Un chip che imita le funzioni cerebrali

Notizia presa da www.ingegneri.info che ci sembra interessante.

Dal più autorevole centro di ricerca al mondo, il MIT (Massachussets Institute of Technology) giunge una scoperta che sembra venuta fuori da un film di fantascienza. Un team di ricercatori ha, infatti, messo a punto un chip che esegue il processo di plasticità, al pari dei neuroni del cervello umano. 

Il processo in questione è quello che si basa sulla capacità di adattamento dei neuroni alle nuove informazioni e che permette di apprenderle e memorizzarle.

Il chip realizzato è composto di 400 transistor che eseguono l’attività di una singola sinapsi del cervello. La sinapsi è esattamente lo spazio che intercorre tra un neurone e l’altro e che fa si che le informazioni passino tra loro. 

Questa ricerca, quindi, sarà utile ai neuroscienziati per realizzare in futuro protesi neurali, che possano sostituire organi danneggiati preposti all’apprendimento di informazioni.

I risultati estremi di una simile scoperta potrebbero essere delle macchine pensanti in forma analogica, proprio come gli esseri umani, se non in maniera più rapida e, viste le prime anticipazioni, anche vedenti. Infatti, i ricercatori affermano di voler realizzare delle retine artificiali.

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Rimuovere “Published by” da un articolo sul drupal 7.4

A volte il webmaster ha la necessità di non far apparire il campo "Published by" in un articolo su drupal.

Nel branch 6 era semplice (perchè più conosciuto). bastava andare in admin/build/themes/settings/global.

Con drupal 7 la funzione ha cambiato posto, secondo me anche in maniera più razionale. Ora si trova in structure > content type's > edit > show display setting's.

Buon lavoro.

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Rapporto Osservatorio Ict in Sanità

Da quanto emerso dai dati relativi all'ultimo studio effettuato dall'Osservatorio Ict in sanità del Politecnico di Milano, nel 2010 gli investimenti nell'informatica per il settore sanitario sono stati di circa 920 milioni di euro distribuiti sostanzialmente in maniera iniqua per il 79% nel Nord Italia, dove si registra una spesa ICT pro capite di 21 euro, contro i soli 9 euro per abitante nel Sud e nelle Isole. A differenza di quanto aspettato, ad investire maggiormente sono state le strutture pubbliche ( ASL e Aziende Ospedaliere) che generano anch'esse un impegno economico del 79% contro il 15% degli ospedali privati ed il 6% degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico.

Seguendo il trend sociale, anche in questo settore si allarga il divario tra chi spende poco e chi spende molto: sono infatti in aumento le strutture con budget riservati all' ICT di oltre 2,5 milioni, sia quelle con budget inferiori al milione.

Lo studio evidenzia comunque che il rapporto tra budget informatico e spesa complessiva aziendale si attesta su un valore medio di circa l'1%, decisamente modesto se confrontato con quello dei maggiori paesi europei. Tuttavia, secondo le stime presentate, gli investimenti si profilano in aumento almeno per i prossimi tre anni e dovrebbero dirigersi principalmente verso lo sviluppo inerente alla fatturazione elettronica (139%), il cloud computing (112%), la conservazione sostitutiva (112%) e, dato interessante e suggestivo, la medicina sul territorio unita con l'assistenza domiciliare (73%). Si fermano invece le spese rivolte alla gestione delle risorse umane e per i sistemi di business intelligence, per i quali si ritiene di aver già raggiunti sufficienti livelli di innovazione. Continueranno comunque ad avanzare anche ambiti ormai considerati strategici come la gestione amministrativa ma sopratutto la cartella clinica elettronica.

Ed è proprio questo ultimo elemento che dovrebbe essere eletto obbiettivo primario per la sanità italiana, considerando che in altri paesi come gli Stati Uniti è stato inserito tra i punti principali della radicale riforma sanitaria che è stata promessa al paese, dove l'anno scorso venivano considerato un dato negativo il fatto che solo l' 11% degli ospedali Statunitensi avesse implementato completamente un sistema di gestione clinica digitalizzato, prevedendo quindi un raggiungimento della distribuzione nella totalità del paese entro 5 anni.

Considerando i dati emersi a livello locale emerge un risultato interessante: Infatti è evidente che nelle regioni del nord, cioè dove la spesa per l' ICT è maggiore, in alcune regioni il servizio incontra il favore di pazienti (è il caso di Liguria, Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige) nonostante i costi comunque rilevanti, mentre nelle altre (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte) il rapporto qualità dei servizi/spesa pubblica sanitaria è accolto con ampio favore a dimostrazione di come l'innovazione informatica sia l'unica a consentire un' integrazione tra lo sviluppo aziendale e la riduzione della spesa economica oltre che di risorse umane e di tempo.

La ricerca del Politecnico ha coinvolto un campione di Chief Information Officer (CIO), direttori generali, amministrativi e sanitari di 176 strutture sanitarie pubbliche e private su tutto il territorio nazionale, tra Asl, aziende ospedaliere, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e ospedali privati. ( http://www.sanita.ilsole24ore.com/PrimoPiano/Detail/1366647, http://www.osservatori.net/ict_in_sanita )

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Ubuntu Server 6.06 LTS: quasi tempo di pensione

Per la prima versione Server LTS di Ubunut, la 6.06 si avvicina il tempo della pensione: il primo giugno 2011 terminerà il supporto degli aggiornamenti di sicurezza e agli aggiornamenti critci. 

I manager di Ubuntu suggeriscono di fare l'upgrade almeno alla versione 8.04 LTS (il cui supporto è garantito per altri due anni) seguendo questa guida.

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Prima o poi capita a tutti…

Riporto integralmente un articolo di Rosario Russo dell'Associazioen Italiana Ingegneri dell'Informazione perchè lo reputo importante e… in qualche modo emblematico.

Qui il post originale.

 

Alcuni giorni fa un hacker ha sfruttato una vulnerabilità nel sistema di emissione dei certificati digitali nella rete degli affiliati della Registration Authority di Comodo, controllata dall'italiana Global Trust. Dozzine di siti web che utilizzano i certificati della Global Trust sono andati offline. In sostanza, l'attacco ha compromesso l'integrità del processo stesso di emissione dei certificati SSL!

L'hacker, con molta boria (più volte dice di essere bravissimo, avendo solo 21 anni), spiega come ha fatto (http://pastebin.com/74KXCaEZ): prima ha compromesso il server IstantSSL di Comodo, prendendone pieno possesso, poi a trovato la libreria TrustDll.dll, che si occupa della firma. Tale libreria era stata compilata da un sorgente in C#.

L'hacker l'ha decompilata, ha trovato la username e la password dell'account reseller di GeoTrust e Comodo, quindi ha provato ad utilizzarli. La URL di GeoTrust non funzionava, mentre quella di Comodo era attiva e l'attacco poteva essere portato a termine. Si è quindi loggato nel sito di Comodo e si è reso conto che aveva il diritto di firma usando le API messe a disposizione dalla piattaforma.

Poiché non aveva idea di come funzionassero queste API, ha capito che forse era il caso di scrivere un po' di codice e di riscriversi alcune routine. In 10-15 minuti (così sostiene), ha rifatto le API e ha potuto generare e firmare tutti i certificati che voleva. Così ha creato e firmato, con tanto di firma riconosciuta da tutti i browser, i certificati per gmail.com, yahoo.com, live.com, mozilla.org, skype.com.

Per dimostrare al mondo che l'attacco era davvero avvenuto, ha anche pubblicato la chiave privata con cui è stato firmato il certificato per il sito addons.mozilla.org. Questo gesto spudorato e impudente ha compromesso tutti gli utenti che utilizzano gli addons della suite di Mozilla (Firefox e Thunderbird, in primis). Poiché la chiave privata non era nemmeno protetta da password, altri attacker ora possono tranquillamente utilizzarla per firmare tutti i certificati per "addons.mozilla.org" che vogliono! Ora possiamo tutti essere vittime di attacchi Men-in-the-Middle senza minimamente rendercene conto.

Per chi spera di affidarsi al sistema di revocation dei certificati, sta fresco: ultimamente una serie di critiche stanno dimostrando che questo meccanismo non funziona efficacemente (http://www.imperialviolet.org/2011/03/18/revocation.html).

Nel momento in cui scrivo, il sito  https://trustseal.globaltrust.it è offilne, evidentemente per indagine forense in corso.  Altri siti afferenti alla Global Trust sono offline e mostrano la pagina "Under construction" (www.banksafe.it, www.comodogroup.it, www.cybercrimeworkingroup.org e, ironicamente, www.riskmitigation.it).

Sappiamo ora che ci sono chiavi private in mano ad una persona che può firmare certificati SSL "validi" e quindi impersonare qualunque sito web! Il dramma è che, sebbene molti siti non usano certificati di Global Trust, ne sono comunque vittime, poiché sono (anzi, posso dire tranquillamente, siamo) suscettibili ad attacchi Men-in-the-Middle.

Peggio di così, forse, non poteva andare!

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(dis)avventure mac

A casa ho un mac.

Non sono un fan di Apple, non mi interessano le guerre di religione ma, sempre più spesso, nelle aziende in cui lavoro comincia a farsi largo il mac.

Un anno fa ho deciso di comperarlo per fare pratica e conoscerlo. Non mi ha entusiasmato, non lo vedo come uno dei migliori sistemi in circolazione ma di necessità virtù.

Ha svariati problemi di compatibilità con il mondo aziendale che è al 99% Microsoft, pero’ mi interessava metterci le mani.

Oggi, ritorno a casa e lo accendo, cosi’ per lavorarci un po’. Mi richiede un aggiornamento e un riavvio. Da buon informatico faccio un backup (si, Time machine è molto bello e funziona bene).

Faccio l’aggiornamento dell’IOS e riavvio e…… Time Machine non vede più il disco USB (strano è un Lacie, un marchio che storicamente è sempre stato legato al MAC)!!!!!

Momenti di panico… la macchina non lo vede più!!! Che si sia rotto proprio nel riavvio???? Murphy è sempre pronto a colpire.. si sa.

Che facciamo… proviamo a collegarlo a una macchina Winsozz e… lo vede????

Formattiamolo in exFat e vediamo. Si formatta…

Bene lo riattacco al Mac e… rivede il disco!!!! Lo formatto con Mac OS journaled e… riparto con il backup completo. Persi tutti i backup precedenti ma almeno posso ripartire con il Think Different!!!! si pensa diversamente ma non mi sembra che il comportamento sia molto diverso dal tanto vituperato mondo winsozz ceh tanti Machisti professano.

Solo marketing il penso diverso… e Buona Guarigione Steve.. ma il tuo prodotto è (in)stabile come tutto il mondo dell’informatica!!!!!

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A volte rimango un po' basito

Fine anno 2010, wikileaks imperversa nei telegiornali, nei siti di informazione, nei blog privati, la pubblicità di diavolerie elettroniche riempie gli spot pubblicitari in attesa del Natale.

E la pubblica amministrazione in questo periodo emette bandi per gli appalti del prossimo anno.

Dov’e’ il nesso comune direte voi? Vediamolo.

Noi siamo una società di informatica e giustamente partecipiamo ai bandi per la gestione dei sistemi informatici (in realtà a pochi, siamo più rivolti al privato che al pubblico) e in questo periodo ne stanno arrivando un po’ e li stiamo esaminando per parteciparvi.

Quello che lascia basiti sono parecchi punti:

  1. siamo ancora ai bandi al massimo ribasso (che secondo me, e lo penso ormai da una quindicina d’anni, non sono assolutamente un vantaggio per la PA);
  2. siamo ancora alla partecipazione con buste sigillate con ceralacca ( e la PEC ministro Brunetta?????) come trenta anni fa;
  3. siamo solo e sempre all’assistenza informatica, mai che si faccia un bando per la progettazione dei sistemi informativi

Un po’ di innovazione che diamine!!!!

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Rilasciata la RC1 di Drupal 7

Drupal 7 in arrivo. E’ appena stata rilasciata la release candidate 1 come si legge sul sito drupal.org:

Following three beta releases, and with tons of bugs fixed and user interface improvements added, we are proud to present to you the first release candidate of Drupal 7.0. Although there are still a few known issues that we are working on fixing, we are confident that our code is stable enough for wider testing by the community. Since the last beta version was released two weeks ago, we have improved styling in the default “Bartik” theme, numerous bug fixes and improvements to the Update Manager and Search module, revisions to both user interface text and developer documentation to be more understandable and accurate, and we’ve made final clean-ups to some of the architecture improvements added during the release cycle. The deprecated Profile module is now hidden on new sites and we’ve substituted it with the ability to put user fields added through Field UI on the registration form.

The first alpha announcement provided a comprehensive list of high level improvements made since Drupal 6.x, so in this announcement we’ll concentrate on how you can help ensure that Drupal 7 is released as soon as possible and is as rock solid as the previous Drupal releases that you’ve grown to love!

There are a number of modules already ported to Drupal 7 for your testing pleasure. You can keep tabs on whether or not your site is ready for Drupal 7 by using the Upgrade Status module. If you are a translator, now is the time to start working on your translations. If you are a module or theme maintainer, now is the time to start working on the update to Drupal 7! Read on for more details.

Ora tocca alla comunità dei traduttori, dei creatori di temi e degli sviluppatori di applicazioni di terze parti, il tutto in vista del rilascio della release definitiva per il quale non è stata ancora fissata una data ufficiale.

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Trasparenza nei siti della pubblica amministrazione

Riferendomi ad un articolo apparso sul sole 24 ore del 27 settembre, riguardante la difficoltà di reperimento di informazioni nella maggioranza dei siti della pubblica amministrazione, vorrei fare un po’ di considerazioni.

Prima considerazione: non mi meraviglio!

Seconda considerazione: Ma è naturale.

Mi spiego.

La competenza informatica di molti amministratori della struttura informatica della pubblica amministrazione molto spesso è bassa, non perchè non siano brave persone ma spesso perchè non sono di estrazione informatica. Il loro curriculum molto spesso non è adeguato, molto spesso ricoprono l’incarico magari accorpato ad altre funzioni in cui sono maggiormente competenti. Questo perchè, come nelle aziende del resto, l’informatica spesso è vista come come un costo e per tale motivo vengono dedicate poche risorse. Molto spesso non hanno proprio tempo da dedicarci.

L’altro grave motivo, sempre a mio avviso, è la moltitudine di offerte a cui sono bersagliati: Non c’e’ nessuna Web Agency che non abbia il miglior CMS al mondo. E, come spesso accade, il sistema viene acquistato prima di provarne effettivamente le prestazioni. Poi cominciano i problemi. Tanto per dirne una: su qualsiasi manuale di informatica un po’ evoluto insegnano come primo esempio la costruzione di un CMS. Lo miglioriamo con un po’ di grafica accattivante ed ecco il prodotto.

Ma, provoco io: non si fanno i collaudi per le strade una volta eseguite? Non viene commissionato prima un progetto ad un professionista? Ma allora cari amministratori, perchè non fare la stessa cosa anche con l’Informatica? Non ci sono soldi? E il mondo open Source che ci sta a fare? Cari amministratori, guardate il sito della Casa Bianca e … è fatto con Drupal, CMS Open Source estremamente performante.

Se si operasse come si fa per le altre cose non ci sarebbero questi strafalcioni che vengono pubblicati. Non fidatevi di quello che vi propone la web agency, fate una prova vera del loro sistema, mettetevi dalla parte dell’utente ed esprimete un giudizio. State spendendo soldi dei contribuenti, fatelo bene. Non siete competenti? affidatevi ad esperti veri. In Italia ci sono corsi di laurea in Ingegneria Informatica e in Informatica. Rivolgetevi a qualcuno di loro. Vedrete che i punti deboli ve li trovano in pochi minuti di visione del prodotto spacciato come il migliore del mondo.

Soprattutto: il sistema informativo ha un costo (non è solo un costo) e quindi va trattato con le dovute cautele: rivolgetevi agli esperti.

Metto una mia piccola nota di folklore che mi ha fatto sorridere e allo stesso tempo piangere: abbiamo fatto qualche tempo fa una presentazione aziendale a circa 300 Comuni di 3 Provincie proponendoci per essere inseriti tra i loro eventuali fornitori.

Il risultato: 3 contatti. Il primo per partecipare ad una gara di manutenzione del sistema informatico. Ok. Il secondo ci hanno inviato un elenco di categorie pregandoci di scegliere dove proporci: nessuna categoria era confacente al nostro lavoro, se non consideriamo la riparazione hardware di macchine per ufficio che tra l’altro non facciamo. La terza era per l’iscrizione online all’elenco: ma non c’era nessuna categoria per la nostra attività….

Che dobbiamo pensare? Forse l’informatica non esiste oppure il processo di acquisto segue altre vie (si è vero, ci sono i gruppi di acquisto, ma non nella progettazione dei sistemi).

Non lamentiamoci pero’!

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