La sicurezza della rete in mano a sette persone

Da un comunicato dell’ICANN:

Se un giorno la rete fosse messa a repentaglio da un qualche disastro, sette persone avranno l’autorità e la possibilità di ripristinarne il funzionamento ritrovandosi e ricomponendo la chiave ultima di sicurezza per l’indirizzario fondamentale su cui l’intera rete si regge.
I nomi sono i seguenti:

* Paul Kane, Regno Unito
* Bevil Wooding, Trinidad e Tobago
* Norm Ritchie, Canada
* Moussa Guebre, Burkina Faso
* Jiankang Yao, Cina
* Ondrej Sury, Repubblica Ceca
* Dan Kaminsky, Stati Uniti d’America, già noto per precedenti scoperte relative alle vulnerabilità del sistema DNS

Sono i sette “Trusted Community Representatives” che avranno la responsabilità di custodire differenti porzioni del codice “Recovery Key” utilizzato pe rl’autenticazione nella Root Zone.
In caso di disastro i sette si ritroveranno negli Stati Uniti in una località segreta ed avranno il compito di autorizzare il riavvio dei server per il ripristino della situazione.

Sviluppato in collaborazione con l’azienda specialista del settore VeriSign e il Dipartimento Usa del Commercio, il sistema “Domain Name System Security Extensions” (DNSSEC) assegna un codice segreto e specifico per ogni indirizzo internet, consentendo ai siti di essere subito identificati in modo da assicurare la loro legittimità.
Impedisce, inoltre, l’esistenza di siti simili a quelli già esistenti che spingono gli utenti a scaricare virus o a rendere noti i propri dati personali.
Tutto si basa sull’adozione di questo nuovo Protocollo che consente di controllare l’affidabilità delle informazioni fornite dai sistemi DNS segnalando eventuali intromissioni e movimenti sospetti. Nel caso di un maxi attacco cibernetico, il sistema lancia un allarme, cui potrebbe seguire un blackout totale provocato dall’esterno, oppure una interruzione momentanea decisa a tavolino per evitare danni peggiori.
A margine della presentazione di questo nuovo Protocollo nella conferenza sulla sicurezza che si è tenuta a Las Vegas, Rod Beckstrom, direttore dell’ICANN, ha dichiarato che si tratta di “rivoluzione storica” visto che va a migliorare l’uso del computer e della navigazione internet.
L’esperto di sicurezza Dan Kaminsky ha anche illustrato altre particolarità del sistema, specie quelle per proteggere da attacchi di phishing.
I motori di ricerca come Google, per esempio, potrebbero essere in grado di garantire che la pagina di identificazione di una banca online sia davvero autentica o solo un falso.
Dan Kaminsky ha commentato che quanto un cliente riceve una Mail da una banca deve essere sicuro che si tratti di una comunicazione reale e non di una trappola montata ad arte da criminali informatici.
Il protocollo sviluppato dall’ICANN “è uno strumento utile e necessario” per assicurare che anche truffe del genere non accadano più.

Per maggiori informazioni, visitare il sito dell’ICANN

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Linee guida per i siti web della pubblica amministrazione

Direttamente dal sito innovazionepa.gov.it:

Online le Linee guida per i siti web delle pubbliche amministrazioni. Il loro obiettivo è quello di suggerire criteri e strumenti utili alla razionalizzazione dei contenuti online, riducendo al tempo stesso il numero dei siti web pubblici ormai obsoleti. Tra gli obiettivi di una PA di qualità vi è infatti anche l’esigenza di fornire tramite web informazioni corrette, puntuali e sempre aggiornate nonché di erogare servizi sempre più fruibili a cittadini e imprese.

Il documento da un lato illustra i principi criteri generali per accompagnare le pubbliche amministrazioni nell’attuazione degli indirizzi contenuti nella Direttiva Brunetta n. 8 del 2009 (descrivendo gli interventi da realizzare ai fini del miglioramento della qualità del web), dall’altro definisce le modalità e i passi necessari per l’iscrizione al dominio “.gov.it” (che garantisce la natura pubblica dell’informazione e l’appartenenza di un sito a una pubblica amministrazione). Vengono altresì affrontati possibili percorsi operativi e le relative azioni che una pubblica amministrazione può intraprendere nel caso in cui gli interventi da porre in essere riguardino, ad esempio, la riduzione dei siti web e la razionalizzazione dei contenuti online. Una particolare attenzione è stata prestata nella definizione di una mappa di contenuti minimi che per legge i siti web istituzionali devono includere, di fatto semplificando il rispetto dei diversi adempimenti vigenti. Oltre a un inquadramento generale sui criteri e sugli strumenti per il trattamento dei dati e della documentazione pubblica, le Linee guida forniscono i principi generali per le pubbliche amministrazioni che vorranno confrontarsi su temi innovativi quali la customer satisfaction, le rilevazioni di qualità attraverso il benchmark tra amministrazioni, il confronto e l’interazione dei cittadini. Completano il documento una serie di approfondite appendici tecniche.

Le Linee guida per i siti web delle PA si collocano a pieno titolo nell’ambito delle iniziative di innovazione delle amministrazioni pubbliche promosse dal Ministro Renato Brunetta per realizzare un rapporto aperto e trasparente con i propri clienti e avviano, per la prima volta in Italia, un processo di “miglioramento continuo” della qualità dei siti web pubblici. Coerentemente con il dettato stessa della Direttiva Brunetta n. 8/2009, saranno aggiornate con cadenza almeno annuale e corredate da vademecum di approfondimento. In questo modo forniranno con continuità alle pubbliche amministrazioni i criteri guida sulle modalità di razionalizzazione, dismissione, gestione, sviluppo e diffusione dei loro siti web, tenendo anche conto degli avanzamenti e dei progressi tecnico-normativi in materia.

Il documento, elaborato in via preliminare da un gruppo di lavoro interno (composto da esperti del Dipartimento della Funzione Pubblica, del Dipartimento Digitalizzazione e Innovazione tecnologica, di DigitPA e di FormezPA) è stato successivamente pubblicato online nell’aprile di quest’anno per una consultazione telematica durata due mesi e che ha registrato circa 17.000 accessi alle diverse sezioni del forum di discussione. I cittadini, le pubbliche amministrazioni, le associazioni di categoria e i fornitori ICT hanno così potuto esprimere liberamente la loro opinione sui principali contenuti e temi trattati. I riscontri e le indicazioni pervenuti durante questa fase di condivisione e confronto sono stati poi utilizzati in sede di revisione del documento iniziale.

Qui le linee guida.

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Evento ISH

Un evento interessante che merita la giusta pubblicità.

Da forumhealthcare.it.

Nel comparto sanitario le piattaforme tecnologiche, le reti e le infrastrutture, i processi e i servizi sono in continua evoluzione grazie all’innovazione in grado di permeare sempre più rapidamente i modelli organizzativi. La diffusione delle tecnologie informatiche costituisce una naturale leva di trasformazione e miglioramento per la realizzazione di un modello di sanità omogeneo, di forte qualità e sostenibile sotto il profilo economico e organizzativo. All’impiego diffuso delle nuove tecnologie corrisponde però un incremento di rischi e minacce connessi alla stessa gestione telematica dei flussi di dati in un ambito complesso quale quello sanitario: l’immaterialità delle informazioni, la facilità con cui possono essere consultate, duplicate, modificate o addirittura distrutte crea situazioni in cui, nonostante le misure di protezione, si apre una serie di nuovi interrogativi etici e giuridici.

In questo contesto nasce il convegno ISH che, grazie alla costituzione di un Comitato Consultivo che vede riuniti i principali opinion leader del settore di riferimento, si propone di favorire l’incontro fra le diverse realtà che ne compongono il tessuto, instaurando quel collegamento indispensabile tra i più importanti player del mercato e gli operatori sanitari. Il focus specifico verso le tecnologie, l’informatica e l’innovazione nel mondo sanitario italiano, fa del convegno ISH un appuntamento imperdibile per chi, operando in un settore che attraversa un periodo di fortissima evoluzione e trasformazione, deve essere continuamente informato e documentato sulle nuove opportunità offerte dal mercato.

I destinatari del progetto sono: Operatori sanitari dei Sistemi Informativi, Direzione del Personale, Organizzazione, Ufficio Legale, Security Manager, Direzione Sanitaria, Aziende produttrici di hardware e software, Consulenti.

La mostra convegno si terrà in data 30 novembre 2010 all’AtaHotel di Villa Pamphili

Il comitato scientifico sarà composto da:

Piero Giovanni Caporale – Sicurezza Organizzativa e Gestionale Settore ICT – CNIPA, Isabella Corradini – Centro Themis Crime, Mauro Cosmi – Value Team S.p.A, Fabio Di Resta – Consulente legale privacy e ISO 27001 ICT Security Auditor, ricopre l’incarico di consulente legale presso multinazionali del settore ICT e bancario, Elena Ferrari – Docente del Dipartimento di Informatica e Comunicazione dell’Università dell’Insubria, Luisa Franchina – Direttore Generale del Nucleo Operativo NBCR, Dipartimento Protezione Civile, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Pierfrancesco Ghedini – Direttore Dipartimento Tecnologie dell’Informazione e Biomediche – Azienda USL di Modena – in qualità di  AISIS (Associazione Italiana Sistemi Informativi in Sanità),Andrea Lisi – Professore a contratto di Informatica Giuridica – Scuola Professioni Legali, Facoltà Giurisprudenza – Università del Salento, Presidente di ANORC (Associazione NazionaleOperatori e Responsabili della Conservazione Sostitutiva), Coordinatore del Digital&Law Department Studio Legale Lisi, Studio Associato D&L – Business&Legal Consultancy, ICT &International Trade, Executive Management SCiNT – Study&Research Centre, Giovanni Manca – Responsabile Sicurezza DigitPA (ex CNIPA), Baldo Meo – Responsabile Comunicazione  Garante per la protezione dei dati personali, Elio Molteni – Presidente AIPSI, ISSA Italian Chapter, Alessandro Musumeci – Direttore Centrale Sistemi Informativi (DCSI), Ferrovie dello Stato, Massimo F. Penco – Presidente Associazione Cittadini di Internet, Membro del Antiphishing Working Group, Vice presidente Gruppo Comodo, Andrea Rigoni – Senior Advisor presso Booz & Company, Giuseppe Russo – Chief Technology Officer, Sun Microsystems Italia, Roberto Setola – Docente e Direttore del Laboratorio Sistemi Complessi e Sicurezza – Università CAMPUS Bio-Medico di Roma, Domenico Vulpiani – Dirigente Generale Polizia di Stato – Consigliere Ministeriale.

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Progetto R@DHOME: Sperimentazione in Piemonte

Il progetto sperimentale di radiologia domiciliare della Regione Piemonte si estende nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, sul territorio delle Valli Orco e Soana, dove la Regione Piemonte ha realizzato una rete a banda larga senza cavi per ridurre il cosiddetto “divario digitale”

Obiettivo: garantire assistenza radiologica a domicilio a persone anziane, disabili o comunque in condizioni tali per cui il trasporto in Ospedale sarebbe difficoltoso sia per i pazienti che per gli operatori.

Dallo scorso marzo, ogni quindici giorni, all’interno della Casa di Riposo Vernetti di Locana è attivo un ambulatorio di radiologia, costituito da una stazione operativa mobile su vettura Fiat Doblò.

l termine della sperimentazione sarà possibile quantificare, da un lato, il risparmio ottenibile sui costi a carico del SSN e dall’altro di valutare i vantaggi sociali e umani che traggono i pazienti e le loro famiglie.

Per maggiori dettagli sul progetto e le tecnologie impiegate si consiglia di visitarne il sito.

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La distribuzione più insicura del pianeta? Ovviamente una distribuzione linux!!!

Da Tuxjournal.

Quando si installa sul proprio PC l’ultima distribuzione uscita sul mercato ci si aspetta che pacchetti aggiornati, dunque sicura e lontana da possibili bug che potrebbero comprometterne il corretto utilizzo. Damn Vulnerable Linux (DVL) segue invece la filosofia opposta: offrire agli utenti/studenti una distribuzione più buggata che mai, con software non proprio aggiornato, “exploitabile” e mal configurato.

La distribuzione, sviluppata da un professore universitario di informatica tedesco, è nata essenzialmente per far capire agli studenti dei corsi di sicurezza del software come rendere sicuro un software oppure trattare temi delicati come il code engineering, i buffer overflow, sviluppo di shellcode, SQL injection e chi più ne ha, più ne metta. Disponibile come live CD grazie ad una ISO da ben 1.8GB, tra la dotazione software segnaliamo Apache, MySQL, PHP, FTP, SSH (ovviamente pieni di bug e configurazioni “da urlo”) e molti altri strumenti come GCC, GDB, NASM, strace, ELF Shell, DDD, LDasm, LIDa, etc. Tutti gli interessati possono scaricare la ISO da questo indirizzo.

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USN-957-2: Firefox and Xulrunner vulnerability

Referenced CVEs: 
CVE-2010-2755

Description: 
===========================================================
Ubuntu Security Notice USN-957-2 July 26, 2010
firefox, firefox-3.0, xulrunner-1.9.2 vulnerability
CVE-2010-2755
===========================================================

A security issue affects the following Ubuntu releases:

Ubuntu 8.04 LTS
Ubuntu 10.04 LTS

This advisory also applies to the corresponding versions of
Kubuntu, Edubuntu, and Xubuntu.

The problem can be corrected by upgrading your system to the
following package versions:

Ubuntu 8.04 LTS:
firefox-3.0 3.6.8+build1+nobinonly-0ubuntu0.8.04.1
xulrunner-1.9.2 1.9.2.8+build1+nobinonly-0ubuntu0.8.04.1

Ubuntu 10.04 LTS:
abrowser 3.6.8+build1+nobinonly-0ubuntu0.10.04.1
firefox 3.6.8+build1+nobinonly-0ubuntu0.10.04.1
xulrunner-1.9.2 1.9.2.8+build1+nobinonly-0ubuntu0.10.04.1

After a standard system update you need to restart Firefox to make all the
necessary changes.

Details follow:

USN-957-1 fixed vulnerabilities in Firefox and Xulrunner. Daniel Holbert
discovered that the fix for CVE-2010-1214 introduced a regression which did
not properly initialize a plugin pointer. If a user were tricked into
viewing a malicious site, a remote attacker could use this to crash the
browser or run arbitrary code as the user invoking the program.
(CVE-2010-2755)

This update fixes the problem.

Original advisory details:

Several flaws were discovered in the browser engine of Firefox. If a user
were tricked into viewing a malicious site, a remote attacker could use
this to crash the browser or possibly run arbitrary code as the user
invoking the program. (CVE-2010-1208, CVE-2010-1209, CVE-2010-1211,
CVE-2010-1212)

An integer overflow was discovered in how Firefox processed plugin
parameters. An attacker could exploit this to crash the browser or possibly
run arbitrary code as the user invoking the program. (CVE-2010-1214)

A flaw was discovered in the Firefox JavaScript engine. If a user were
tricked into viewing a malicious site, a remote attacker code execute
arbitrary JavaScript with chrome privileges. (CVE-2010-1215)

An integer overflow was discovered in how Firefox processed CSS values. An
attacker could exploit this to crash the browser or possibly run arbitrary
code as the user invoking the program. (CVE-2010-2752)

An integer overflow was discovered in how Firefox interpreted the XUL
element. If a user were tricked into viewing a malicious site, a
remote attacker could use this to crash the browser or possibly run
arbitrary code as the user invoking the program. (CVE-2010-2753)

Aki Helin discovered that libpng did not properly handle certain malformed
PNG images. If a user were tricked into opening a crafted PNG file, an
attacker could cause a denial of service or possibly execute arbitrary code
with the privileges of the user invoking the program. (CVE-2010-1205)

Yosuke Hasegawa and Vladimir Vukicevic discovered that the same-origin
check in Firefox could be bypassed by utilizing the importScripts Web
Worker method. If a user were tricked into viewing a malicious website, an
attacker could exploit this to read data from other domains.
(CVE-2010-1213, CVE-2010-1207)

O. Andersen that Firefox did not properly map undefined positions within
certain 8 bit encodings. An attacker could utilize this to perform
cross-site scripting attacks. (CVE-2010-1210)

Michal Zalewski discovered flaws in how Firefox processed the HTTP 204 (no
content) code. An attacker could exploit this to spoof the location bar,
such as in a phishing attack. (CVE-2010-1206)

Jordi Chancel discovered that Firefox did not properly handle when a server
responds to an HTTPS request with plaintext and then processes JavaScript
history events. An attacker could exploit this to spoof the location bar,
such as in a phishing attack. (CVE-2010-2751)

Chris Evans discovered that Firefox did not properly process improper CSS
selectors. If a user were tricked into viewing a malicious website, an
attacker could exploit this to read data from other domains.
(CVE-2010-0654)

Soroush Dalili discovered that Firefox did not properly handle script error
output. An attacker could use this to access URL parameters from other
domains. (CVE-2010-2754)

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USN-964-1: Likewise Open vulnerability

Referenced CVEs: 
CVE-2010-0833

Description: 
===========================================================
Ubuntu Security Notice USN-964-1 July 26, 2010
likewise-open vulnerability
CVE-2010-0833
===========================================================

A security issue affects the following Ubuntu releases:

Ubuntu 10.04 LTS

This advisory also applies to the corresponding versions of
Kubuntu, Edubuntu, and Xubuntu.

The problem can be corrected by upgrading your system to the
following package versions:

Ubuntu 10.04 LTS:
likewise-open5-lsass 5.4.0.42111-2ubuntu1.1

In general, a standard system update will make all the necessary changes.

Details follow:

Matt Weatherford discovered that Likewise Open did not correctly check
password expiration for the local-provider account. A local attacker could
exploit this to log into a system they would otherwise not have access to.

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USN-958-1: Thunderbird vulnerabilities

Referenced CVEs: 
CVE-2010-0654, CVE-2010-1205, CVE-2010-1211, CVE-2010-1212, CVE-2010-1213, CVE-2010-2752, CVE-2010-2753, CVE-2010-2754

Description: 
===========================================================
Ubuntu Security Notice USN-958-1 July 26, 2010
thunderbird vulnerabilities
CVE-2010-0654, CVE-2010-1205, CVE-2010-1211, CVE-2010-1212,
CVE-2010-1213, CVE-2010-2752, CVE-2010-2753, CVE-2010-2754
===========================================================

A security issue affects the following Ubuntu releases:

Ubuntu 10.04 LTS

This advisory also applies to the corresponding versions of
Kubuntu, Edubuntu, and Xubuntu.

The problem can be corrected by upgrading your system to the
following package versions:

Ubuntu 10.04 LTS:
thunderbird 3.0.6+build2+nobinonly-0ubuntu0.10.04.1

After a standard system update you need to restart Thunderbird to make
all the necessary changes.

Details follow:

Several flaws were discovered in the browser engine of Thunderbird. If a
user were tricked into viewing malicious content, a remote attacker could
use this to crash Thunderbird or possibly run arbitrary code as the user
invoking the program. (CVE-2010-1211, CVE-2010-1212)

An integer overflow was discovered in how Thunderbird processed CSS values.
An attacker could exploit this to crash Thunderbird or possibly run
arbitrary code as the user invoking the program. (CVE-2010-2752)

An integer overflow was discovered in how Thunderbird interpreted the XUL
element. If a user were tricked into viewing malicious content, a remote
attacker could use this to crash Thunderbird or possibly run arbitrary code
as the user invoking the program. (CVE-2010-2753)

Aki Helin discovered that libpng did not properly handle certain malformed
PNG images. If a user were tricked into opening a crafted PNG file, an
attacker could cause a denial of service or possibly execute arbitrary code
with the privileges of the user invoking the program. (CVE-2010-1205)

Yosuke Hasegawa discovered that the same-origin check in Thunderbird could
be bypassed by utilizing the importScripts Web Worker method. If a user
were tricked into viewing malicious content, an attacker could exploit this
to read data from other domains. (CVE-2010-1213)

Chris Evans discovered that Thunderbird did not properly process improper
CSS selectors. If a user were tricked into viewing malicious content, an
attacker could exploit this to read data from other domains.
(CVE-2010-0654)

Soroush Dalili discovered that Thunderbird did not properly handle script
error output. An attacker could use this to access URL parameters from
other domains. (CVE-2010-2754)

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USN-930-6: Firefox and Xulrunner vulnerability

Referenced CVEs: 
CVE-2010-2755

Description: 
===========================================================
Ubuntu Security Notice USN-930-6 July 26, 2010
firefox, firefox-3.0, xulrunner-1.9.2 vulnerability
CVE-2010-2755
===========================================================

A security issue affects the following Ubuntu releases:

Ubuntu 9.04
Ubuntu 9.10

This advisory also applies to the corresponding versions of
Kubuntu, Edubuntu, and Xubuntu.

The problem can be corrected by upgrading your system to the
following package versions:

Ubuntu 9.04:
abrowser 3.6.8+build1+nobinonly-0ubuntu0.9.04.1
firefox-3.0 3.6.8+build1+nobinonly-0ubuntu0.9.04.1
xulrunner-1.9.2 1.9.2.8+build1+nobinonly-0ubuntu0.9.04.1

Ubuntu 9.10:
abrowser 3.6.8+build1+nobinonly-0ubuntu0.9.10.1
firefox-3.5 3.6.8+build1+nobinonly-0ubuntu0.9.10.1
xulrunner-1.9.2 1.9.2.8+build1+nobinonly-0ubuntu0.9.10.1

After a standard system upgrade you need to restart Firefox and any
applications that use Xulrunner to effect the necessary changes.

Details follow:

USN-957-1 fixed vulnerabilities in Firefox and Xulrunner. Daniel Holbert
discovered that the fix for CVE-2010-1214 introduced a regression which did
not properly initialize a plugin pointer. If a user were tricked into
viewing a malicious site, a remote attacker could use this to crash the
browser or run arbitrary code as the user invoking the program.
(CVE-2010-2755)

This update fixes the problem.

Original advisory details:

If was discovered that Firefox could be made to access freed memory. If a
user were tricked into viewing a malicious site, a remote attacker could
cause a denial of service or possibly execute arbitrary code with the
privileges of the user invoking the program. This issue only affected
Ubuntu 8.04 LTS. (CVE-2010-1121)

Several flaws were discovered in the browser engine of Firefox. If a
user were tricked into viewing a malicious site, a remote attacker could
cause a denial of service or possibly execute arbitrary code with the
privileges of the user invoking the program. (CVE-2010-1200, CVE-2010-1201,
CVE-2010-1202, CVE-2010-1203)

A flaw was discovered in the way plugin instances interacted. An attacker
could potentially exploit this and use one plugin to access freed memory from a
second plugin to execute arbitrary code with the privileges of the user
invoking the program. (CVE-2010-1198)

An integer overflow was discovered in Firefox. If a user were tricked into
viewing a malicious site, an attacker could overflow a buffer and cause a
denial of service or possibly execute arbitrary code with the privileges of
the user invoking the program. (CVE-2010-1196)

Martin Barbella discovered an integer overflow in an XSLT node sorting
routine. An attacker could exploit this to overflow a buffer and cause a
denial of service or possibly execute arbitrary code with the privileges of
the user invoking the program. (CVE-2010-1199)

Michal Zalewski discovered that the focus behavior of Firefox could be
subverted. If a user were tricked into viewing a malicious site, a remote
attacker could use this to capture keystrokes. (CVE-2010-1125)

Ilja van Sprundel discovered that the ‘Content-Disposition: attachment’
HTTP header was ignored when ‘Content-Type: multipart’ was also present.
Under certain circumstances, this could potentially lead to cross-site
scripting attacks. (CVE-2010-1197)

Amit Klein discovered that Firefox did not seed its random number generator
often enough. An attacker could exploit this to identify and track users
across different web sites. (CVE-2008-5913)

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Accordo tra quindici nazioni per combattere il terrorismo informatico

Washington, 17 lug. – (Adnkronos/Washington Post) – Un impegno comune per combattere la minaccia del ciberterrorismo. E’ lo storico impegno assunto da un gruppo di 15 nazioni tra cui Stati Uniti, Cina e Russia, che per la prima volta hanno espresso la volonta’ comune di ridurre la loro capacita’ di minacciare le reti digitali di altri stati con attacchi ciberterroristici. L’accordo, spiega il Washington Post, e’ stato raggiunto questa settimana all’Onu, e prevede un maggior ruolo delle Nazioni Unite nella creazione delle norme di comportamento comuni nel ciberspazio e un aumento della cooperazione tra gli stati nell’elaborazione delle legislazioni nazionali e delle strategie di sicurezza informatica.

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