investirli e secondo quale strategia. Il rischio di ritrovarsi tempestati dalle ennesime macchie di leopardo è, quindi, consistente. Il professor Sacco ipotizza per l’Italia uno scenario simile a quello della Svezia: una sorta di patchwork con alcune aree maggiori cablate e altre raggiunte con tecnologie diverse. “In Italia saranno le amministrazioni locali a provvedere: regioni, province, comuni”. Il punto è che, spesso, in queste realtà locali atomizzate manca l’alfabetizzazione necessaria a poter comporre una pianificazione lungimirante e fondata sulla conoscenza della materia.
Riguardo all’annuncio di Brunetta di rendere disponibili per tutti 2 Mega di banda per la navigazione, il professore commenta pragmaticamente: “se parliamo di posti remoti meglio 2 Mb che niente, con questa banda è comunque possibile fare ip-television e video conferenze”
Ma se questa è la soglia-obiettivo minima, in un contesto mondiale dove ci sono popolazioni che hanno una disponibilità di banda di 100 Mb come il Giappone, come è possibile reperire i fondi per fare di più?
“La Cassa Depositi e Prestiti ha soldi da investire in questo campo, così come le fondazioni bancarie. E’ importante però che ci sia chiarezza sulla natura e le caratteristiche con cui si realizzerà la rete. E’ un tema estremante caldo anche perché l’impatto sull’economia italiana sarà notevole. I soldi sono pochi, ma se li investiamo in infrastrutture totalmente inutili (per chi? n.d.r.) come il Ponte sullo Stretto di Messina, stiamo facendo un errore drammatico perché al di là delle nostre scelte politiche c’è un elemento incontrovertibile: che ci piaccia o no dobbiamo confrontarci con realtà come la Corea la Finlandia, la Svezia che stanno puntando e hanno quasi raggiunto il 100% della copertura della popolazione. In questi Paesi il tasso di utilizzo del broadband è enorme, quotidiano e per tutta la popolazione.
Noi dovremmo competere, o quantomeno essere in grado di comunicare con loro”.
Insomma è una deriva dei continenti postmoderna e digitale, due i mondi che si aprono e si allontanano: uno in cui le informazioni e le transazioni viaggeranno a velocità esponenziale, l’altro condannato a rincorre e ad ingoiare polvere binaria.
Noi, non contenti di chiudere il gruppo degli inseguitori dei grandi player economici, non sembriamo affannarci più di tanto, convinti che, alla peggio, per unire questi mondi basterà un ponte, non digitale ma sullo stretto di Messina.
Articoli Correlati
Alec 2010 "Artic Light e-He@lth Conference"
Per gli interessati:
- 3 February 2010 – 5 February 2010 Lulea, Sweden
Demand on healthcare systems is on the rise, in light of demographic change, increased citizen mobility in Europe and the rising expectations of patients. As resources remain limited, now is the opportunity to develop new distance spanning services and technologies that will enhance quality and render the management and provision of our services more efficient and more accessible. ALEC 2010 offers peer to peer learning – participants will hear from other European regions why they should work with e-health, how they can develop and implement e-health policies, what challenges they can expect to face and how e-health can contribute to improving the quality and efficiency of services.
Contact: mariamagdalena.holmgren@nll.se
See also: ICT for Health