Microsoft Security Essentials: presto gratuito per le pmi

Microsoft Security Essentials, la soluzione antivirus ed anti-malware che Microsoft un anno fa ha messo gratuitamente a disposizione di tutti gli utenti consumer, potrà presto essere installato in modo ufficiale anche dalle piccole aziende che hanno fino a 10 postazioni di lavoro.
A partire da Ottobre, infatti, i termini della sua licenza cambieranno e le aziende con dieci o meno PC potranno scaricare ed utilizzare il software senza alcun costo.
In realtà non si può fare a meno di notare come già la maggior parte delle piccole compagnie con pochi personal computer operino già in questo modo.
Con questa mossa Microsoft intende quindi formalizzare quella che è una realtà da tempo ben conosciuta dal colosso di Redmond. “Non è un segreto che moltissime piccole compagnie oggi non dispongono di un professionista IT dedicato o di uno staff che gestisca le loro risorse IT” – ha commentato la notizia con un post su Internet il responsabile Microsoft Eric Lingman – “Offrendo Security Essentials (con i suoi aggiornamenti automatici dal sito Microsoft) alle piccole imprese, senza richiedere alcun pagamento aggiuntivo, estendiamo quello che è il nostro impegno e la nostra missione annunciata, ovvero aiutarle a ridurre i costi dell’IT e far crescere il loro business”. In effetti, considerato il costo medio attuale di una licenza per un antivirus, il risparmio nell’utilizzare Microsoft Security Essentials nelle micro imprese può arrivare fino ai 250/300 euro all’anno, purchè i PC in uso siano dotati di regolari licenze Windows.
Microsoft Security Essentials si presenta all’utente finale come un’applicazione leggera da scaricare e utilizzare e dall’interfaccia intuitiva, volta a proteggere i PC contro virus ed altri malware e che si integra perfettamente con i controlli di sicurezza built-in presenti all’interno di Windows 7, Windows Vista e Windows XP (Service Pack 2 o superiore).
Il team di sicurezza Microsoft sta inoltre sviluppando una nuova versione del software comprendente ampliamenti e maggiori analisi di sicurezza, tuttavia la nuova versione è tutt’ora in fase beta.
Fin dal suo rilascio, sono stati numerosi i responsabili IT a chiedere che questo tipo di protezione potesse un giorno venire estesa gratuitamente a tutte le compagnie, a prescindere dalla loro dimensione in modo da incrementare anche la sicurezza degli ambienti Windows di minori dimensioni. L’annuncio della scorsa settimana viene visto da molti proprio come un ulteriore passo verso questa direzione.

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Google finanzierà la PA trasparente

Da saperi.forumpa.it.

Dopo quasi due anni di lavoro Google ha annunciato i vincitori del concorso 10^100 che, lanciato nel 2008, ha raccolto oltre 154.000 idee provenienti da 170 paesi e scritte in 25 lingue. Sono 5 progetti, anzi 5 idee, che hanno l’ambizione di migliorare il mondo utilizzando le nuove tecnologie e le potenzialità della rete. In particolare l’idea “Rendere le amministrazioni pubbliche più trasparenti” è una delle 5 vincitrici e l’associazione Public.Resource.Org riceverà 2 milioni di dollari per portarla avanti.

Public.Resource.Org è una organizzazione non profit che si occupa principalmente di fornire l’accesso online a documenti delle amministrazioni pubbliche negli Stati Uniti. I 2 milioni di dollari vinti serviranno a pubblicare online i documenti legali degli Stati Uniti in modo da renderli accessibili a tutti. Le altre quattro idee, premiate con la stessa cifra sono: “Rendere disponibili sul Web risorse educative gratuitamente”; “Migliorare l’istruzione scientifica e tecnica”; “Promuovere l’innovazione nei trasporti pubblici”; “Offrire istruzione di qualità agli studenti africani”.

Come si è svolto il concorso

Il 2008 è stato l’anno del lancio dell’iniziativa e della raccolta delle idee. Tra settembre e ottobre 2008 sono arrivate attraverso il form presente sul sito di Google 150.000 idee che spaziavano da suggerimenti per grandi aree di investimento a proposte tecnologiche e di implementazione molto specifiche.
L’intenzione degli organizzatori era di proporre le migliori 100 idee alla votazione della rete, ma l’enorme successo ottenuto e l’affinità di molte proposte ha spinto a cambiare programma.
In sostanza gli oltre 3000 dipendenti di Google hanno vagliato tutte le idee e hanno combinato insieme gli aspetti più innovativi di diverse proposte, in modo da creare nuovi approcci ad alcuni grandi problemi.
Ogni idea è stata esaminata in base a cinque criteri: portata, impatto, realizzabilità, efficienza e longevità.
Ne sono uscite fuori 16 idee, ognuna delle quali traeva ispirazione da numerose idee inviate dagli utenti.

Il 2009 è stato l’anno della votazione on line. Tutti gli utenti della rete hanno avuto la possibilità di esprime la propria preferenza per una delle sedici idee. Dopo l’8 ottobre 2009 (termine ultimo fissato per la votazione) tutte le preferenze di voto sono state consegnate ad un apposito comitato consultivo formato da esperti di riconosciuta competenza nei settori individuati dalle categorie di presentazione delle idee. Basandosi proprio sulle preferenze della rete il comitato consultivo ha selezionato cinque idee finaliste da finanziare.

Dato che ogni idea non era più il frutto di una singola proposta ma era un concentrato di elementi positivi provenienti da più proposte a questo punto rimaneva il problema di chi finanziare per la realizzazione dell’idea. Il team di Google ha aperto, allora, un nuovo concorso, nel quale si chiedeva ad organizzazioni no profit di “candidarsi”. Tramite una procedura RFP (richiesta di offerta) finalmente qualche giorno fa sono stati comunicati ufficialmente i nomi dei soggetti che si vedranno riconoscere i 2 milioni di dollari.

I vincitori

  • Idea: Rendere disponibili sul Web risorse educative, gratuitamente Progetto finanziato: Khan Academy una organizzazione non profit che fornisce un’istruzione gratuita e di alta qualità a tutti e ovunque tramite una raccolta online di oltre 1.600 video didattici. Il finanziamento servirà a supportare la realizzazione di altri corsi e a consentire alla Khan Academy di tradurre la sua raccolta di base nelle lingue più parlate del mondo.
  • Idea: Migliorare l’istruzione scientifica e tecnica Progetto finanziato: FIRST una organizzazione non profit che promuove l’istruzione scientifica e matematica in tutto il mondo tramite la competizione di squadra. La sua missione è stimolare i giovani a diventare leader in campo scientifico e tecnologico consentendo loro di fare esperienze reali lavorando con tecnici e scienziati professionisti. Il finanziamento consentirà lo sviluppo e l’avvio di nuovi programmi di raccolta fondi per team di robotica formati da studenti che consentiranno a più team di studenti di partecipare a FIRST.
  • Idea: Rendere le amministrazioni pubbliche più trasparenti Progetto finanziato: Public.Resource.Org
  • Idea: Promuovere l’innovazione nei trasporti pubblici Progetto finanziato: Shweeb un’idea di trasporto cittadino delle persone su breve-media distanza utilizzando veicoli azionati dall’uomo su monorotaia. Il finanziamento sarà utilizzato per finanziare la ricerca e lo sviluppo allo scopo di testare la tecnologia di Shweeb per un contesto urbano.
  • Idea: Offrire istruzione di qualità agli studenti africani Progetto finanziato: L’African Institute for Mathematical Sciences (AIMS) un centro che si occupa di istruzione e di ricerca in campo scientifico e matematico a Cape Town, in Sudafrica. L’attività principale dell’AIMS è costituita da un programma ponte della durata di un anno per neolaureati. Tale programma consente loro di acquisire competenze e conoscenze prima di affrontare eventuali master e dottorati PhD. Il finanziamento permetterà l’apertura di altri centri AIMS per promuovere gli studi matematici e scientifici postlaurea in Africa.

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Banda larga? forse si…

Bernabé non cede e rilancia: Telecom Italia non intende scendere a patti e anzi continua a promettere un percorso proprio per portare la banda larga nel paese a modo proprio ed in modo indipendente. Lo fa direttamente davanti all’AGCOM, quello che dovrebbe essere l’”arbitro” che mette le parti sui binari del corretto sviluppo negli interessi della nazione. Lo fa promettendo banda larga in 6 grandi città con offerta commerciale già pronta ad essere lanciata.

Entro Natale 520.000 abitazioni di Roma, Milano, Catania, Bari, Venezia e Torino potranno accedere ad una offerta per connettività fino a 100 Mbps. la rete poi verrà successivamente ampliata di anno in anno per arrivare nel 2018 a circa il 50% della popolazione.

E’ un modo per recuperare un gap che sta diventando pesantissimo verso gli altri paesi industrializzati: In Francia e Germania la rete esiste gia’ a 100 Mbps e in altri paesi come Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, Hong Kong hanno già in certe aree 1 Gbps (10 volte tanto).

Ci sono aree gia’ be attrezzate anche in Italia grazie anche allo sforzo di alcuen regioni (Trentino Alto Adige e Lombardia in primis) che hanno gia’ realizzato proprie reti cittadine ad alta velocità grazie ad investimenti con propri fondi. Ma sono progetti che vanno a rilento. Siamo ancora molto lontani dall’euforia dei primi anni del 2000 quando non si trovava letteralmente fibra ottica dati i grandi volumi di posa dell’epoca.

Il mio parere è che molta colpa è anche delle amministrazioni pubbliche locali, miopi sui vantaggi di tali sistemi. Il costo di una infrastruttura per le reti di prossima generazione si sarebbe potuto annegare in svariate opere di urbanizzazione fatte negli anni (ad esempio rifacimento di fognature, acquedotti, manti stradali, illuminazione pubblica).

Aspettiamo, per ora ci viene spacciata l’offerta ad alta banda quella delle chiavette internet o delle nostre vecchie linee adsl….

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Risk Analysis

Da un estratto di un nostro documento per spiegare questa attività. Penso possa essere utile a molti.

Nelle realtà aziendali esistono innumerevoli contenitori di dati da cui si estraggono informazioni utili alla conoscenza del proprio business.
Questa frase contiene in sé il perché dell’analisi del rischio all’interno di una azienda.

Abbiamo dati in molteplici forme: cartacei, fogli excel, svariati databases, documenti informatici. Sono Fatti ed Oggetti. Da soli servono poco o nulla ma devono essere comunque gestiti.
Dai dati estraiamo informazioni correlandoli in configurazioni significative per la nostra attività.
La conoscenza è l’applicazione e l’uso produttivo dell’informazione.
Sono “oggetti” che quindi vanno preservati per la continuità dell’azienda.

Per tali motivi è necessario quindi analizzare l’intera azienda per scoprire dove sono questi “oggetti” e come preservali in caso di “disastri”.

Questo è l’oggetto della Risk Analysis:

  1. Fornire informazioni al management aziendale
  2. Verificare il rispetto di leggi e regolamenti
  3. Ridurre le perdite provocate dalle minacce

Gli obiettivi della Risk Analysis sono soprattutto:

  1. Determinare quali beni aziendali sono critici (e rientrano anche i beni o asset intangibili come la conoscenza e l’informazione)
  2. Identificare le minacce possibili
  3. Determinarne le criticità e le vulnerabilità
  4. Calcolare in maniera scientifica le perdite previste in caso di incidente
  5. Valutare le azioni e le contromisure da mettere in campo
  6. Mettere in campo le azioni correttive
  7. Periodicamente effettuare una nuova risk analysis

E’ un processo ciclico da effettuare con svariate metodologie:

  1. quantitative per dare un valore certo dei rischi, sono più costose e complesse ma alla lunga danno un vantaggio, sono ripetibili e confrontabili
  2. qualitative quando i beni o i dati non sono facilmente valutabili in termini economici (es quando un incidente causa perdita di immagine).

I passi sono abbastanza semplici da descrivere:

  1. identificare gli asset aziendali tangibili e intangibili determinandone i valori , la criticità la proprietà e la localizzazione
  2. Identificare le minacce distinguendo tra eventi naturali (es incendio) ed umani (furto di dati, abuso di privilegi) o tecniche (guasto hardware, guasto software) e facendo una stima della loro frequenza di accadimento
  3. Identificare le contromisure esistenti  (antivirus, ridondanza, condizionamento, antifurto, backup, controllo accessi)
  4. Identificare le vulnerabilità
  5. Calcolare il valore delle perdite stimate con funzioni matematiche ad hoc oppure con matrici di probabilità: Questo Ë il rischio

Una volta calcolato il rischio totale si mettono in pratica azioni correttive volte a eliminarlo, abbassarlo, oppure trasferirlo (assicurazione).

A questo punto si entra nella gestione del rischio vero e proprio in cui si mettono in pratica una serie di metodologie organizzative e tecnologiche massimizzando il rapporto Costo/beneficio in quanto la gestione del rischio ha benefici ma anche costi quali:

  1. Costi di investimento
  2. Costi di Implementazione delle contromisure
  3. Costi operativi e di manutenzione
  4. Costi diretti e indiretti.

Il ritorno dell’investimento per la riduzione del rischio è comunque positivo se il processo è eseguito correttamente: ci sono dei benefici economici in quanto perdo meno tempo (es, quanto costa ricostruire un sistema gestionale partendo dalle copie cartacee?), benefici non economici come una migliore gestione, una maggiore consapevolezza, un livello di integrità dei dati migliorato.

In definitiva, uno studio di risk management ha l’obiettivo di presentare al management aziendale le contromisure necessarie alla riduzione del rischi e comprende:

  1. Il risultato della Risk Analysis
  2. Gli scenari delle minacce e vulnerabilità
  3. I risultati secondo l’analisi costi/benefici
  4. Le contromisure da adottare.

In sostanza dire che serve assolutamente un doppio ced, oppure una rete dati completamente ridondata, un certo sistema di replica delle informazioni senza avere fatto una seria analisi sia dei costi che dei benefici attesi  è assolutamente priva di significato. Di volta in volta le soluzioni possono essere diverse a seconda dell’azienda.

Sicurezza e valore dei dati

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I Cms più usati

http://w3techs.com

Usage of content management systems for websites

This diagram shows the percentages of websites using various content management systems. See technologies overview for explanations on the methodologies used in the surveys.

How to read the diagram:
78.7% of the websites use none of the content management systems that we monitor.
Wordpress is used by 12.0% of all the websites, that is a content management system market share of 56.3%.

None
78.7%
WordPress
12.0%
56.3%
Joomla
2.3%
10.8%
Drupal
1.4%
6.3%
vBulletin
1.3%
6.3%
Typo3
0.6%
2.9%
Blogger
0.6%
2.8%
phpBB
0.5%
2.1%
Discuz!
0.3%
1.6%
ExpressionEngine
0.2%
1.1%
DataLife Engine
0.2%
1.1%
DotNetNuke
0.2%
1.0%
Simple Machines Forum
0.2%
1.0%
Movable Type
0.1%
0.6%
XOOPS
0.1%
0.5%
SPIP
0.1%
0.5%
PHP-Nuke
0.1%
0.4%
Bitrix
0.1%
0.4%
MediaWiki
0.1%
0.4%
IP.Board
0.1%
0.4%
Plone
0.1%
0.4%
eZ Publish
0.1%
0.3%
TypePad
0.1%
0.3%
CMS Made Simple
0.1%
0.3%
Ektron
0.1%
0.3%
Squarespace
less than 0.1%
0.2%
Open Text
less than 0.1%
0.2%
e107
less than 0.1%
0.2%
EPiServer CMS
less than 0.1%
0.2%
Contao
less than 0.1%
0.2%
Mambo
less than 0.1%
0.1%
PHP-Fusion
less than 0.1%
0.1%
SilverStripe
less than 0.1%
0.1%
Nucleus
less than 0.1%
0.1%
MODx
less than 0.1%
0.1%
Contenido
less than 0.1%
0.1%
OpenCms
less than 0.1%
0.1%
Concrete5
less than 0.1%
0.1%
DokuWiki
less than 0.1%
0.1%
CommonSpot
less than 0.1%
0.1%
W3Techs.com, 14 September 2010
absolute usage percentagemarket share
Percentages of websites using various content management systems

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Openoffice alla portata dei più piccoli.

Riporto  da Html.it. Veramente un bel progetto e grazie html.it per averlo recensito.

OOo4Kids è un progetto avente lo scopo di sviluppare un software derivato dal codice sorgente di OpenOffice.org destinato ai bambini con età compresa tra 7 e 12 anni e al settore educativo. Si ha pertanto la possibilità di scrivere testi, impaginare documenti, fare disegni di vario genere e creare presentazioni multimediali, utili ad esempio per ricerche e progetti in ambiti scolastici. Obiettivo principale è di rendere disponibile un prodotto gratuito in grado di far avvicinare l’utenza più giovane al mondo della videoscrittura e degli strumenti cosiddetti d’ufficio in modo semplice ed efficace. Il software, realizzato dai volontari dell’associazione EducOOo, viene distribuito con licenza LGPL v3 e può pertanto essere liberamente utilizzato per scopi privi di lucro, potendo inoltre contare su idee, suggerimenti e proposte provenienti dalla stessa comunità di utilizzatori. Per ottenere la massima fruibilità della suite l’interfaccia è stata particolarmente curata per risultare chiara, attraente, colorata e invitante, senza perdere di vista aspetti legati anche alle disabilità. Tra i moduli disponibili vi sono:

  • Writer: dotato di barre degli strumenti organizzate per semplificarne l’interazione, di una palette di colori dedicata e di font adattabili per la dislessia;
  • Calc: offre un numero di celle ridotto, un elenco di funzioni che si adattano automaticamente agli utenti e un assistente alle operazioni principali;
  • Draw: fornisce strumenti di disegno vettoriale basati su una ricca libreria e uno spazio di lavoro appositamente studiato;
  • Impress: rivolto alla definizione di presentazioni in modo intuitivo e coerente.

Alcuni screenshot:

Installazione OOo4Kids

Finestra principale di benvenuto - OOo4Kids

Procedura guidata modulo Impress - OOo4Kids

Interfaccia utente modulo Calc - OOo4Kids

L’articolo Originale e completo è qui.

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Certificazioni di malattia: direttamente nella pec del datore di lavoro.

Un ulteriore tassello per le certificazioni di malattia pe rvia telematica.

Con la recente circolare numero 119/2010 l’Inps ha fornito indicazioni in merito al flusso di invio dei certificati di malattia per via telematica dal medico di famiglia verso l’Inps stessa e verso il dator edi lavoro. E’ un tassello previsto nel Codice dell’amministrazione digitale.

Quando il dipendente si ammala, il medici del servizio sanitario nazionale e quelli in regime di convenzione, trasmettono il certificato, per via telematica (dove è gia’ attivo), al sistema di accoglienza centrale (Sac) fornito dal ministero dell’Economia. A sua volta provvede ad inoltrare il certificato all’Inps. Il medico stampa il certificato e l’attestato e lo fa pervenire al datore di lavoro. La novità è che, laddove i datori di lavoro  si avvalgano del nuovo  servizio dell’Inps, è l’Inps stessa che invia alla pec del datore di lavoro precedentemente indicata.

Per fruire del nuovo servizio, i datori di lavoro  devono inoltrare richiesta  a uno degli indirizzi di posta certificata reperibili sul sito www.inps.it, utilizzando lo stesso indirizzo di posta certificata dove in seguito si riceveranno le comunicazioni.

E’ una comodità non da poco per il dipendente stesso.

Ora aspettiamo le connessioni a band alarga su tutto il territorio italiano, altrimenti avremo aziende di serie A e di serie B.

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Multitouch nella nuova beta di Ubuntu 10.10

E’ quasi tempo per il rinnovo sementrale della nota distribuzione. A ottobre sarà pronta per essere scaricata Ubuntu 10.10, ma già ora è possibile testarne la beta, anche se ovviamente, potrebbe essere instabile e/o con qualche errore

Ubuntu 10.10 si basa sul kernel linux 2.6.35.3 e incorpora l’ambiente desktop Gnome 2.31 nella versione principale; per quanto riguarda le derivate troviamo naturalmente KDE 4.5.0b in Kubuntu e XFCE 4.6.2 in Xubuntu.

Alcune novità:

  1. Shotwell prende il posto di F-Spot come visualizzatore di immagini predefinito mentre Gwibber – il programma che permette di aggiornare Twitter senza aprire il browser – è stato migliorato e ora è più veloce;
  2. Ubuntu Software Center, che si rinnova nell’interfaccia per semplificare la visualizzazione del software installato in ordine cronologico e permette di ordinare le applicazioni in ordine di popolarità, oltre a mostrare quelle consigliate;
  3. Nuova interfaccia di installazione;
  4. Supporto al multitouch, con il quale è possibile gestire quelle funzionalità rese famose da Apple, quali zoom con due dita, o click con tre dita;
  5. Nell’Edizione per notebokk c’e’ un rinnovo dell’interfaccia con la barra per l’accesso rapido alle applicazioni spostata sul lato sinistro.

La versione definitiva di Ubuntu 10.10 è attesa per il 10 ottobre. La versione beta può essere scaricata dal sito ufficiale.

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Gestione di gruppi di lavoro con strumenti open source

L’organizzazione di una azienda, di uno studio, necessità di condividere tra i collaboratori molte informazioni. Molto spesso queste informazioni sono sparse su una quantità di supporti eterogenea: rubrica cartacea, appunti, file sui diversi computer, conoscenze non scritte dei collaboratori. Questo comporta molto spesso inefficienze, ritardi nella trasmissione delle informazioni, perdita di informazioni.

Le organizzazioni più efficienti, da anni si sono dotate di strumenti di collaborazione per sopperire a ciò. Nella mia esperienza sono ancora troppo poche, soprattutto in Italia e non solo presso le piccole organizzazioni mancano questi strumenti.

Spesso si dice che costano troppo, che non servono, che sono troppo complesse. Niente di più falso.

Costi: Le soluzioni open source, quindi libere da costi di licenza sono sempre più numerose e sempre più complete.

Non servono: avere a disposizione in ogni momento la propria agenda, la propria rubrica e quella dei collaboratori, avere sottomano l’ultima offerta o lo stato di un ordine molto spesso fa la differenza tra acquisire e concludere un contratto o perderlo. Immagazzinare la conoscenza dell’organizzazione in questi strumenti puo’ sopperire alla mancanza di alcuni collaboratori (che magari se ne vanno portando via conoscenza).

Troppo complesse: sono tutte web based, intuitive. Con pochi clic si trovano le informazioni grazie anche ai potenti motori di ricerca inseriti all’interno.

La verità molto spesso è un’altra: non sono mai state provate a fondo per un periodo sufficiente, si pensa di perdere tempo ad inserire i dati. In sostanza è solo ed esclusivamente un fatto culturale.

Vediamo una applicazione che da tempo propongo ai clienti e che utilizziamo all’interno della nostra struttura: E-Groupware.

L’applicazione è presente sul mercato da svariati anni ed ha raggiunto una buona stabilità. Gira su qualsiasi sistema su cui gira un interprete php, un database mysql, un server web. Quindi gira su piattaforma Windows, Mac, Linux. E’ accessibile esclusivamente via web da qualsiasi dispositivo su cui giri un web browser: PC, MAC, Linux, iPhone, iPad, BlackBerry, cellulari in genere con capacità grafiche.

L’applicazione o, meglio il sistema, è composto da vari sottosistemi integrati tra di loro ad esempio:

  1. Rubrica condivisa o personale estendibile. E’ possibile garantire l’accesso alla propria rubrica ai membri dell’organizzazione in svariati livelli di accesso;
  2. Agenda personale condivisibile con i membri dell’organizzazione. E’ possibile ad esempio dare l’accesso alla propria segretaria per l’aggiornamento degli appuntamenti. Le viste possono essere giornaliere, settimanali, mensili. Gli appuntamenti si possono esportare rapidamente presso altre agende.
  3. Un completo sistema di gestione delle varie attività per gestire telefonate, mail, to do, note. Si possono categorizzare liberamente e gestire gli stati di avanzamento delle azioni (un mini crm praticamente)
  4. Un buon sistema per la gestione dei progetti (se la nostra azienda lavora per progetti ad esempio uno studio di ingegneria, di architettura);
  5. Un buon sistema di gestione del foglio ore utile per tracciare ad esempio attività da fatturare ai nostri clienti
  6. Un sistema per la gestione delle risorse aziendali su prenotazioni, ad esempio sale riunioni, auto aziendali, furgoni aziendali, apparecchiature di prova
  7. Un sistema completo per la gestione documentale aziendale completo di versioning, scadenza documenti, access list, ricerca per metadati (nella nostra organizzazione abbiamo svariate migliaia di documenti salvati all’interno e non da segni di cedimento o di lentezza)
  8. Un sistema di gestione documentale privato per ogni membro dell’organizzazione (che si usa poco, l’altro è molto più potente)
  9. Un sistema per la gestione della conoscenza aziendale classificabile in categorie utile per esprimere in documenti metodologie di lavoro, guide interne, policy aziendali.
  10. Un sistema wiki integrato, dalle funzionalità basilari;
  11. Integrazione e-mail, siti, notizie interne e molto altro ma meno utilizzati
  12. Soprattutto si puo’ estendere grazie alla buona documentazione offerta. Si possono quindi creare moduli ad hoc per l’azienda.

Le informazioni vengono tutte salvate su database relazionale e quindi è molto agevole accedere al sistema per effettuare ricerche non previste, analizzare le attività aziendali in ottica di migliorare la performance, etc.

Non vedo motivi quindi per non adottare un sistema del genere, in quanto i vantaggi che offre sono molti e di indiscutibile validità.

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USN-982-1: Wget vulnerability

Referenced CVEs: 
CVE-2010-2252

Description: 
===========================================================
Ubuntu Security Notice USN-982-1 September 02, 2010
wget vulnerability
CVE-2010-2252
===========================================================

A security issue affects the following Ubuntu releases:

Ubuntu 6.06 LTS
Ubuntu 8.04 LTS
Ubuntu 9.04
Ubuntu 9.10
Ubuntu 10.04 LTS

This advisory also applies to the corresponding versions of
Kubuntu, Edubuntu, and Xubuntu.

The problem can be corrected by upgrading your system to the
following package versions:

Ubuntu 6.06 LTS:
wget 1.10.2-1ubuntu1.2

Ubuntu 8.04 LTS:
wget 1.10.2-3ubuntu1.2

Ubuntu 9.04:
wget 1.11.4-2ubuntu1.2

Ubuntu 9.10:
wget 1.11.4-2ubuntu2.1

Ubuntu 10.04 LTS:
wget 1.12-1.1ubuntu2.1

In general, a standard system update will make all the necessary changes.

ATTENTION: This update changes previous behaviour by ignoring the filename
supplied by the server during redirects. To re-enable previous behaviour,
use the new –trust-server-names option.

Details follow:

It was discovered that Wget would use filenames provided by the server when
following 3xx redirects. If a user or automated system were tricked into
downloading a file from a malicious site, a remote attacker could create
the file with an arbitrary name (e.g. .wgetrc), and possibly run arbitrary
code.

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