Banda larga? non ancora

Vi ricordate il discorso degli 800 milioni di euro riservati per la banda larga in Italia e annunciati in pompa magna come primo step di una nuova rete next generation?

Beh ne sono rimasti molto pochi…..

Che tristezza.

I dettagli qui:

Punto Informatico.

WebNews.

Articoli Correlati

Risk Analysis

Da un estratto di un nostro documento per spiegare questa attività. Penso possa essere utile a molti.

Nelle realtà aziendali esistono innumerevoli contenitori di dati da cui si estraggono informazioni utili alla conoscenza del proprio business.
Questa frase contiene in sé il perché dell’analisi del rischio all’interno di una azienda.

Abbiamo dati in molteplici forme: cartacei, fogli excel, svariati databases, documenti informatici. Sono Fatti ed Oggetti. Da soli servono poco o nulla ma devono essere comunque gestiti.
Dai dati estraiamo informazioni correlandoli in configurazioni significative per la nostra attività.
La conoscenza è l’applicazione e l’uso produttivo dell’informazione.
Sono “oggetti” che quindi vanno preservati per la continuità dell’azienda.

Per tali motivi è necessario quindi analizzare l’intera azienda per scoprire dove sono questi “oggetti” e come preservali in caso di “disastri”.

Questo è l’oggetto della Risk Analysis:

  1. Fornire informazioni al management aziendale
  2. Verificare il rispetto di leggi e regolamenti
  3. Ridurre le perdite provocate dalle minacce

Gli obiettivi della Risk Analysis sono soprattutto:

  1. Determinare quali beni aziendali sono critici (e rientrano anche i beni o asset intangibili come la conoscenza e l’informazione)
  2. Identificare le minacce possibili
  3. Determinarne le criticità e le vulnerabilità
  4. Calcolare in maniera scientifica le perdite previste in caso di incidente
  5. Valutare le azioni e le contromisure da mettere in campo
  6. Mettere in campo le azioni correttive
  7. Periodicamente effettuare una nuova risk analysis

E’ un processo ciclico da effettuare con svariate metodologie:

  1. quantitative per dare un valore certo dei rischi, sono più costose e complesse ma alla lunga danno un vantaggio, sono ripetibili e confrontabili
  2. qualitative quando i beni o i dati non sono facilmente valutabili in termini economici (es quando un incidente causa perdita di immagine).

I passi sono abbastanza semplici da descrivere:

  1. identificare gli asset aziendali tangibili e intangibili determinandone i valori , la criticità la proprietà e la localizzazione
  2. Identificare le minacce distinguendo tra eventi naturali (es incendio) ed umani (furto di dati, abuso di privilegi) o tecniche (guasto hardware, guasto software) e facendo una stima della loro frequenza di accadimento
  3. Identificare le contromisure esistenti  (antivirus, ridondanza, condizionamento, antifurto, backup, controllo accessi)
  4. Identificare le vulnerabilità
  5. Calcolare il valore delle perdite stimate con funzioni matematiche ad hoc oppure con matrici di probabilità: Questo Ë il rischio

Una volta calcolato il rischio totale si mettono in pratica azioni correttive volte a eliminarlo, abbassarlo, oppure trasferirlo (assicurazione).

A questo punto si entra nella gestione del rischio vero e proprio in cui si mettono in pratica una serie di metodologie organizzative e tecnologiche massimizzando il rapporto Costo/beneficio in quanto la gestione del rischio ha benefici ma anche costi quali:

  1. Costi di investimento
  2. Costi di Implementazione delle contromisure
  3. Costi operativi e di manutenzione
  4. Costi diretti e indiretti.

Il ritorno dell’investimento per la riduzione del rischio è comunque positivo se il processo è eseguito correttamente: ci sono dei benefici economici in quanto perdo meno tempo (es, quanto costa ricostruire un sistema gestionale partendo dalle copie cartacee?), benefici non economici come una migliore gestione, una maggiore consapevolezza, un livello di integrità dei dati migliorato.

In definitiva, uno studio di risk management ha l’obiettivo di presentare al management aziendale le contromisure necessarie alla riduzione del rischi e comprende:

  1. Il risultato della Risk Analysis
  2. Gli scenari delle minacce e vulnerabilità
  3. I risultati secondo l’analisi costi/benefici
  4. Le contromisure da adottare.

In sostanza dire che serve assolutamente un doppio ced, oppure una rete dati completamente ridondata, un certo sistema di replica delle informazioni senza avere fatto una seria analisi sia dei costi che dei benefici attesi  è assolutamente priva di significato. Di volta in volta le soluzioni possono essere diverse a seconda dell’azienda.

Sicurezza e valore dei dati

Articoli Correlati

I Cms più usati

http://w3techs.com

Usage of content management systems for websites

This diagram shows the percentages of websites using various content management systems. See technologies overview for explanations on the methodologies used in the surveys.

How to read the diagram:
78.7% of the websites use none of the content management systems that we monitor.
Wordpress is used by 12.0% of all the websites, that is a content management system market share of 56.3%.

None
78.7%
WordPress
12.0%
56.3%
Joomla
2.3%
10.8%
Drupal
1.4%
6.3%
vBulletin
1.3%
6.3%
Typo3
0.6%
2.9%
Blogger
0.6%
2.8%
phpBB
0.5%
2.1%
Discuz!
0.3%
1.6%
ExpressionEngine
0.2%
1.1%
DataLife Engine
0.2%
1.1%
DotNetNuke
0.2%
1.0%
Simple Machines Forum
0.2%
1.0%
Movable Type
0.1%
0.6%
XOOPS
0.1%
0.5%
SPIP
0.1%
0.5%
PHP-Nuke
0.1%
0.4%
Bitrix
0.1%
0.4%
MediaWiki
0.1%
0.4%
IP.Board
0.1%
0.4%
Plone
0.1%
0.4%
eZ Publish
0.1%
0.3%
TypePad
0.1%
0.3%
CMS Made Simple
0.1%
0.3%
Ektron
0.1%
0.3%
Squarespace
less than 0.1%
0.2%
Open Text
less than 0.1%
0.2%
e107
less than 0.1%
0.2%
EPiServer CMS
less than 0.1%
0.2%
Contao
less than 0.1%
0.2%
Mambo
less than 0.1%
0.1%
PHP-Fusion
less than 0.1%
0.1%
SilverStripe
less than 0.1%
0.1%
Nucleus
less than 0.1%
0.1%
MODx
less than 0.1%
0.1%
Contenido
less than 0.1%
0.1%
OpenCms
less than 0.1%
0.1%
Concrete5
less than 0.1%
0.1%
DokuWiki
less than 0.1%
0.1%
CommonSpot
less than 0.1%
0.1%
W3Techs.com, 14 September 2010
absolute usage percentagemarket share
Percentages of websites using various content management systems

Articoli Correlati

I linguaggi più usati per creare siti web

Da http://w3techs.com

Usage of server-side programming languages for websites

This diagram shows the percentages of websites using various server-side programming languages. See technologies overview for explanations on the methodologies used in the surveys.

How to read the diagram:
PHP is used by 74.7% of all the websites whose server-side programming language we know.

PHP
74.7%
ASP.NET
23.8%
Java
3.8%
ColdFusion
1.4%
Perl
1.2%
Ruby
0.5%
Python
0.3%
W3Techs.com, 14 September 2010
Percentages of websites using various server-side programming languages
Note: a website may use more than one server-side programming language

Articoli Correlati

Openoffice alla portata dei più piccoli.

Riporto  da Html.it. Veramente un bel progetto e grazie html.it per averlo recensito.

OOo4Kids è un progetto avente lo scopo di sviluppare un software derivato dal codice sorgente di OpenOffice.org destinato ai bambini con età compresa tra 7 e 12 anni e al settore educativo. Si ha pertanto la possibilità di scrivere testi, impaginare documenti, fare disegni di vario genere e creare presentazioni multimediali, utili ad esempio per ricerche e progetti in ambiti scolastici. Obiettivo principale è di rendere disponibile un prodotto gratuito in grado di far avvicinare l’utenza più giovane al mondo della videoscrittura e degli strumenti cosiddetti d’ufficio in modo semplice ed efficace. Il software, realizzato dai volontari dell’associazione EducOOo, viene distribuito con licenza LGPL v3 e può pertanto essere liberamente utilizzato per scopi privi di lucro, potendo inoltre contare su idee, suggerimenti e proposte provenienti dalla stessa comunità di utilizzatori. Per ottenere la massima fruibilità della suite l’interfaccia è stata particolarmente curata per risultare chiara, attraente, colorata e invitante, senza perdere di vista aspetti legati anche alle disabilità. Tra i moduli disponibili vi sono:

  • Writer: dotato di barre degli strumenti organizzate per semplificarne l’interazione, di una palette di colori dedicata e di font adattabili per la dislessia;
  • Calc: offre un numero di celle ridotto, un elenco di funzioni che si adattano automaticamente agli utenti e un assistente alle operazioni principali;
  • Draw: fornisce strumenti di disegno vettoriale basati su una ricca libreria e uno spazio di lavoro appositamente studiato;
  • Impress: rivolto alla definizione di presentazioni in modo intuitivo e coerente.

Alcuni screenshot:

Installazione OOo4Kids

Finestra principale di benvenuto - OOo4Kids

Procedura guidata modulo Impress - OOo4Kids

Interfaccia utente modulo Calc - OOo4Kids

L’articolo Originale e completo è qui.

Articoli Correlati

Per l'IT c'e' ancora crisi… ma ci sono segnali di ripresa

Riporto dal sito di Assinform, che è importante per il nostro settore.

Rispetto al 1° semestre 2009 (-9,0%), il recupero è di 6,5 punti percentuali. In ripresa la domanda delle imprese di Pc e server con + 10,3%; recupero di 3 punti percentuali del software (-1,2%, rispetto al -4,1% del 2009); mercato consumer a + 21% Indagine congiunturale su aziende IT a luglio 2010: positiva (+0,5%), per la prima volta da un anno (-14,9% nel luglio 2009), la valutazione sui budget dedicati dalle imprese clienti allo sviluppo di nuovi progetti informatici.

Angelucci: “Per la crescita competitiva e occupazionale occorre sostenere la ripresa degli investimenti in innovazione. Da parte della politica ci aspettiamo atti di coraggio: incentivi stabili per le imprese che innovano e che si aggregano, anche tramite acquisizioni; una riforma fiscale che metta fine all’iniquità dell’Irap sui settori “labour intensive” come l’IT; la modifica delle regole delle gare, che vanno centrate sulla qualità dei servizi informatici e non sul puro ribasso delle tariffe”.

Milano, 14 settembre 2010 Per l’IT l’emergenza non è finita, anche se si riscontra un’inversione di tendenza. Il bilancio di fine giugno 2010 è ancora in rosso e il trend negativo penalizzerà il settore fino alla fine dell’anno. L’informatica italiana continua a patire gli effetti della crisi, della totale assenza di una politica per l’innovazione e del clima di incertezza che vive il Paese. Pur nella consapevolezza che molte imprese, soprattutto quelle esposte alla competizione internazionale, non hanno gettato la spugna e stanno tornando a investire nelle tecnologie informatiche e nell’innovazione dei processi, il settore IT manifesta nel suo complesso grande fatica a beneficiare della piccola ripresa in atto.” E’ l’esordio di Paolo Angelucci, Presidente di Assinform, nell’aprire la conferenza stampa di anticipazione dei dati sull’andamento dei settori IT e TLC nel primo semestre 2010. Un andamento che ha visto l’IT chiudere il primo semestre di quest’anno a – 2,5% e le TLC fermarsi a – 2,3%, rispetto allo stesso periodo del 2009.

“Oggi, tuttavia, la nostra preoccupazione non riguarda tanto le performance dell’anno in corso, che già prevedevamo ridotte, date le condizioni di oggettiva difficoltà del mercato – ha continuato Angelucci – quanto le iniziative da prendere ora, affinché le grandi potenzialità dell’IT, quarto settore industriale italiano con oltre 380.000 addetti, motore dell’innovazione e di occupazione qualificata, possano essere colte dal Paese, per avviare una fase di crescita competitiva nel 2011″. “Se vogliamo che l’informatizzazione infrastrutturale da parte delle imprese – ha sottolineato il Presidente di Assinform – fenomeno importante emerso nei primi sei mesi dell’anno, evolva verso un utilizzo pervasivo dell’IT nell’economia italiana generando nuova occupazione qualificata, soprattutto tra i giovani, sono necessari atti di coraggio da parte delle istituzioni, del Governo, della classe politica tutta, per introdurre nuove regole e condizioni quadro capaci di creare un clima che premi l’innovazione a tutti i livelli. Per questo occorrono provvedimenti di politica industriale stabili, che agiscano sul fronte del credito fiscale e degli incentivi, accompagnati da misure che facilitino l’accesso a finanziamenti bancari. La finalità deve essere quella di sostenere sia la domanda IT, premiando le aziende italiane che usano la leva tecnologica per migliorare la propria efficienza/produttività, sia l’offerta di Made in Italy tecnologico. In questo contesto vanno favorite fusioni e acquisizioni aziendali con un programma straordinario di ammortizzazione fiscale. Al contempo, le addizionali dall’Irap vanno spostate sull’Ire per stemperare il peso sull’occupazione di questa tassa, particolarmente iniqua per un settore ad alto utilizzo di risorse professionali qualificate quale l’IT. Infine vanno cambiate le regole delle gare: i servizi informatici non possono essere acquistati al massimo ribasso, ma per la loro qualità, nell’ambito di un giusto rapporto costi/benefici”.

I dati Assinform, evidenziano come per la prima volta dall’avvio della crisi, si sia manifestata una tendenza all’attenuazione del calo di mercato. Con il -2,5% segnato a fine giugno 2010, l’IT italiana ha recuperato oltre 6 punti percentuali rispetto al -9,0% registrato a fine giugno 2009 (sul 1° semestre dell’anno precedente). Il recupero ha interessato tutte le componenti informatiche, dall’hardware, al software, ai servizi, ma con notevoli differenziazioni e prospettive.
Il fenomeno nuovo, oggi potenzialmente più significativo, riguarda la crescita della domanda di Pc e server da parte delle imprese. Nei primi sei mesi dell’anno, infatti, il mercato dei Pc portatili, desktop e server ha registrato, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, un incremento in volume di + 12,9%, pari a oltre 400.000 unità, assorbite per l’80% dalle imprese, la cui domanda è passata da -2,5% del 2009 all’attuale +10,3%. In particolare la domanda di server è salita del 12,3% (era stata -29% nello stesso periodo 2009), quella di desktop del + 13,4% (-21,5% nel 2009), mentre l’incremento dei Pc portatili è stato del 12,7% (simile al +14,8% dell’anno precedente). “Questi dati – ha commentato Angelucci – segnalano l’avvio di processi di rinnovamento delle tecnologie aziendali, di maggior informatizzazione delle imprese italiane, di investimenti in infrastrutture innovative. Processi che la crisi aveva quasi del tutto bloccato e che oggi appaiono sempre più indispensabili a quelle imprese che intendono affrontare la ripresa dei mercati”.
I riflessi positivi di questo tipo di strategie aziendali si ritrovano anche nell’andamento del segmento Software, che a fine giugno si è attestato a -1,2% a fronte della perdita di -4,1% raggiunta nello stesso periodo del 2009. Si attende quindi un’amplificazione positiva nei prossimi mesi verso la domanda di nuove applicazioni, spinta anche dalla novità delle scelte che le imprese stanno compiendo, privilegiando per oltre la metà della propria domanda l’acquisto di Pc portatili e quindi portando il focus verso le nuove frontiere tecnologiche e organizzative dettate dalla mobilità. Il segmento dei Servizi, che costituisce la metà dell’intero mercato informatico italiano (pari a 4.215 milioni di euro per i primi sei mesi dell’anno, a fronte di un valore totale di 8.918 mln), passato dal -7,3% del primo semestre 2009, all’attuale -3,7%, continua, al contrario, a essere fortemente penalizzato dalla tendenza sempre più accentuata al calo delle tariffe professionali.
“Se è evidente che nella maggioranza delle imprese e della Pa prevalgono tutt’ora le strategie di razionalizzazione finalizzate alla riduzione dei costi – ha concluso il presidente di Assinform – , il ribasso delle tariffe non può rappresentare un percorso sostenibile, ma una semplice valvola di sfogo che comprime i margini dei fornitori, rischia di incidere pesantemente sulla qualità dei servizi dei clienti e preclude lo sviluppo di nuova occupazione”.
Anche dalla VII indagine congiunturale condotta a luglio di quest’anno su un campione significativo di imprese associate Assinform, si ricavano segnali contrastanti, fra potenziali opportunità di ripresa, oscurate da previsioni ancora fosche sull’occupazione. In generale emerge un clima di ripresa di fiducia, con previsioni di crescita dei fatturati per il 43% delle imprese partecipanti (contro il 24% di luglio 2009 e il 27,6% di aprile 2010). Ma le Pmi prevedono, nella maggioranza dei casi, un andamento in calo degli ordinativi e degli utili.
Il dato più interessante, che conferma le rilevazioni di mercato, riguarda le valutazioni sull’andamento dei budget da parte delle aziende clienti. Per la prima volta dal luglio 2009 il tasso di crescita medio della spesa destinata allo sviluppo di nuovi progetti informatici raggiunge una valutazione positiva (+ 0,5%, a luglio 2009 era di -14,9%), mentre le spese correnti e per manutenzione guadagnano in stabilità, sebbene ancora in calo (-1,6%, valutazione di -6,1% nel luglio 2009).
Sul fronte dell’occupazione, dall’indagine congiunturale non emerge ancora alcuna previsione di ripresa. Continua l’emorragia dei consulenti, soprattutto da parte delle grandi imprese, sebbene in leggera attenuazione . Per i dipendenti sparisce la fascia di valutazione “molto peggiorato”, ma il 15% delle imprese continua a considerare la situazione in peggioramento, tendenza che nelle medie arriva al 33% e nelle grandi al 21%.

Articoli Correlati

Certificazioni di malattia: direttamente nella pec del datore di lavoro.

Un ulteriore tassello per le certificazioni di malattia pe rvia telematica.

Con la recente circolare numero 119/2010 l’Inps ha fornito indicazioni in merito al flusso di invio dei certificati di malattia per via telematica dal medico di famiglia verso l’Inps stessa e verso il dator edi lavoro. E’ un tassello previsto nel Codice dell’amministrazione digitale.

Quando il dipendente si ammala, il medici del servizio sanitario nazionale e quelli in regime di convenzione, trasmettono il certificato, per via telematica (dove è gia’ attivo), al sistema di accoglienza centrale (Sac) fornito dal ministero dell’Economia. A sua volta provvede ad inoltrare il certificato all’Inps. Il medico stampa il certificato e l’attestato e lo fa pervenire al datore di lavoro. La novità è che, laddove i datori di lavoro  si avvalgano del nuovo  servizio dell’Inps, è l’Inps stessa che invia alla pec del datore di lavoro precedentemente indicata.

Per fruire del nuovo servizio, i datori di lavoro  devono inoltrare richiesta  a uno degli indirizzi di posta certificata reperibili sul sito www.inps.it, utilizzando lo stesso indirizzo di posta certificata dove in seguito si riceveranno le comunicazioni.

E’ una comodità non da poco per il dipendente stesso.

Ora aspettiamo le connessioni a band alarga su tutto il territorio italiano, altrimenti avremo aziende di serie A e di serie B.

Articoli Correlati

Multitouch nella nuova beta di Ubuntu 10.10

E’ quasi tempo per il rinnovo sementrale della nota distribuzione. A ottobre sarà pronta per essere scaricata Ubuntu 10.10, ma già ora è possibile testarne la beta, anche se ovviamente, potrebbe essere instabile e/o con qualche errore

Ubuntu 10.10 si basa sul kernel linux 2.6.35.3 e incorpora l’ambiente desktop Gnome 2.31 nella versione principale; per quanto riguarda le derivate troviamo naturalmente KDE 4.5.0b in Kubuntu e XFCE 4.6.2 in Xubuntu.

Alcune novità:

  1. Shotwell prende il posto di F-Spot come visualizzatore di immagini predefinito mentre Gwibber – il programma che permette di aggiornare Twitter senza aprire il browser – è stato migliorato e ora è più veloce;
  2. Ubuntu Software Center, che si rinnova nell’interfaccia per semplificare la visualizzazione del software installato in ordine cronologico e permette di ordinare le applicazioni in ordine di popolarità, oltre a mostrare quelle consigliate;
  3. Nuova interfaccia di installazione;
  4. Supporto al multitouch, con il quale è possibile gestire quelle funzionalità rese famose da Apple, quali zoom con due dita, o click con tre dita;
  5. Nell’Edizione per notebokk c’e’ un rinnovo dell’interfaccia con la barra per l’accesso rapido alle applicazioni spostata sul lato sinistro.

La versione definitiva di Ubuntu 10.10 è attesa per il 10 ottobre. La versione beta può essere scaricata dal sito ufficiale.

Articoli Correlati

Telelavoro: come gestirlo.

In un precedente post abbiamo parlato di strumenti open source per la gestione di gruppi di lavoro con interfaccia web.

Vediamo vantaggi e svantaggi di una metodologia di lavoro che in Italia stenta a decollare: il telelavoro.

Vediamo quali sono i punti forti, i punti deboli e per quale motivo in Italia non decolla.

I punti forti:

  • Il telelavoratore, in quanto tale, introduce un forte atto di fiducia da parte dell’azienda in quanto il lavoratore non è controllabile direttamente. Statisticamente, anche se nella nostra cultura è difficile da credere, il lavoratore è meno soggetto ad assenteismo e molto spesso il turnover diminuisce con ricadute significative nella produttività
  • Si sviluppano capacità come il lavoro per obiettivi e per progetti;
  • Si mantengono in azienda, anche se lontani, i cosidetti talenti, che per qualche mutazione del loro status, potrebbero lasciare l’azienda (malattie, maternità, trasferimenti, etc);
  • Ci sono meno vincoli per la ricerca del personale, nel senso che puo’ essere cercato anche lontano dalla sede dell’azienda;
  • Si possono ovviamente ridurre i costi della sede, in quanto basta una struttura più piccola. E questo può favorire soprattutto le aziende più piccole e gli studi professionali;
  • Per i lavoratori i vantaggi sono ovviamente una migliore conciliazione della vita privata con il lavoro, riduzione di costi per il trasporto, trasferimenti vari.

I punti deboli:

  • Il telelavoro ha bisogno di training: modi di comportamento, uso di strumenti software ed hardware diversi, mutati rapporti con l’azienda. Sia nei manager che nei lavoratori sottoposti;
  • I telelavoratori spesso sembrano dei privilegiati di fronte ai lavoratori tradizionali: occhio alla motivazione aziendale;
  • Pigrizia dei manager che non vedono di buon occhio questo modo di lavorare in quanto pensano di non poter controllare il loro sottoposto in quanto lo vedono poco;
  • Serve cambiare la mentalità dell’azienda e i processi aziendali.

Da un punto di vista tecnologico, il telelavoro è abbastanza semplice:

  1. Una connessione ad internet;
  2. Un pc, meglio se portatile;
  3. Un telefono cellulare magari collegato con il centralino aziendale;
  4. Una webcam (le riunioni si devono fare comunque;
  5. Dei sofwtare di comunicazione (es. skype) e di groupware (e-groupware ad esempio).

Alcuni consigli:

  1. fissare orari di lavoro anche per i telelavoratori;
  2. studiare accuratamente le metodologie di comunicazione (la sola e-mail potrebbe essere troppo fredda);
  3. schedulare incontri in videoconferenza;
  4. ogni tanto, ad esempio ogni due settimane, schedulare comunque una riunione dal vivo;
  5. impostare un sistema di valutazione dei risultati.

Bisogna abituarsi: sarà comunque il modo di lavorare del prossimo futuro

Articoli Correlati

Gestione di gruppi di lavoro con strumenti open source

L’organizzazione di una azienda, di uno studio, necessità di condividere tra i collaboratori molte informazioni. Molto spesso queste informazioni sono sparse su una quantità di supporti eterogenea: rubrica cartacea, appunti, file sui diversi computer, conoscenze non scritte dei collaboratori. Questo comporta molto spesso inefficienze, ritardi nella trasmissione delle informazioni, perdita di informazioni.

Le organizzazioni più efficienti, da anni si sono dotate di strumenti di collaborazione per sopperire a ciò. Nella mia esperienza sono ancora troppo poche, soprattutto in Italia e non solo presso le piccole organizzazioni mancano questi strumenti.

Spesso si dice che costano troppo, che non servono, che sono troppo complesse. Niente di più falso.

Costi: Le soluzioni open source, quindi libere da costi di licenza sono sempre più numerose e sempre più complete.

Non servono: avere a disposizione in ogni momento la propria agenda, la propria rubrica e quella dei collaboratori, avere sottomano l’ultima offerta o lo stato di un ordine molto spesso fa la differenza tra acquisire e concludere un contratto o perderlo. Immagazzinare la conoscenza dell’organizzazione in questi strumenti puo’ sopperire alla mancanza di alcuni collaboratori (che magari se ne vanno portando via conoscenza).

Troppo complesse: sono tutte web based, intuitive. Con pochi clic si trovano le informazioni grazie anche ai potenti motori di ricerca inseriti all’interno.

La verità molto spesso è un’altra: non sono mai state provate a fondo per un periodo sufficiente, si pensa di perdere tempo ad inserire i dati. In sostanza è solo ed esclusivamente un fatto culturale.

Vediamo una applicazione che da tempo propongo ai clienti e che utilizziamo all’interno della nostra struttura: E-Groupware.

L’applicazione è presente sul mercato da svariati anni ed ha raggiunto una buona stabilità. Gira su qualsiasi sistema su cui gira un interprete php, un database mysql, un server web. Quindi gira su piattaforma Windows, Mac, Linux. E’ accessibile esclusivamente via web da qualsiasi dispositivo su cui giri un web browser: PC, MAC, Linux, iPhone, iPad, BlackBerry, cellulari in genere con capacità grafiche.

L’applicazione o, meglio il sistema, è composto da vari sottosistemi integrati tra di loro ad esempio:

  1. Rubrica condivisa o personale estendibile. E’ possibile garantire l’accesso alla propria rubrica ai membri dell’organizzazione in svariati livelli di accesso;
  2. Agenda personale condivisibile con i membri dell’organizzazione. E’ possibile ad esempio dare l’accesso alla propria segretaria per l’aggiornamento degli appuntamenti. Le viste possono essere giornaliere, settimanali, mensili. Gli appuntamenti si possono esportare rapidamente presso altre agende.
  3. Un completo sistema di gestione delle varie attività per gestire telefonate, mail, to do, note. Si possono categorizzare liberamente e gestire gli stati di avanzamento delle azioni (un mini crm praticamente)
  4. Un buon sistema per la gestione dei progetti (se la nostra azienda lavora per progetti ad esempio uno studio di ingegneria, di architettura);
  5. Un buon sistema di gestione del foglio ore utile per tracciare ad esempio attività da fatturare ai nostri clienti
  6. Un sistema per la gestione delle risorse aziendali su prenotazioni, ad esempio sale riunioni, auto aziendali, furgoni aziendali, apparecchiature di prova
  7. Un sistema completo per la gestione documentale aziendale completo di versioning, scadenza documenti, access list, ricerca per metadati (nella nostra organizzazione abbiamo svariate migliaia di documenti salvati all’interno e non da segni di cedimento o di lentezza)
  8. Un sistema di gestione documentale privato per ogni membro dell’organizzazione (che si usa poco, l’altro è molto più potente)
  9. Un sistema per la gestione della conoscenza aziendale classificabile in categorie utile per esprimere in documenti metodologie di lavoro, guide interne, policy aziendali.
  10. Un sistema wiki integrato, dalle funzionalità basilari;
  11. Integrazione e-mail, siti, notizie interne e molto altro ma meno utilizzati
  12. Soprattutto si puo’ estendere grazie alla buona documentazione offerta. Si possono quindi creare moduli ad hoc per l’azienda.

Le informazioni vengono tutte salvate su database relazionale e quindi è molto agevole accedere al sistema per effettuare ricerche non previste, analizzare le attività aziendali in ottica di migliorare la performance, etc.

Non vedo motivi quindi per non adottare un sistema del genere, in quanto i vantaggi che offre sono molti e di indiscutibile validità.

Articoli Correlati